marcella ovani

LA RICONOSCETE? E’ STATA LA PIU’ PICCOLA DI UN GRUPPO MUSICALE TUTTO AL FEMMINILE: “NON SIAMO IN AMERICA, NESSUNO POTEVA ASPETTARSI CHE FOSSIMO LE NUOVE SPICE GIRLS. TERMINATO IL CONTRATTO, FUMMO ABBANDONATE A NOI STESSE. FU UN BRUTTO COLPO E PROVAMMO AD ARRANGIARCI” – I FISCHI A SANREMO E IL MESSAGGIO A IRENE GHERGO: “POTREBBE SCEGLIERMI PER LA PROSSIMA EDIZIONE DEL GF” – DI CHI SI TRATTA? – VIDEO

Massimo Falcioni per golssip.it - Estratti

 

marcella ovani

È passato quasi un quarto di secolo, ma le Lollipop scatenano tutt’oggi suggestioni e ricordi. Emblema di una televisione ancora sperimentale, quando i reality e i talent erano agli albori e rappresentavano la nuova era del piccolo schermo.

 

L’obiettivo di Popstars era tanto semplice quanto chiarissimo: individuare cinque ragazze capaci di formare la prima girlband italiana, sulle orme delle Spice Girls. “Partecipai che ero ancora minorenne, i 18 anni li festeggiai nel pieno delle selezioni”, racconta a TvBlog Marcella Ovani, la più piccola del gruppo composto anche da Roberta Ruiu, Dominique Fidanza, Veronica Rubino e Marta Falcone.

 

 

(…)A ‘Popstars’ mi iscrisse mia madre, di nascosto.Nell’estate del 2000 vide l’annuncio in tv e fece domanda a mia insaputa. Un giorno mi disse: ‘Devo andare a Bologna per una visita, accompagnami”. Ma la visita non esisteva. In realtà mi porto ai casting: ‘Provaci per l’ultima volta’, mi pregò. Accettai e per me fu una manna dal cielo. Mamma fu carina a farmi questo regalo.

 

(…)

Ti ricordi il momento in cui hai cominciato veramente a crederci?

Scottata dall’esperienza negativa di Sanremo, ero comprensibilmente scettica. Iniziai a crederci solo poco prima della finale perché ritrovai Franchino Tuzio, importantissimo agente televisivo purtroppo scomparso qualche anno fa. L’avevo conosciuto tempo prima, quando ad 11 anni vinsi una puntata del ‘Karaoke’ a Rimini.

 

L’ultimissimo atto fu anticipato da un mese di convivenza forzata in un appartamento assieme ad altre nove ragazze.

marcella ovani lollipop

Quel periodo precedette l’ultima scrematura. Andavamo d’accordo ed eravamo tutte molto amiche. C’era un’altra ragazza che si chiamava come me e continuava a ripetere che non avrebbero mai selezionato due ragazze omonime. Da lì nacque il mio diminutivo, Marcellina. Comunque, in quel mese non litigai mai. Ero convinta della mia vocalità, non invidiavo nessuna di loro e speravo che le altre non invidiassero me. Le liti, semmai, arrivarono successivamente, quando rimanemmo in cinque.

 

 

I classici rischi di un gruppo formato a tavolino.

I problemi non nacquero appena proclamate, anzi. Eravamo entusiaste, vogliose di sapere cosa ci avrebbe riservato il futuro. Le complicazioni giunsero quando ci lasciarono un po’ allo sbaraglio. Io e Veronica eravamo legatissime, fu per me una sorella maggiore, nonostante ci portassimo appena un anno di differenza. Pure con Marta e Dominique non c’erano incomprensioni.

 

Il nostro cruccio era Roberta, che bisticciò con ognuna di noi. Non perché fosse cattiva, ci mancherebbe, ma per il suo modo di porsi altezzoso e poco coinvolgente. Veniva da una famiglia altolocata e percepivamo la distanza. Ad esempio, quando si dormiva in albergo, le coppie si formavano con facilità dato che lei era contentissima di starsene da sola. Sono piccole cose che ora appaiono stupide, ma che a lungo andare generarono un distacco.

marcella ovani lollipop

 

 

L’estate del 2001 fu comunque la vostra estate. Il singolo ‘Down Down Down’ ottenne prima il disco d’oro e poi quello di platino.

