IL DISASTRO DI RADIO1 BY PREZIOSI - IL DIRETTORE BERLUSCONE, INSIEME ALLA FEDELISSIMA LAURA DE PASQUALE, HA AFFONDATO GLI ASCOLTI

Carlo Tecce per il "Fatto quotidiano"

Non sarà lungo l'incontro tra il comitato di redazione di Rai Radio1, il sindacato dei giornalisti Usigrai e il direttore generale Luigi Gubitosi, oggi, al settimo piano di viale Mazzini, perché sarà sufficiente rinfrescare un paio di cifre che l'azienda già conosce.

Il primo canale radiofonico trionfava nelle classifica e radunava 8 milioni di ascoltatori di media giornaliera, poi l'arrivo di Antonio Preziosi che gestisce anche la testata giornalistica, il crollo verticale e l'abisso a 4 milioni.

Radio1 osserva da lontano la crescita del terzetto di testa Rtl 102.5, Deejay e R101: settimo posto, ormai sempre, anche durante la fascia mattutina 6-9, un tempo un'esclusiva di successo. Ex inviato al seguito del presidente del Consiglio, Preziosi è considerato vicino a Silvio Berlusconi, e non sono dicerie.

Nominato nel 2009 dal Consiglio d'amministrazione guidato da Mauro Masi, Preziosi ha assunto Laura De Pasquale come assistente di direzione: è la compagna di Roberto Gasparotti, l'uomo immagine del Cavaliere. La De Pasquale ha bruciato la carriera senza cambiare posto e ruolo, nonostante sia sempre presente in quelle riunioni, di potere e decisione, che scrivono i palinsesti.

Dicono che il direttore sia solitamente taciturno e l'assistente spadroneggi. Adesso la De Pasquale firma da autrice svariate trasmissioni, soprattutto quelle più costose, quelle che rappresentano sprechi e fallimenti di Preziosi: Citofonare Cuccarini (Lorella), Last-minute e Check-In.

La coppia Preziosi-De Pasquale ha provocato proteste formali e informali, la sostituzione o l'abbandono di sei giornalisti di vertice: un condirettore, un vicedirettore, un caporedattore centrale e tre caporedattori. Viale Mazzini ha commissionato uno studio privato e interno poiché la radiofonia non dispone più di un sistema di rilevazione universalmente riconosciuto.

La fuga del pubblico aumenta, non conosce soste, non dà segnali di assestamento. E il dg Gubitosi, in commissione di Vigilanza, ha elencato le disfunzioni finanziarie di Radio Rai, che vengono contenute dall'ottimo lavoro di Radio2 e Radio3. I ricavi si fermano a 36 milioni di euro, 5 dal canone di abbonamento e 31 dalle inserzioni pubblicitarie; i costi ammontano a 117 milioni, di cui 72 milioni di stipendi per 770 dipendenti. Risultato: 81 milioni di euro di passivo.

La direzione Preziosi, ormai da mesi, non attraversa un momento positivo. Un paio di anni fa, clamoroso, l'attivissima De Pasquale inviò una mail ai conduttori per vietare l'uso del termine "profilattico" e "preservativo" nei programmi: peccato che fosse la giornata contro l'Aids. In attesa del faccia a faccia fra il comitato di redazione (incaricato all'unanimità dall'assemblea) e il dg Gubitosi, Preziosi ha proposto dieci nomi per dieci promozioni: l'azienda ha detto di no.

Il direttore è anche Consultore del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali su indicazione di Benedetto XVI, anche se il suo riferimento diretto in Vaticano è l'ex segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone. Le protezioni di Preziosi si sono indebolite nell'ultimo periodo, ma il sostegno dei berlusconiani non viene mai a mancare. Quella casella, doppia, tra Radio1 e radiogiornale, è reclamata dal Pdl. Ma Gubitosi dice che la politica non condiziona le sue scelte. Vedremo. Anzi, ascolteremo.

 

Preziosi Antonio GIULIO ANSELMI E ANTONIO PREZIOSI Lorella Cuccarini LORELLA CUCCARINI BERLUSCONI AL SENATO CON GLI OCCHIALI

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…