rai viale mazzini matteo salvini giorgia meloni antonio tajani giampaolo rossi simona agnes marcello ciannamea

RAI, DI TUTTO, DI PUS! SALVINI E MELONI HANNO CHIUSO L’ACCORDO SULLA RAI CHE VERRÀ. COME DAGO DIXIT, GIAMPAOLO ROSSI SARA’ IL NUOVO AD, MARCELLO CIANNAMEA, IN QUOTA LEGA, DIRETTORE GENERALE CON DELEGA AL PRODOTTO E SIMONA AGNES, COCCA DI GIANNI LETTA, PRESIDENTE DI VIALE MAZZINI – MA ORA FRATELLI D’ITALIA E LEGA VORREBBERO ANTICIPARE IL RINNOVO DEL CDA PRIMA DEL VOTO PER LE EUROPEE. IL TIMORE È CHE SE DALLE ELEZIONI DOVESSE USCIRE UN RISULTATO CHE VEDE FORZA ITALIA SECONDA FORZA DEL CENTRODESTRA, BUONA PARTE DI QUELL'INTESA ANDREBBE RIVISTA. SALVINI, AD ESEMPIO, NON È D’ACCORDO CHE LA PRESIDENZA RAI VADA A FORZA ITALIA (LA SUA CARTA S-COPERTA SI CHIAMA TERESA DE SANTIS)

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani atreju

1. CDP-RAI SPRINT SULLE NOMINE

Luca Monticelli per “la Stampa” - Estratti

 

(…) Poi c'è il dossier Rai, le cui nomine future si reggono sul patto tra Meloni e Salvini che prevede amministratore Giampaolo Rossi al posto di Roberto Sergio. Fratelli d'Italia e Lega per blindare l'accordo vorrebbero anticipare il rinnovo del consiglio d'amministrazione dell'azienda prima del voto per le europee. Il timore è che se dalle elezioni dovesse uscire un risultato che vede Forza Italia stabilmente seconda forza del centrodestra, buona parte di quell'intesa andrebbe rivista.

 

I tempi per sostituire il cda sono strettissimi visto che la procedura prevede una road map che per legge dura almeno 60 giorni, perciò l'idea è quella di farla partire il 19 marzo. Con le elezioni per il Parlamento europeo fissate il 9 giugno, resta dunque possibile che il cda della Rai arrivi alla sua scadenza naturale a metà luglio, con il risultato del voto destinato ad influenzare gli equilibri politici dentro viale Mazzini.

 

2. MELONI FA IL BLITZ RAI, VUOLE IL NUOVO CDA A PASQUA. SALVINI DUELLA CON TAJANI PER LA PRESIDENZA

giampaolo rossi

Carmelo Caruso per “il Foglio” - Estratti

 

Apre la Rai come le uova a Pasqua. Dopo la vittoria in Abruzzo, Giorgia Meloni  vuole regalarsi un nuovo cda. E’ tentata. Sta chiedendo di accelerare il cambio. La prossima settimana i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, possono dare avvio alla selezione dei  futuri consiglieri. Alla Camera sono pronti. Si attende il Senato.

 

Le conseguenze sono almeno quattro: si concludono le prove di trasmissione dell’ad Rai, Roberto Sergio; per Giuseppe Conte finisce l’egemonia, il suo voto in cda non sarà più decisivo; Elly Schlein può nominare in cda uno tra Sandro Ruotolo e Chiara Valerio, mentre la destra, e il prossimo ad  Rossi, possono disegnare il palinsesto che verrà. Rai Pubblicità trema  alla sola idea.

 

La premier ha un accordo con Salvini, ma Salvini non è d’accordo che la presidenza Rai vada a Forza Italia e a Simona Agnes. Ha un  nome alternativo. Vuole fare pesare di essere ancora, per pochi mesi, il secondo della coalizione. Di Marcello Ciannamea, il suo dirigente a Mazzini, non si fida più. Conte ha una sola richiesta: prendere il Tg3 di Orfeo, l’ultima casa in collina. Al Pd, fosse per Conte,  lascerebbe solo il segnale orario. Sta dunque per pesarsi la volontà della premier. Da ora in avanti, a cominciare dalla Rai, deve decidere se mordere subito o far riposare le cose.

marcello ciannamea roberto sergio fiorello foto di bacco

 

Meloni vuole mordere la Rai, l’attimo. Dicono da FdI: “Intende accelerare  ed è stato avvisato pure il Mef, l’azionista”. Il bilancio a fine aprile si chiude (la Rai sta alienando pure Palazzo Labia, la sede di Venezia con affreschi del Tiepolo) e Meloni può davvero prendere possesso della governance o lasciare il cda attuale fino a luglio. Nel primo caso sceglie i volti della prossima stagione, stabilisce se il suo Angelo Mellone è degno di fare il direttore generale Rai o avere due generi da dirigere (Day time e Prime time).

