1. “DOMANI CANCELLIAMO TUTTE LE FORME DI CO.CO.CO., DI PRECARIATO”. O L’HA SPARATA GROSSA, MATTEO RENZI, OPPURE IERI DA FAZIO HA DAVVERO PRESO UN GRANDE IMPEGNO 2. ECCO FINALMENTE UNA PROMESSA IMPORTANTE, CONCRETA, FACILMENTE VERIFICABILE GIÀ NELLE PROSSIME ORE. E SARÀ DIFFICILE PARLARE DI UN INTERVENTO DI “DESTRA” 3. LA LOTTA AL PRECARIATO, A DIFFERENZA DELL’ARTICOLO 18 CHE È UN TOTEM, È UNA DELLE GRANDI EMERGENZE DELL’ITALIA E VALE ANCHE MILIONI DI VOTI. SE RENZIE HA DAVVERO DECISO DI COMBATTERLA, ANCHE I SINDACATI NON POTRANNO CHE TENERNE CONTO 4. SE INVECE PITTIBIMBO HA GIOCATO LA CARTA DEL PRECARIATO SOLO COME UNO SLOGAN PER INDORARE LA PILLOLA DELLA SUA RIFORMA DEL LAVORO AVREMO, A STRETTO GIRO DI POSTA, CONFERMA CHE È UN PREMIER CAZZARO. PER UNA VOLTA, BASTERÀ POCO A SCOPRIRLO

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. AVVISI AI NAVIGATI

matteo renzi a chetempochefa 5matteo renzi a chetempochefa 5

“Domani cancelliamo tutte le forme di co.co.co., di precariato”. O l’ha sparata grossa, Matteo Renzi, oppure ha davvero preso un grande impegno, ieri sera, in tv da Fabio Fazio. Dopo una settimana passata a parlare di poteri forti e premier dotati solo di una gran “parlantina” (De Bortoli dixit), ecco finalmente una promessa importante, concreta, facilmente verificabile già nelle prossime ore. Se al fianco del superamento dell’articolo 18 e della riscrittura dello Statuto dei lavoratori il governo proporrà un potenziamento degli ammortizzatori sociali e il contratto unico d’inserimento a tutele crescenti sarà difficile parlare di un intervento di “destra”.

 

matteo renzi a chetempochefa 3matteo renzi a chetempochefa 3

La lotta al precariato, a differenza dell’articolo 18 che è un totem, è una delle grandi emergenze dell’Italia e vale anche milioni di voti. Se Renzie ha davvero deciso di combatterla, anche i sindacati non potranno che tenerne conto e dovranno ammorbidire il loro giudizio sul Jobs Act. Se invece Pittibimbo ha giocato la carta del precariato solo come uno slogan per indorare la pillola della sua riforma del lavoro avremo, a stretto giro di posta, la conferma che è un premier cazzaro. Per una volta, basterà poco a scoprirlo.

 

 

2. SE AVANZO SEGUITEMI

matteo renzi a chetempochefa 2matteo renzi a chetempochefa 2

Non abbiamo ancora nulla di concreto sulla riforma del lavoro, ma Renzie non ci fa mancare proclami e promesse varie. “Precari e diritti, affondo di Renzi. Il premier: cancelliamo l’articolo 18 ma anche tutte le forme di co.co.co. Modello tedesco per le coppie di fatto e ius soli. Ipotesi Tfr in busta paga” (Corriere, p. 2).

 

Anche Repubblica registra “la sfida di Renzi” e la accompagna con un pezzo in cui si dice che il governatore della Bce e quello della Banca d’Italia non pensano a fargli le scarpe: “L’altolà di Draghi e Visco: non faremo un governo dei poteri forti” (p. 2). Il Messaggero indora la pillola: “Via i co.co.pro., ecco le nuove tutele. Un piano per il Tfr in busta paga. Non solo articolo 18, la delega ridisegna l’intero sistema del mercato del lavoro. Per estendere il sussidio di disoccupazione in arrivo 1,5 miliardi nella legge di Stabilità” (p. 5).