Fu un botto mediatico pazzesco, approdammo persino al Festivalbar. Avevamo 4-5 guardie del corpo sempre con noi. Quando presentammo ‘Down Down Down’ in centro a Milano c’era così tanta gente che dovettero prenderci in braccio perché la folla spingeva in maniera impressionante. Quel periodo fu splendido, ci intervistavano ovunque. Avevamo contratti con la Warner e Mediaset, che rimasero in vigore fino al 2004.

 

 

 

Nel 2002 sbarcaste a Sanremo, direttamente tra i big. Vi considerarono delle ‘abusive’.

marcella ovani

In un certo senso sì, ma la verità è che fummo promosse tra i big perché eravamo reduci dal disco di platino. Se avevi venduto ‘tot’ copie, salivi automaticamente di livello. Non fu una promozione a nostro favore, lo riconosco. Eravamo piccole, non pronte per un palco come quello dell’Ariston. Però alla Warner e a Mediaset interessava che fossimo lì, a giocarcela coi Campioni.

 

 L’impatto fu traumatico. La prima sera stonaste e arrivarono persino i fischi.

Nelle Nuove Proposte ci saremmo confrontate con persone vicine alla nostra età e con esordienti come noi. Invece ci ritrovammo vicino a dei mostri sacri. Ripeto: non eravamo pronte, avremmo dovuto provare per più tempo, ma non fu possibile. Probabilmente oggi nei big avremmo ottenuto maggiore successo, visto che ci sono artisti che propongono cose frizzanti e stravaganti. Allora, nel Festival di Baudo, fummo dei pesci fuor d’acqua.

 

Riflessioni che una ragazzina di nemmeno vent’anni non poteva compiere.

In quel momento eravamo le ragazze più felici del mondo. Per me era un sogno arrivare a Sanremo. Tuttavia, col senno di poi mi sono resa conto della situazione. Oggi dico: ‘Cavolo, non ci sarei voluta arrivare così’. Ma va bene uguale, non rinnego quell’avventura.

 

(…)

Vi classificaste penultime, davanti solo ai Timoria.

 

Non posso dirti di non esserci rimasta male. Era il mio sogno e venne infranto in quel modo. Oggi capisco che la posizione in classifica non è importante, contano le vendite e quelle in ogni caso ci furono. Però quando vedi che sei penultimo provi sconforto. Ti chiedi se hai fatto davvero così schifo. La Marcella 43enne ti risponde che è stato meglio così.

marcella ovani

 

Influì parecchio. Nel 2003 provarono a lanciare la seconda stagione di ‘Popstars’, dal titolo ‘Superstars’, e andò malissimo. La De Filippi, che avrei avuto il piacere di conoscere, il suo lavoro lo sa fare molto bene e comprese che nel nostro programma mancava chi facesse studiare i ragazzi. Creò un genere simile, ma con dei professori che di settimana in settimana ti istruivano.

 

Le Lollipop a quel punto parvero superate.

Non avevamo più dei discografici forti alle spalle, fu un epilogo normale. Non siamo in America, nessuno poteva aspettarsi che fossimo le nuove Spice Girls. Terminato il contratto, fummo abbandonate a noi stesse. Fu un brutto colpo e provammo ad arrangiarci. Mi diedi da fare e accettai di condurre ‘Free Pass’, un programma musicale su Italia Teen Television, un canale del bouquet Sky. Nonostante la parentesi delle Lollipop fosse terminata, ero ugualmente felice.

 

Nel 2013 tentaste una prima reunion.

lollipop

La vollero Fargetta e Roberta. Accettammo, anche se io ero un po’ dubbiosa. Infatti pubblicammo ‘Ciao-Reload’ e, quando si trattò di realizzare l’album, Fargetta sciolse il contratto. Cinque anni dopo ci riprovai e all’invito risposero tutte, eccetto Roberta. Uscimmo con ‘Ritmo tribale’, il nostro ultimo lavoro.

 

 

 

(…)

 

Al Gf lavora come autrice Irene Ghergo.

 

Lo so, non la vedo dai tempi di ‘Popstars’. Era una figura temuta, perché diretta e severa, ma apprezzai i suoi consigli e suggerimenti, erano sempre giusti. Chissà, magari potrebbe scegliermi per le prossime edizioni (ride, ndr).

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