vacca 421

ROBERTO VACCA E’ PAZZO O C’E’ UN PAZZO CHE A 91 ANNI VA IN GIRO A SPACCIARSI PER ROBERTO VACCA? – SCOPPIETTANTE INTERVISTA DI GNOLI AL MITOLOGICO SCIENZIATO, INVENTORE, MATEMATICO, DIVULGATORE, FUTUROLOGO: “HO CALCOLATO LA DATA DELLA MIA MORTE. IO MORIRÒ NEL 2022. TUTTA LA MIA VITA SI È COMPOSTA DI NUMERI” – E POI UN’INCREDIBILE SFILZA DI INCONTRI E AMICIZIE, DA PRIMO LEVI A WOLF ROSS, DA WILCOCK A PEANO 

Antonio Gnoli per Robinson – la Repubblica

 

ROBERTO VACCA

Mentre si accarezza il pizzo che fa un po' barone siciliano e un po' Mefistofele, Roberto Vacca mugugna con il suo inconfondibile vocione. Erano anni che non ne ascoltavo le cadenze tonitruanti, erano anni che non incrociavo le sue riflessioni. Quest' uomo, che compirà presto 91 anni, portati con disinvoltura, non sembra ancora essersi dato un limite. O meglio un limite piuttosto serio questo scienziato, inventore, matematico, divulgatore, futurologo, se lo è dato. Mi dice: non ci crederà, ma ho calcolato la data della mia morte. Lo guardo con l' infinita tenerezza con cui ci si atteggia nei riguardi dei pazzi, o dei simpatici megalomani. Ma poi penso che nel modo più semplice egli mi abbia messo a parte di un suo profondo convincimento.

 

Non mi ha detto: la mia prossima invenzione rivoluzionerà il mondo, mi ha detto io morirò nel 2022. Sotto sotto quest' uomo sufficientemente miscredente ha messo in conto non già la programmazione di un suicidio, non soffre di depressione, e neppure il sospetto di una malattia incipiente (scoppia di salute), ma un calcolo che richiede competenze di equazioni differenziali piuttosto sofisticate.

GIUSEPPE PEANO

 

Le dà fastidio dipendere da un numero?

«Tutta la mia vita si è composta di numeri. A dodici anni mio padre, grande matematico, mi ha insegnato l' aritmetica binaria».

 

Una vita all' insegna dell' algoritmo.

«I numeri sono la nostra lingua universale. A sedici anni per breve tempo soffrii di una leggera depressione. Mi alzavo la mattina come se avessi un macigno sulle spalle. Mi imposi una regoletta: contare mentalmente fino a tre e poi alzarmi e iniziare subito a studiare».

 

Puerile come metodo, non trova?

«Ma il trucchetto, riconosco abbastanza ingenuo, funzionò».

 

La scienza è stata una medicina.

«Cura parecchie malattie e tiene alla larga gli imbonitori».

 

Accennava a suo padre.

«Giovanni Vacca fu una figura complessa, uomo strano, silenzioso, singolare. Fu assistente di Giuseppe Peano».

 

Il grande matematico.

BIRMINGHAM - LA PIU ANTICA COPIA DEL CORANO

« Sì, da perfetto casinista mio padre lasciava appunti presi su fogliettini volanti e perfino sulle scatole dei fiammiferi; non ebbe quasi mai cura dei suoi lavori scientifici. Tanto è vero che Peano gli scrisse sollecitandolo a pubblicare le sue ricerche se voleva sopravvivere nella giungla universitaria. La sola cosa di cui si vantò fu la corrispondenza con Bertrand Russell e di aver scritto un libretto sul perché in Cina non si era sviluppata la scienza».

 

Molte scoperte provengono da quella parte di Oriente.

«Ma non trovarono un adeguato sviluppo a causa del carattere sistematicamente chiuso della Cina. Nonostante questo, o forse in virtù di questa situazione, mio padre divenne sinologo».

 

Cosa scattò secondo lei nella testa di suo padre? Glielo chiedo perché c' è un precedente illustre: Leibnitz.

« Gli studi di logica matematica e simbolica fatti alla scuola di Peano stimolarono la sua curiosità nei riguardi degli ideogrammi e per questo volle andare in Cina a imparare la lingua».

