2024artitudine

È CALDO, ANDIAMO IN ART-TITUDINE - IL REPORTAGE DI ANTONIO RIELLO DALLE FRESCHE VALLI SVIZZERE DELL'ALTA ENGADINA, DOVE BAZZICANO SCHIERE DI ATTENTI COLLEZIONISTI: "LA GALLERIA VITO SCHNABEL FORNISCE UN ECLATANTE ESEMPIO DI 'MONTAGNART'. I LAVORI IN MOSTRA SONO COSÌ ADERENTI ALLE ASPETTATIVE DI UN CERTO PUBBLICO DA SUONARE QUASI IMBARAZZANTI. RISULTANO 'FURBI' E COMPIACENTI (DA SFIORARE PERFINO LA RUFFIANERIA). DANNO L’IDEA DI COMPLEMENTI D’ARREDO MONTANI DI GRAN LUSSO ESEGUITI SU COMMISSIONE..."

Antonio Riello per Dagospia

 

antonio riello

L’aria frizzante dell’Engadina sembra far bene all’Arte Contemporanea. Soprattutto ai mercanti e alle gallerie che in questa valle svizzera sembrano prosperare. Il fatto è che in zona si può contare su schiere di collezionisti attenti. L’Alta Engadina (quella parte che inizia al Maloja e finisce più o meno a Zuoz, il centro più importante è Sankt Moritz) concentra infatti un turismo elitario ed internazionale. E non solo caratterizzato da ottime possibilità economiche (questa non è certo una novità) ma che è diventato negli anni culturalmente piuttosto esigente.

 

Queste montagne non vengono più viste solamente come un luogo incantevole e remoto o una occasione godereccia ad alta quota. Nell’immaginario collettivo di un certo tipo sono ora percepite come uno scrigno prezioso che contiene valori ambientali fondamentali: semplicità (una parola la cui frequenza nel parlato è proporzionale alla condizione socio-culturale), frugalità e sostenibilità (si arriva magari con il jet privato ma poi sul posto solo bici e auto elettrica).

 

I paesaggi alpini e le loro architetture diventano insomma un archetipo di stile. La quotidianità ruvida ed essenziale del montanaro emerge come un modello di comportamento (almeno per il tempo speso a cazzeggiare in queste valli, Natale e parte dell'Estate) L’emblema che suggella e fortifica questi valori può essere solo uno: l’Arte Contemporanea.

 

La galleria Vito Schnabel (che ha sede anche a New York) fornisce in questi giorni un eclatante esempio di “MontagnArt": un concentrato bilanciato di suggestioni alpestri e etica tardo-moderna (con un immancabile spruzzo di atmosfere vagamente retrò). Sono esposti i dipinti di David McDermott e di Lola Montes. Intendiamoci: artisti americani di chiara fama e (per davvero) molto bravi.

 

hauser wirth roth bar 09

I lavori in mostra sono notevoli e ben fatti. Ma in questo caso sono così aderenti alle aspettative di un certo pubblico da suonare quasi imbarazzanti. Risultano in qualche modo “furbi” e compiacenti (da sfiorare involontariamente forse perfino la ruffianeria). Danno, in sostanza, l’idea di complementi d’arredo montani di gran lusso eseguiti su commissione.

 

Talento, mestiere e "arraffa l'opportunità commerciale" sono strettamente legati come i capelli di una treccia (indistinguibili l'uno dall'altro). Le dinamiche del gusto sono comunque abbastanza esplicite e ben funzionano come perfetto case study per chi volesse indagare il fenomeno.

 

Diverso è il caso della sede engadinese di Hauser & Wirth. Chi arriva a Sankt Moritz in prossimità della galleria (situata proprio di fronte al lussuoso Badrutt’s Palace Hotel) rimane spiazzato. Sembra che la galleria non ci sia più (l'avranno chiusa? o se la sono presa quelli del Palace?) e ora al suo posto ci sia un bar. Un vero bar che funziona e serve caffè, bibite, panini e aperitivi. Fuori ci sono i tavolini con la gente seduta (rimane aperto fino alle 11 di sera).

sala viaggiatori castasegna

 

Lo stile è quello dei bar urbani americani degli anni 80. Invece si tratta di una installazione, “ROTH BAR”, dell’artista e poeta tedesco Dieter Roth (1930-1998), realizzata in collaborazione con i suoi figli. Ma non è solo imitazione e stupefacente sostituzione. Un po' si ravvedono i finti pub dell'americano Richard Kienholz (1927-1994), ma quelli erano simulacri mummificati di bar. Questo è qualcosa di più: è vivo. E' arte relazionale e condivisione di cibo (non solo simbolica comunque).

