1- RIPARTE LA SERIE A E IN COPERTINA, COME IERI, PIÙ DI SEMPRE, METTE LORO. GLI ARBITRI. UN ROSARIO DI FUORIGIOCHI NON SEGNALATI, RIGORI NEGATI, PENALTY INVENTATI, ESPULSIONI EVITATE. QUANDO SEI DILETTANTE, UN GIUDICE DI PORTA NON BASTA. IL CONTO PIÙ SALATO LO PAGANO ROMA (EFFETTO ZEMAN GIA’ ALL’OPERA?) E PALERMO 2- IL CHIEVO BATTE IL BOLOGNA, SIENA E TORINO DECIDONO DI DIVIDERE NOIA E PUNTEGGIO, LA LAZIO CATENACCIO DI PEKTOVIC SORRIDE A BERGAMO RINGRAZIANDO I PALI, HERNANES E MARCHETTI. INTER DA CASSANO E IL MILAN IN DISARMO DEL NUOVO CORSO BERLUSCONIANO, DUE TIRACCI, QUATTRO MISCHIE, DUE PALI, UN’IMBARAZZANTE ABULÌA DA IMPROVVISATA RIMPATRIATA DOPOLAVORISTICA, HA PERSO PER 1-0 CON LA SAMPDORIA DI TALE COSTA

Foto Mezzelani-GMT

DAGOREPORT

Eccoli. Abbronzati, tirati, di giallo vestiti. Gli uomini neri che spaventano la regolarità del torneo prima ancora che si sia ragionato sul da farsi. La piccola bottega degli orrori riapre con la Serie A e in copertina, come ieri, più di sempre, mette loro. Gli arbitri. I loro collaboratori. Un rosario di fuorigiochi non segnalati, rigori negati, penalty inventati, espulsioni evitate. Quando sei dilettante, un giudice di porta non basta. Il conto più salato lo pagano Roma e Palermo.

Lamentarsi - visto Mazzarri? - serve eccome. Il resto della prima giornata è ancora un sentiero confuso di intenzioni encomiabili, lontano dal diventare strada dritta. Si naviga a vista, o perché le avversarie non costituiscono prova decisiva (l'Inter passeggia meritatamente a Pescara 3-0, ma ai locali viene negato un rigore a risultato in bilico) o perché a mercato ancora aperto e valigie sull'uscio, la prima giornata somiglia per ritmi e vaghezza a un'amichevole.

Ci sono tre punti in palio però e se ne accorgono soprattutto i pragmatici. Il Chievo batte il Bologna, Siena e Torino decidono di dividere noia e punteggio, la Lazio catenaccio di Pektovic sorride a Bergamo ringraziando i pali, Hernanes e Marchetti. E la bellezza omaggia invece il ragazzo che somiglia a Johnny Deep e ha visto i gol di Carlo Parola e Yuri Djorkaeff. Illumina la prima notte di luna, ma senza lieto fine, Pablo Daniel Osvaldo.

Paura e delirio ai bordi del Tevere, con Zeman immobile a guardare una Roma lenta come una squadra portoghese, passeggera abusiva all'Olimpico dove chi triangola, segna (in fuorigioco) e dà pur parziale spettacolo per un tempo è il Catania di Rolando Maran, esordiente in serie A. Poi arriva l'argentino, si riprende quello che un guardalinee gli tolse l'anno scorso e illude che sulla durata dell'incubo.

Rovesciata pazzesca contro il Lecce dell'ex Julio Sergio cancellata dall'arbitro pochi mesi fa e capolavoro assoluto ieri sera, alle spalle di un altro sudamericano, il connazionale del Catania Mariano Andujar per il pareggio che offre a uno stadio assetato, l'acqua preferita del Boemo.

Fraseggi, triangolazioni, sovrapposizioni. Il calcio che vedremo, forse, se alla buona volontà seguiranno intensità e vittorie. Il mezzo tonfo, con due gravi errori arbitrali (effetto Zeman anche questo?) e un pareggio recuperato con un'altra mezza meraviglia dell'esordiente Nico Lopez, 18 anni, per il 2-2 che non deprime i 50.000 accorsi per alzare i cristalli di boemia, non elimina la brutta sensazione dei primi 45'. Un tempo regalato.

Due contropiedi (Marchese, Gòmez) sufficienti per mandare in tilt gli incertissimi Burdisso e Castan, il deludente De Rossi e lo spento Totti, sostituito. Serve fiducia, chiarezza definitiva sul portiere, un po' del famoso amalgama che in anni diversi il Presidente del Catania Massimino pensò di comprare al proprio allenatore. Il resto del processo settimanale, archiviata la Juve vincente di ieri e l'Udinese (soffrirà, troppi stravolgimenti) piegata a Firenze, sarà occupato dal crollo del Milan.

Sillogismo di inizio stagione. Il Milan in disarmo del nuovo corso berlusconiano, due tiracci, quattro mischie, due pali, un'imbarazzante abulìa da improvvisata rimpatriata dopolavoristica, ha perso per 1-0 con la Sampdoria di tale Costa. La squadra di Ciro Ferrara era stata eliminata dalla Coppa Italia per mano della Juve Stabia. La Juve Stabia è più forte del Milan?

Abbagli da prima giornata. Caldo fuori dalla norma. Notte attesa, ma ancora bugiarda in cui saltano pronostici e certezze, griglie e tabelle scudetto. È troppo presto. L'impressione generale è tra innegabile povertà di fondo e speranza di un nuovo inizio. Non splende più il sole dei tempi di Maradona, ma non è detto che per questo, si faccia necessariamente notte. In tutta onestà, Nico Lopez, in un campionato di soli top player, quando mai avrebbe giocato se non nella formazione Primavera?

 

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