 

Leibniz

Ci andò in che periodo?

«Viaggiò in Cina dal 1907 alla fine del 1908. Trascorse più di un anno nella città di Cheng- Tu. E quando tornò in Italia fu il solo caso, che io possa ricordare, di un uomo che insegnava all' università sia logica matematica che sinologia

 

Quanto pensa di somigliargli?

« Per me è stato come un animale mitologico dalle tante facce. Sapeva tantissime cose. Poteva occuparsi delle previsioni delle eclissi lunari nei babilonesi o come gli egizi calcolavano l' area del cerchio. Non aveva limiti il suo sapere. Occupandosi di scienza cinese indagò negli antichi libri di divinazione l' applicazione della numerazione binaria che sarebbe stata, secoli dopo, ripresa da Leibnitz. Quanto gli somiglio? Forse dovrei dire: quanto avrei voluto somigliargli».

 

Nel senso?

« È stato un sapiente, uno scienziato, a suo modo perfino un platonico: non un inventore ma uno scopritore di verità. Non ebbe tempo per trasmettermi il suo sapere. Era troppo occupato a studiare e a viaggiare. Potrei dire che con il suo esempio mi ha insegnato tutto, ma non mi ha raccontato quasi nulla. Tranne quando ero bambino. Ricordo però una cosa».

jules verne immortalato da nadar

 

Quale?

«Potevo avere quattordici anni. Papà era tornato da uno dei suoi viaggi in Oriente e vide che ero chino su un libro di logica matematica. Tu sai perché un cavallo bianco non è un cavallo? Mi chiese a bruciapelo. Lo guardai pensando che mentisse o che volesse provocarmi. Tacqui, convinto in ogni caso che un cavallo bianco è un cavallo. Ma lui non intendeva riferirsi alla tradizione filosofica occidentale».

 

A cosa allora?

«Al fatto che la logica cinese si nutre di paradossi. I quali nascono anche in relazione alla composizione degli ideogrammi. L' espressione "cavallo bianco" in cinese si articolava in qualcosa che rendeva unico quel cavallo. L' esempio gli servì per dimostrarmi che la costruzione dei nostri concetti universali è molto diversa dalla loro».

 

Come reagì a quella lezione improvvisata?

« Pensai che nella vita avrei fatto tutt' altro. Del resto, come lui si era appassionato alla Cina leggendo Marco Polo nella versione di Jules Verne, così io mi lasciai attrarre dalla paleontologia ascoltando la lezione di un grande studioso Alberto Carlo Blanc sull' uomo di Neanderthal. L' infatuazione durò poco. Scelsi ingegneria».

RODOLFO WILCOCK

 

Perché non matematica come suo padre?

«Non ero sufficientemente talentuoso per occuparmi di fisica teorica o di qualche sofisticata branca della matematica. Divenni ingegnere elettronico laureandomi a Roma nel 1951. Da allora ho inventato una discreta quantità di cose. La mia è stata una vita di applicazioni della scienza al mondo. Volevo costruire cose. Il mio primo lavoro fu la costruzione di una linea elettrica per l' energia da Terni a Genova. Poi passai a occuparmi di computer».

 

Se ne occupò in che modo?

« Studiai tutto quello che era stato prodotto nell' ambito della cibernetica. Nel 1955 fui chiamato a riparare il primo computer scientifico italiano. Un Ferranti Mark, importato dall' Inghilterra. Lo stesso modello su cui aveva lavorato Turing. Era grande quanto una stanza. E fu lì all' Inac, un centro di calcolo, che conobbi Wolf Ross».

 

Chi era?

«Il più geniale matematico che abbia mai incontrato. Ebreo polacco fuggì dal nazismo e riparò in Italia. La comunità israelitica riuscì a nasconderlo. Parlava un tedesco perfetto. E imparò rapidamente l' italiano. Qualunque problema sorgesse nella teoria dei numeri era in grado di risolverlo. Fu un uomo geniale, stravagante, mentalmente libero, spiritoso con una grande cultura talmudica alle spalle. Il nonno era stato rabbino. Diventammo amici. Fu lui a insegnarmi un po' di yiddish, fu lui ridendo a umiliarmi a scacchi».

 

matematica-

Uno studioso singolare.

