valentino rossi - luciano pavarotti - lucio dalla

“DORMO CON LO STEREO ACCESO, DEDICO ALMENO OTTO ORE AL GIORNO ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA” - QUANDO LUCIO DALLA RACCONTO’ COME NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA MUSICA: “IL ‘REQUIEM’ DI MOZART RIAFFIORA NELLE MIE COMPOSIZIONI, COME FOSSE UN TRATTO GENETICO. SONO UN CONTAMINATORE: MESCOLO LA SINFONICA AL JAZZ E ALL’OPERA. IL MIO AMICO PAVAROTTI CONDIVIDEVA QUESTA BULIMIA MUSICALE: ASCOLTAVAMO DI TUTTO, CI SCAMBIAVAMO TITOLI. RICORDO LE LUNGHE DISCUSSIONI SULLA ‘TOSCA’, PER ME IL CAPOLAVORO ASSOLUTO DEL MELODRAMMA”

lucio dalla

Testo di Lucio Dalla pubblicato da “Sette - Corriere della Sera”

 

Tutto comincio con una risata. Del pubblico. Avevo sette anni e interpretavo il piccolo Gheraldino nel Gianni Schicchi di Puccini. Ricordo il Teatro Comunale di Bologna, gli spalti gremiti, l’attesa, l’emozione che ti prende alla gola e, infine, l’urlo (piu che una romanza) che mi usci, impetuoso, tonante. Il pubblico rideva, intenerito. Ma io avevo scoperto un mondo. Il mondo dell’opera: quella volta entro in me e in me rimase. Come un fiume sotterraneo che contamina passioni, vocazioni, idee.

 

lucio dalla e alda merini

L’amore per la musica sinfonica e per il jazz verra in seguito. All’epoca ero un bambino e quell’universo fatto di luci, costumi, gesti marcati, agi come un’emozione primordiale. Non coglievo le sfumature, ma intuivo una strana inquietudine rumorosa, «un’ansia da adulti», sottolineata da una musica travolgente. Volli subito il disco e non fu che l’inizio: oggi possiedo tutto di Puccini, dalla A alla Z, compreso uno straordinario Agnus Dei, composto per essere eseguito ai funerali di Giuseppe Verdi. Una rarita che mi procuro, diciotto anni fa, il mio amico Bongiovanni, titolare di un negozio di dischi che a Bologna e quasi un’istituzione. Per non parlare delle innumerevoli Tosche.

 

lucio dalla suona il sax

Se qualche anno fa io ho riscritto la Tosca pucciniana in chiave moderna e stato anche per un omaggio al compositore che, piu di tutti, sento dentro. Poi ascolto Maria Callas che si strugge in «Vissi d’arte...» e penso che poche interpreti siano state al suo livello. Come Mozart nelle sin- fonie e Charlie Parker nel jazz. A sedici anni suonai con Chet Baker. Del jazz mi piaceva la complessita nascosta dietro l’apparente leggerezza. Ed e stato un disco jazz a cambiarmi la vita: Out There, di Eric Dolphy, il celebre sax alto.

 

Lo ascoltai dal vivo nel 1961, ad Antibes-Juan les Pins dove, con la Rheno Dixieland Band (l’orchestra dove, tra gli altri, ci esibivamo io e Pupi Avati), vincemmo il Festival Europeo del Jazz. Io sono un contaminatore: mescolo la passione per la sinfonica al jazz e all’opera. E sono sempre stato un ingordo. Le prime a capirlo sono state le commesse dello storico negozio di dischi “Borsari” di Bologna: fingevano indifferenza quando, ogni tanto, “trafugavo” un disco di Bach (va bene, ogni tanto li riportavo indietro). Ma e stato grazie ad una di queste “razzie” che ho scoperto il Concerto in La Minore di Vivaldi.

 

lucio dalla con il cane

L’emozione di eseguirlo dopo tanti anni, insieme ai Solisti Veneti, al Teatro Olimpico di Vicenza, e stata pari a quella provata nell’ascoltarlo di nascosto, da ragazzo. Non sono un collezionista, piuttosto un fruitore. Dormo con lo stereo acceso, dedico almeno otto ore al giorno all’ascolto della musica. E sono un curioso: poco tempo fa ho letto con attenzione una preziosa lezione che Schonberg tenne a Leningrado su Mahler, pubblicata da Miniature.

 

Ho una predilezione per la Seconda di Mahler, di cui possiedo piu versioni. I miei dischi sono consunti, usati. Di Bach e Mozart possiedo tutto, ho raccolto le opere con metodo, cominciando dai fondamentali. Il Requiem mozartiano riaffiora nelle mie composizioni come fosse un tratto genetico. In Tu non mi basti mai ci sono echi di Mascagni. Una volta la eseguimmo in Piazza del Campo, a Siena, insieme all’orchestra Toscanini che faceva Cavalleria rusticana.

 

lucio dalla e la madre jole

Il successo e questo, non e vendere milioni di dischi, credetemi. Quando Mario Monicelli mi chiese di scrivere le musiche per il suo film I Picari, scoprii il Cinquecento, i madrigali, le ballate. Marenzio, Monteverdi. Vent’anni dopo, quando ho musicato il Don Chisciotte di Mimmo Paladino, ho riascoltato quelle musiche con lo stesso turbamento. La passione per Benvenuto Cellini venne dopo, quando lessi la sua Vita e decisi che l’avrei messa in musica.

 

Con una formazione cameristica, a Firenze, un evento suggestivo sul ponte Vecchio. Il mio amico Luciano Pavarotti condivideva questa bulimia musicale: ascoltavamo di tutto, ci scambiavamo titoli. Lui era Caruso, era straordinario. Si porta- va dietro la duplicita del melodramma: popolare e colto. Ricordo le lunghe discussioni sulla Tosca, per me il capolavoro assoluto del melodramma.

 

papa wojtyla e lucio dalla

Puccini e involontario ispiratore di tanti lavori moderni: avete mai ascoltato con attenzione la colonna sonora de Il Gladiatore di Ridley Scott? Ebbene si, possiedo anche quella. Io sono di Bologna e a Bologna, a un certo punto della storia della musica, ti dovevi schierare: con Wagner o con Verdi. Una guerra stile Guelfi e Ghibellini, che si combatteva alle prime teatrali, a colpi di boicottaggi e fischi.

 

Non mi schiero, io godo. Dell’uno e dell’altro, poiche possiedo le opere complete. E non credetemi un feticista del vinile o dei piu sofisticati Cd: non disdegno il download digitale. Quello legale, ovvio. Sapete che su Internet ho scoperto Florence Foster Jenkins? Una bizzarra soprano che divenne famosa nei primi del Novecento con un’improbabile opera dal titolo «La regina della notte». Improponibile, si, ma possiedo anche quella.

lucio dalla lucio dalla 3lucio dalla e il dalai lamalucio dalla e sophia lorenlucio dallalucio dalla lucio dalla e carlo azeglio ciampivalentino rossi luciano pavarotit lucio dallalucio dalla da bambino

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...