salvini di maio rai

LA RAI PENTASTELLATA - DE BORTOLI, FRECCERO, GABANELLI. I NOMI CHE GIRANO SONO TANTI, MA QUELLO CHE CONTA È LA NUOVA LEGGE SULLA RAI: NEL PROSSIMO CDA LEGA E CINQUE STELLE POTREBBERO SPARTIRSI 6 POLTRONE SU 7, O AL MASSIMO CONCEDERNE UNA AL PD E UN'ALTRA A FORZA ITALIA - DIACONALE AVVERTE: ''ORA IN RAI C'È IL TETTO A 240MILA EURO LORDI PER I GIORNALISTI. QUINDI MOLTI POTREBBERO PREFERIRE RESTARE DOVE STANNO PERCHÉ GUADAGNANO DI PIÙ…''

Stefano Zurlo per il Giornale

 

luigi di maio e matteo salvini

Nella giostra di nomi ce n' è uno che ritorna più degli altri: è quello di Milena Gabanelli. Sarebbe lei il fiore all' occhiello della nuova Rai giallo verde e il segno di discontinuità con la tv pubblica disegnata nell' era Renzi. Gabanelli potrebbe avere la striscia nobile, quella che fu di Enzo Biagi, subito dopo il Tg1 della sera. Certo, nel giro di qualche settimana molte aspettative dovrebbero trovare conferma dalle parti di viale Mazzini. E la partita per lo schermo si incrocia con gli organigrammi del potere: dalla presidenza alle direzioni di rete. Si dice da sempre che la Rai sia una bussola infallibile degli umori profondi del Paese e in questi giorni le conversioni al verbo di Di Maio e a quello di Salvini si susseguono. Incessanti.

 

Tutti danno per certo che Carlo Freccero, intellettuale poliedrico e profondo conoscitore dei linguaggi televisivi considerato un guru dai Cinque stelle, aspiri alla presidenza al posto dell' uscente Monica Maggioni. Ma quella casella potrebbe pure essere occupata da un professionista di peso come Ferruccio de Bortoli, ex direttore del Corriere della sera.

freccero

 

«Si tratta di capire - spiega al Giornale Arturo Diaconale, nel cda in scadenza a fine mese - se la nuova maggioranza procederà ad un' occupazione militare della Rai o se per esempio punterà ad una presidenza di garanzia». Il prossimo cda avrà sette membri: due nominati dalla Camera, due dal Senato, due dal Consiglio dei ministri su proposta del ministero dell' Economia, uno dai dipendenti Rai. «Quindi - prosegue Diaconale - Lega e Cinque stelle potrebbero fare tre a tre, spartendosi sei poltrone su sette. Ma potrebbero lasciarne una al Pd e un' altra a Forza Italia».

 

milena gabanelli debito italia euro

Altro capitolo delicato è quello della direzione generale: molti analisti spendono il nome di Vincenzo Spadafora, braccio destro di Di Maio, uscito a bocca asciutta dalla foto di gruppo dell' esecutivo appena insediato. Ora il vicepremier potrebbe risarcirlo piazzandolo al posto di Mario Orfeo. Intanto, Enrico Mentana, pure accreditato, anche dal Giornale, per questo incarico, si sfila dalla corsa: «Con tutto il rispetto, non ho nessun interesse a ruoli in Rai finché a decidere sarà la politica. Valeva per i governi passati, vale per il tempo del governo attuale».

 

arturo diaconale giancarlo mazzuca

Fine dei giochi, almeno per lui. Ma le liste impazzano, fra spifferi, voci, previsioni degli imminenti assetti. Cosi, inevitabilmente sotto i riflettori finiscono i giornalisti ritenuti più vicini alla nuova maggioranza. Come Gianluigi Nuzzi, uno dei professionisti più accreditati da Davide Casaleggio, ma che conduce già un programma di successo come Quarto grado sulle reti Mediaset. Insomma, almeno in questa fase è difficile distinguere le notizie dalle suggestioni.

 

nuzzi casaleggio

«Non dobbiamo dimenticare - conclude Diaconale - che in Rai c' è il tetto ai compensi, fissato a quota 240mila euro annui. Chi guadagna di più avrebbe difficoltà a prendere la strada di via Teulada. Due personalità forti sarebbero nell' area pentastellata: Gianluigi Paragone ed Emilio Carelli, giornalisti di peso. Ma oggi sono tutti e due impegnati in Parlamento». E, dunque, non spendibili. In un parterre sempre più affollato.

gianluigi paragone emilio carelliemilio carelli luigi di maio a pescaragianluigi paragone sergio bramini

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)