 

Nel secondo caso accetta che un altro anno Rai, e non è detto che sia un male, sia un compromesso, che Rai 1 venga ancora salvaguardata e che il suo Mellone-Cioran non metta le mani su “Domenica In”, l’unico programma che va bene e che la destra ha già annunciato di voler riverniciare. La figura del dg cambierà. Si dovrebbe chiamare coordinatore dei generi e i due candidati sono Mellone (direttore del Day time) e Ciannamea (direttore del Prime time) due che messi insieme, senza offesa, forse arrivano al tre per cento di share. E’ per spettatori d’essai, “Il Provinciale”, idea di Mellone (ultima puntata ha totalizzato il due per cento).

marcello ciannamea roberto sergio fiorello foto di bacco (1)

 

Un altro programma  d’essai è “Mi presento ai tuoi”, sempre idea di Mellone. Ciannamea è ricordato invece per la dimenticabile gestione di Sanremo (il caso John Travolta, le sue conferenze stampa) per aver contribuito ad ammazzare Rai 2 con “Fake show” di Max Giusti e “Liberi tutti” di Bianca Guaccero. Ma questi sono dettagli. Ieri, la Rai gradassa  stava in Transatlantico. Seduto sui divanetti, per una bella e abbondante mezza giornata, c’era il direttore dell’approfondimento Rai, Paolo Corsini, l’eroe di Atreju, il destro che saluta “A noi!” (è il genio che ha portato Nunzia De Girolamo in prima serata; una catastrofe).

 

marcello ciannamea 2

Poco distante da Corsini si agitava il direttore di Rai Parlamento, Giuseppe Carboni, in quota M5s. Lo sa Schlein che mentre lei negozia, con fatica e generosità, il candidato in Basilicata, con Conte, le milizie di Conte spiegano ai giornalisti che il Tg3 ha bisogno di essere esfiltrato dal Pd?

 

La sostituzione del cda è un affare spiccio. Una volta che la premier dice che si può fare, i presidenti di Camera e Senato aprono il bando e dopo sessanta giorni il Parlamento procede con l’elezione. Più complessa è la scelta della presidente che deve essere  donna per ragioni d’alternanza con l’ad. Per Forza Italia, e Gianni Letta, è scontato che la casella sia da assegnare all’attuale consigliere Rai, Agnes, se non fosse che Salvini è in uno stato punkofascio. Deve conservare la guida del Tgr, un feudo Lega, Attualmente lo dirige Casarin  ma  sta per andare in pensione.

 

simona agnes maddalena letta foto di bacco

Gli hanno promesso che sarà lui il consigliere quota Lega, sessantamila euro l’anno, al posto di Igor De Biasio (l’uomo del triplete; oltre alla Rai fa il presidente di Terna e ad di Arexpo Milano). A prendere il posto di Casarin sarebbe il  vice, l’altro leghista, Roberto Pacchetti che, per prepararsi, sta facendo ripulire il web dalle sue gesta. Per FdI la sola cosa certa è che la quota direttori Rai della Lega è sovradimensionata e che FI  ha tutto il diritto di avere di più, a cominciare dalla possibile direzione di Rai News per Maria Rita Grieco (è vicedirettrice del Tg2) al posto di Paolo Petrecca.

teresa de santis

 

Di Rai News dispiace pure  scriverne. I giornalisti del Televideo, che fanno a capo a Rai News, hanno scambiato il film “Io Capitano” per la formidabile storia del capitano Schettino. Meritano “10” per fantasia.  Qui si inserisce Salvini che per distinguersi, e questa volta gli hanno dato una buona dritta, potrebbe proporre come presidente Rai, Teresa De Santis, già direttrice di Rai1.

simona agnes foto di bacco

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani atreju MATTEO SALVINI - GIORGIA MELONI - ANTONIO TAJANI

(...)

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…