 

Alcuni dettagli (i barattoli di colore sparsi qui e là ad esempio) insinuano sottilmente una possibile contaminazione artistica. Un equilibrio virtuoso tra Verità e Finzione. E infatti guardandosi intorno con attenzione si individuano alle pareti dei lavori di Annie Leibovitz e Paul McCarthy (con uno strepitoso "Ketchup Bottles" del 1991). Un'operazione assolutamente di grande qualità ed impatto.

 

stalla madulain 02

Al piano superiore - che si raggiunge con un ascensore degno del castello reale di Balmoral - una ragguardevole, elegante e precisa mostra dell’artista brasiliana Anna Maria Maiolino (1942). La Maiolino (riscoperta al grande pubblico europeo di recente) nel 2024 ha ottenuto il Leone d’oro alla carriera dalla Biennale di Venezia. Morale: Hauser & Wirth si può permettere di fare quello che vuole anche in barba alle aspettative montanofile del pubblico. Ovunque il suo brand garantisce e sa essere più forte di qualsiasi genius loci.

 

A qualche kilometro a Nord-Est di Sankt Moritz c'è il villaggio di Madulain. Qui i cugini Gian Tumasch Appenzeller e Chasper Schmidlin nel 2014 hanno aperto in una grande e magnifica stalla uno spazio espositivo: Stalla Madulain. Oggi affiancata anche da uno spazio più piccolo, la Stalletta.

 

rolf sachs 02

L'idea di base è esporre principalmente artisti locali o comunque (magari anche stranieri) attivi sulle Alpi Svizzere. Qua le suggestioni culturali d'altitudine  funzionano perchè non sono legate ad una sorta di "maniera" ma sono invece il frutto di una identità abbastanza precisa.

 

Si respira effettivamente quella indefinibile "leggiadra severità" che aleggia su queste cime. Attualmente Stella e Stalletta Madulain ospitano un gruppo ampio ed eterogeneo di artisti: Laura Bott, Kazuyo Okushiba, Dominique Teufen, Olga Titus, Ursula Waldburger, Peter Knapp, Rolf Sachs, Costant Konz, Ester Vonplon. Robert Bosch. Ursula Waldburger produce apprezzati lavori che sono un brillante connubio di ricamo e pittura. Meglio, nel suo caso, probabilmente i lavori di grandi dimensione che quelli medio-piccoli.

stalla madulain 03

 

I fiori di Dominique Teufen risaltano come una delicata versione mitteleuropea (al femminile e più acculturata) di quelli di Andy Warhol. I piccoli lavori di Rolf Sachs sono semplicemente magnifici. Tanto primari quanto complessi: piccole versioni poetiche di plastici geografici fatti di carta stropicciata. Grande resa con minima spesa: minimalismo alpestre D.O.C..

 

Viene stampata, a Sankt Moritz, una utile "Engadin Art Guide", dalla quale si vede con chiarezza che la colonizzazione artistica nei Grigioni si è sviluppata da alcuni anni anche verso la Bassa Engadina (affitti più bassi e luoghi più incontaminati). Recentemente la "longa manus" dell'Arte Contemporanea si sta ampliando pure lungo il versante Sud. In particolare in Val Bregaglia (luogo natio dei mitici fratelli Giacometti). E finisce per sfiorare addirittura il confine italiano. La "Sala Viaggiatori" di Castasegna rappresenta un intelligente progetto di Public Art.

 

hauser wirth 07

La vecchia sala d'aspetto della stazione (da tempo in disuso, la dogana con l'Italia è a poche decine di metri) è diventata un luogo per installazioni temporanee di notevole qualità. Due mostre l'anno (a costi contenutissimi: gli svizzeri sanno fare i conti). In proporzione è assai più di quello che fa il Guggenheim di New York, considerando che Castasegna ha solo 191 abitanti.

 

NB Questo breve testo non ha usufruito di alcun ausilio da parte di programmi basati sull'Intelligenza Artificiale (AI)

anna maria maiolinostalla madulain 14stalla madulain 05stalla madulain 06rolf sachs 01hauser wirth roth bar 05vito schnabel gallery engadinadominique teufen 02dominique teufen 01vito schnabel 06vito schnabel 02hauser wirth roth bar 03hauser e wirth anna maria maiolinovito schnabel 03hauser wirth roth bar 01stalla madulain 01sala viaggiatori castasegna

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…