COME SVEZZARE LE PROSSIME “PREMIERE DAME” - FA DISCUTERE IL NUOVO PROGRAMMA SCOLASTICO FRANCESE CHE PREVEDE L’EDUCAZIONE “DI GENERE” - UN CORSO CHE SPIEGA TUTTO: DA CHE COS’È UN POMPINO A COME USARE IL CONDOM

Giulio Meotti per ‘Il Foglio'

"Non insegniamo la teoria del genere, ma solo l'educazione alla parità e all'uguaglianza che fanno parte dei principi della République", ribatte il ministro dell'Istruzione Vincent Peillon ai tanti critici del suo programma scolastico. Eppure dal racconto di una delle sue educatrici su un grande settimanale francese si direbbe che il suo ministero sia andato ben oltre i principi della République.

"Il mio ruolo è quello di dare ai giovani un'educazione alla sessualità". Si apre così il racconto di Christine Fenot sul Nouvel Observateur, mentre la Francia freme di proteste contro l'educazione di genere nelle scuole. Un racconto che illumina il meccanismo dell'educazione sessuale. "All'inizio di ogni procedura voglio fare un promemoria anatomico". Così l'insegnante disegna il seno che cresce, i sessi, l'accoppiamento. "Pene, seni, vagina, io chiamo le cose col loro nome". Poi le domande, del tipo: "C'est quoi une fellation?".

Che cos'è un pompino? Christine dice di avere sempre con sé il kit della contraccezione. "Faccio circolare in classe diversi metodi contraccettivi". Profilattico, pillola, gel spermicida, ognuno viene spiegato nel suo uso. "Ho avuto l'opportunità di parlare a una classe elementare e sono rimasta impressionata dalla loro reattività. Nella mia carriera non ho mai visto così tante dita sollevate".

Intitolato "Il gender arriva a scuola. Genitori siete informati?", un documento della Confédération nationale des Associations Familiales Catholiques sostiene che diversi nuovi progetti scolastici del governo "devono essere considerati come altrettante azioni per raggiungere l'obiettivo di cambiare le mentalità facendo leva sulla gioventù".

Viene dalla Germania il testo chiave usato nelle scuole francesi. In particolare da Colonia, dove il Centro Federale per l'Educazione alla Salute che collabora con l'Organizzazione mondiale della sanità ha messo a punto il materiale didattico che tanto scandalo ha generato nelle famiglie francesi, fino a spingerle a boicottare le lezioni.

In quasi settanta pagine, il documento boicottato dalla Manif pur Tous spiega come l'educazione sessuale debba essere impostata e insegnata ai bambini da zero a quattro anni, dai quattro ai sei, dai sei ai nove, dai nove ai dodici, dai dodici ai quindici e infine dai quindici in avanti. Il testo voluto dall'Oms introduce la questione del "genere" con l'accezione ideologica della teoria della "neutralità sessuale".

Si arriva a dire che i bambini dovrebbero sapere come "utilizzare preservativi e contraccettivi correttamente in futuro" e più avanti, a dodici anni, "come procurarseli". L'educazione sessuale come mero uso del preservativo. Vi si afferma che una volta che il bambino avrà esplorato il proprio corpo va spronato affinché comunichi le proprie sensazioni e "manifesti le proprie necessità, voglie e limiti ad esempio nel contesto del ‘gioco del dottore'".

I pedagoghi dell'Oms ritengono doveroso, a beneficio dello scolaro, "informarlo sul piacere e sul godimento che si sperimenta quando si accarezza il proprio corpo e sulla masturbazione precoce infantile". Fra i quattro e i sei anni i bambini vanno incoraggiati a "parlare dei loro problemi sessuali", aiutarli a consolidare la loro identità di genere e cominciare a dargli nozioni "sull'amore tra persone dello stesso sesso".

Per i più grandi, ovvero per i bambini dai sei ai nove anni, è già tempo di parlare di eiaculazione. Nelle linee guida la fecondazione artificiale diventa un argomento adatto per i bambini di sei anni, mentre la maternità surrogata, anche per gli omosessuali, per un ragazzo di quindici anni.

A dodici anni si ha il diritto di conoscere il difficile "impatto della maternità in giovane età", con la consapevolezza di "un'assistenza in caso di gravidanze indesiderate" e la relativa "presa di decisioni" (ovvero l'aborto). Si può pure essere informati sulla possibilità di "gravidanze anche in relazioni omosessuali", venendo messi in guardia "dall'influenza della religione sulle decisioni riguardanti la sessualità".

Un programma molto ambizioso. Si tratta della vecchia teoria costruttivistica dell'educazione che trova la sua giustificazione nel behaviorismo, dove il concetto di "formazione" soppianta quello di insegnamento. Un insigne matematico vincitore della medaglia Fields, Laurent Lafforgue, si prese la soddisfazione di chiamarli khmer rossi.

 

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