NAPOLITANO VISCO DRAGHI NAPOLITANO VISCO DRAGHI

 

 

3. DUELLO A SINISTRA

Oggi c’è la direzione del Pd, nella quale Renzie si prepara a portare a casa la vittoria. “La conta dei democratici tra numeri blindati e l’ombra della rottura. Oggi la direzione senza un accordo tra renziani e sinistra. Orfini: ci sono margini. Ma Bersani: la strada è stretta. Il segretario controlla il 68% del parlamentino. Opposizione divisa sul grado di intransigenza” (Corriere, p. 3).

 

pierluigi bersanipierluigi bersani

Sul Corriere interviene Chiamparino che attacca D’Alema: “Un po’ rancoroso, lui parlava con Berlusconi per la Bicamerale” (p. 2). Per Repubblica, “Lavoro, resa dei conti nel Pd. Bersani: non ci sarà la scissione. Camusso: Renzi stavolta perderà. Il premier gioca l’utima carta. ‘La riforma in vigore a tappe’. Ma la minoranza vuole la conta” (p. 6).

 

Sulla Stampa intervista a Pippo Civati, che dice: “Renzi sta facendo ciò che non riuscì a Berlusconi e Sacconi” (p. 2). Sul Messaggero, “Resa dei conti in direzione, ultima chiamata per i ribelli. Il premier fa appello a tutti i fedelissimi, decine di sms in vista della riunione di oggi. Continua la mediazione di Chiamparino per far rientrare il dissenso. Sinistra divisa” (p. 3).

 

Intanto, sul fronte sindacale, va registrato il retroscena del Messaggero sul cambio della guardia alla Cisl, che non avrebbe nulla a che fare con la riforma del lavoro: “La guerra per la conquista dell’Inps dietro l’addio di Bonanni alla Cisl. Sarebbe partito da dentro l’istituto il siluro che ha provocato la decisione del segretario” (p. 6).

chiamparino chiamparino

 

 

4. L’ABBRACCIO DEL CAINANO

Forza Italia aspetta di vedere se e quanto sarà fondamentale sul decreto lavoro. Intanto la Stampa si dedica a Verdini, il grande tessitore: “Verdini, dipinto come Lucignolo perché stiamo cambiando il Paese. L’uomo ombra di Berlusconi inviso a sinistra per il patto del Nazareno e a destra perché fa ombra al Ncd e in Forza Italia per i successi ottenuti” (p. 6).

 

Massimo D Alema Massimo D Alema

Sul Corriere, “Il sostegno al governo spacca Forza Italia. Toti: la nostra è un’opposizione intelligente. I fittiani però restano sulle barricate: basta sì a prescindere” (p. 6). Il Messaggero va al cuore della faccenda: “Numeri stretti, il nodo del soccorso azzurro. In aula sul lavoro potrebbero servire i voti dei senatori di FI, ma sulla battglia pesano le tensioni tra Berlusconi e Ncd” (p. 3).  Per il Giornale, “Il Cav non cambia strategia: ‘Ma Renzi resista ai ricatti’. Il leader di FI teme che il premier stravolga il Jobs Act per evitare scissioni nel Pd: ‘Se riuscissimo a condizionare il governo sarebbe un’opposizione intelligente” (p. 4).

