e.t.

E.T., HAI TELEFONATO A CASA? - IL FILM DI SPIELBERG COMPIE QUARANT'ANNI - LA PELLICOLA FU UN SUCCESSO SENZA PRECEDENTI: INCASSO' 359 MILIONI DI DOLLARI SUPERANDO ANCHE "GUERRE STELLARI" - QUATTRO OSCAR, TRA CUI QUELLO ALL'ITALIANO CARLO RAMBALDI, CHE COSTRUI' IL PUPAZZONE DELL'ALIENO: ECCO COME - VIDEO

 

Ilaria Ravarino per ilmessaggero.it

 

E.T.

Quarant'anni dopo, E.T. l'extraterrestre torna a casa. E cioè non in tv né in piattaforma, né in salotto né sul pc, ma sui 12 metri di schermo del cinema, il terminale ultimo immaginato da Steven Spielberg nel 1982 per il suo settimo, trionfale film. Succederà stasera alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, dove a inaugurare la 58a edizione (18-25 giugno) sarà proprio la storia dell'amicizia fra l'extraterrestre e il piccolo Elliott Taylor (l'attore Henry Thomas, oggi 50enne), proiettata in Piazza del Popolo alle 21 davanti a più di 1000 persone.

 

Mostra del cinema di pesaro

Realizzata in collaborazione con Universal Pictures, la proiezione ha il patrocinio della Fondazione Carlo Rambaldi, che in città ha portato una replica a grandezza naturale di E.T. per la precisione: 1 metro e 40, collo allungabile incluso.

 

IL SUCCESSO

Il film di Spielberg, presentato fuori concorso alla 35° edizione del Festival di Cannes, presieduto allora dall'italiano Giorgio Strehler, fu un successo senza precedenti, capace di incassare nel mondo più di 359 milioni di dollari superando al box office, a fine corsa, anche il record detenuto da Guerre stellari. Quattro gli Oscar ricevuti, fra cui quello per gli effetti speciali all'italiano Carlo Rambaldi, già collaboratore di Spielberg in Incontri ravvicinati del terzo tipo e Oscar per Alien nel 1980.

 

e.t. l’extraterrestre 3

Fu il geniale artista ed effettista ferrarese, scomparso dieci anni fa, a costruire praticamente la creatura: un alieno di colore marrone, in grado di muovere occhi, bocca e lingua, il cui viso rivelò Spielberg doveva essere «un mix fra il poeta Carl Sandburg, lo scienziato Albert Einstein ed Ernest Hemingway». Gli occhi, in particolare, dovevano possedere «dolcezza, intelligenza e malinconia».

 

E se Rambaldi ci riuscì, spiega la figlia Daniela, «fu perché la creatura fu costruita come se fosse un vero attore, ma meccanico. Fu una delle meccatroniche (connubio tra meccanica ed elettronica, ndr) più avanzate per l'epoca, talmente realistica che se ne parlava come di un personaggio veramente esistito». Quattro in tutto le repliche di E.T. costruite per il film, che la famiglia Rambaldi ospita in questi giorni «in un luogo segreto a Milano» in vista di una mostra da realizzare il prossimo anno.

 

e.t. l’extraterrestre

IN SALA

Il film fu un successo anche in Italia, dove incassò in lire il corrispettivo di un milione 600.000 euro. In fila al cinema c'era l'allora 32enne Gabriele Salvatores, che avrebbe esordito con il suo primo film, Sogno di una notte di mezza estate, appena un anno dopo. «Non si dice mai quanto forte sia stato l'impatto di Spielberg sull'immaginario di parte del cinema italiano - racconta il regista, che con la fantascienza si sarebbe cimentato nel 1997 con Nirvana - perché non viene considerato un maestro, come Orson Welles o Stanley Kubrick. Eppure con quella storia Spielberg ci diceva tanto: raccontava l'alterità, il rapporto di amicizia con il diverso, temi che ho ripreso nel mio piccolo in Tutto il mio folle amore. E pur non seguendo i gusti del pubblico, era un film capace di entrare nel cuore di tutti».

 

carlo rambaldi

Un immaginario transgenerazionale, penetrato nei film di Salvatores come in quelli dello Spielberg italiano, il romano Gabriele Mainetti, 45 anni: «E.T. è stato il primo film che ho visto al cinema, così importante per me che ho voluto citarlo in Freaks Out: il cuore di Matilda (la protagonista, ndr) batte come quello di E.T. È un film che ancora oggi mi fa piangere e mi emoziona, perché dentro c'è tutto: il viaggio, la fantasia, il romanzo di formazione, l'accettazione del dolore. È un cinema pieno del cinema che lo ha preceduto, come ci dice quell'immagine di Elliott ed E.T. che volano sulla luna in bicicletta, un omaggio ai film del padre del cinema fantastico, Georges Méliès».

 

IL SEQUEL

Diventato fenomeno di costume, il film di Spielberg non ebbe mai un seguito al cinema (il sequel fu scritto, E.T. II: Nocturnal Fears, ma poi cancellato: «ET avrebbe perso la sua innocenza», decise il regista) tornando a vivere in un romanzo di William Kotzwinkle, E.T. Il libro del pianeta verde e in un videogioco Atari, realizzato talmente in fretta per cavalcare il successo della pellicola da rivelarsi praticamente ingiocabile.

 

carlo rambaldi e il pupazzo di et

«Eppure quando il film uscì non tutte le critiche furono positive - ricorda lo scrittore romano Leonardo Colombati, 52 anni, autore di Estate e cultore di letteratura americana - Spielberg fu preso come un buonista, non come uno dei registi del secolo. Ricordo anche l'orgoglio italiano per Rambaldi: e dire che in quel film l'extraterrestre è l'ultima cosa. E.T. parla di famiglia, di abbandono e di padri assenti. Era la storia di Spielberg. L'alieno non è che il bastoncino in un cocktail perfetto».

e.t. l’extraterrestre

carlo rambaldi la meccanica dei mostricarlo rambaldi la meccanica dei mostri

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…