 

 

5. SCARPARO FOR PRESIDENT

Non si sa se abbia lo steso consigliere politico di De Magistris, in ogni caso Diego Della Valle si muove molto. Preoccupato il Corriere, che lo ha tra i suoi azionisti: “Grandi manager e imprenditori nuovi. Per Della Valle squadra senza politici. Gli amici gli sconsigliano la discesa in campo. L’idea di coinvolgere l’ex Luxottica Guerra. I dubbi di Montezemolo cui in passato prorpio Mr.Tod’s suggerì di non tentare l’avventura. Il timore che il prossimo presidente della Repubblica sia vicino al premier e concordato con Berlusconi” (p. 8).

cena fund raising di forza italia    silvio berlusconi cena fund raising di forza italia silvio berlusconi

 

Il Giornale prende in giro lo Scarparo a pallini: “Diego Della Valle è volato a Parigi, per lavoro. Ci rimarrà per i prossimi due o tre giorni. Non esattamente il comportamento di chi sta mettendo in piedi un partito in fretta e furia” (p. 1). Poi rivela che la figlia di D’Alema lavora nella sede newyorchese di Tod’s (p. 3).

 

Repubblica maltratta il grande inserzionista Della Valle e titola: “La politica boccia la discesa in campo di Mister Tod’s. Il ministro Alfano (ncd): Nessuna alternativa al governo Renzi’. Rossi (Pd): ‘Contano i voti’. Solo Landini apre: pronto a confronto”. Poi, intervista a Riccardo Illy, per il quale allo Scarparo “manca la diplomazia necessaria”, e il consiglio amorevole dell’amico Mastella: “Pensaci bene e occhio ai giudici” (p. 4). Il Cetriolo Quotidiano spara: “Della Valle ha pronto il suo premier: Visco” (p. 2).

Pippo Civati Pippo Civati

 

 

6. SILENZIO, PARLA CALTA-RICCONE

Mentre i sedicenti poteri forti parlano e straparlano, rompe il silenzio anche Francesco Gaetano Caltagirone, che si fa intervistare dal Corriere della Sera. Il proprietario di Messaggero e Mattino mantiene toni sobri, ma manda due messaggi chiarissimi. Il primo è a Matteo Renzi: “Si sta muovendo bene, sta mostrando pochissima disponibilità a essere manipolato, e gli va riconosciuto. E’ dotato poi di grande energia e di un forte desiderio di risolvere i problemi. Ed è giusto che non si arrenda a quella continua mediazione tipicamente italiana”.

denis verdinidenis verdini

 

Il secondo è un’apertura al sindaco Sotto-Marino, ancora criticato per la chiusura dei Fori, ma al quale viene riconosciuto di essere un uomo libero: “Conoscendolo ho scoperto che non è certo un marziano. Penso possa rappresentare un valore per Roma se continuerà con la sua indisponibilità ad essere manovrato, se si circonderà di persone di livello come ha cominciato a fare” (p. 9).

 

 

7. I FURBONI DELL’ELUSIONE FISCALE

GIOVANNI TOTI TWITTA IO STO CON DUDU GIOVANNI TOTI TWITTA IO STO CON DUDU

L’Europa pare sempre meno disponibile a farsi beffare dalle grandi società sulla questione delle tasse: “La Ue contro Apple. Elusione fiscale aiutata da Dublino. ‘Multa miliardaria’. L’anticipazione della sanzione sul Ft. Il giro di vite dopo gli accordi del G20. Ma nel mirino della Commissione potrebbero finire anche Fiat e Starbucks” (Repubblica, p. 18). Sì, anche quella Fiat sul cui esodo fiscale la politica italiana è stata straordinariamente silenziosa.

 

8. SALDI DI STATO (MA CON LENTEZZA)

Il Corriere Economia fa il punto sulle famose privatizzazioni: “Vendere si deve, ma quanti ostacoli per Padoan. Le Poste hanno preso tempo. I treni, invece, sono pronti a partire. Enel: già spedite le lettere per il mandato alle banche d’affari. Eni rimandata. Per le grandi operazioni bisogna aspettare il 2015. Pesa la crisi ma i mercati attendono un segnale forte. Anche la Sace ha visto rinviare un’operazione che pareva pronta” (p. 4). Vediamo nella prossima legge di Stabilità se e quanti proventi da privatizzazione verrano messi da Padoan.  

DELLA VALLE E MONTEZEMOLO DELLA VALLE E MONTEZEMOLO

 

 

 

 

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