« Direi unico, spinto da un sano anticonformismo. Pensai di presentarlo a un altro amico: Rodolfo Wilcock, altro straordinario irregolare. Ma i due non si capirono. Anzi, durante l' incontro che propiziai, non si parlarono proprio. Non si piacquero. In fondo vale la regola che tra due geni uno è sempre di troppo».

 

Wilcock come lo aveva conosciuto?

«Aveva una rubrica sul di Pannunzio che firmava Matteo Campanari. Prima di diventare un letterato originalissimo, era stato ingegnere. Mi incuriosivano i suoi articoli e chiesi a Nina Ruffini, segretaria del Mondo, di presentarmelo. Lo conobbi a uno dei tè domenicali che Nina organizzava. Wilcock si presentò con blue jeans e stivali di gomma rossi. Ci capimmo al volo e diventammo amici».

 

Le piace la parola irregolare?

VACCA

« Applicata a certe persone è perfetta. Meno ai fenomeni fisici. Wilcock la indossò benissimo. Certe volte, faticosamente andavo a trovarlo in una casa disastrata dove viveva, alla estrema periferia a est di Roma lungo la Prenestina. Appena entravi avvertivi un leggero odore di giardino zoologico. Due enormi maremmani ti venivano incontro con indolenza argentina. Più spesso ci si sentiva per telefono. Parlavamo di tecnologia, di fisica, di letteratura, di economia. Era preoccupato del terrorismo allora montante. Morì di infarto. Fu trovato nel letto, con accanto un libro di cardiologia, il giorno dopo che rapirono Aldo Moro».

 

Nella sua carriera di scienziato non ha disdegnato la prova letteraria. Sente di esserci riuscito?

«Accanto alla divulgazione scientifica e alla necessità del parlare chiaramente ho inseguito una linea narrativa dove fantascienza e letteratura potessero convivere. Nella convinzione che è buona letteratura anche quella che attraverso l' immaginazione ci parla dei nostri problemi. In un libro come Il medioevo prossimo venturo ho cercato di fare proprio questo».

 

È stato un grande bestseller.

« Sì, non il più venduto tra i miei libri, ma certamente quello di maggiore impatto. Ricordo la lunga lettera che mi scrisse il mio amico Primo Levi. Era il 1971. Gli avevo spedito il manoscritto. E lui con grande attenzione segnalò i punti di forza e quelli deboli. Tenni conto delle critiche, che mi parevano fondate, eliminando alcune cose dal libro. Ho avuto amici e maestri ebrei».

 

Chi?

Vito Volterra

«Vito Volterra, il fisico che fu grande amico di mio padre; Paolo Vita Finzi, che nell' anno in cui nacqui, il 1927, cominciò a scrivere l' Antologia Apocrifa, in cui parodiava i più diversi stili poetici e narrativi; Adolfo Ravà che incontrai a Roma nel 1944 e da cui appresi la forza della cultura ebraica e poi, come ho già detto, Wolf Ross. Ricordo che nell' estate del 1939 da Ponte Vittorio vidi ebrei in costume da bagno che toglievano carriole di terra dalle sponde del Tevere. Seppi che erano stati costretti a svolgere quel lavoro. Pensai a una forma di angheria. Ma fu la porta d' ingresso nelle persecuzioni razziali».

 

I suoi erano religiosi?

ANTONIO GNOLI

«Mio padre da ateo convinto divenne, di punto in bianco, cattolico. Mia madre se ne disinteressava. Comunque, mi mandarono a studiare in un collegio di gesuiti. Ci sono rimasto per otto anni. Una buona scuola che io presi controvento».

 

In che senso?

«A sedici anni scrissi un trattatello per dimostrare l' inesistenza di Dio. Lo portai a un giovane gesuita che alla fine mi disse: lascia perdere, non sei portato per la filosofia. Gli risposi: col cavolo!».

 

Perché suo padre si convertì?

Peano - Aritmetica_generale_e_algebra_elementare

«Fu un po' una sorpresa. Era un uomo apprensivo. La cosa che mi ha insegnato è che tutto interessa. Quindi anche la religione se è abbracciata senza superstizioni può diventare una strada. Che io non ho mai percorso».

 

Un po' come sua madre.

«Mia madre, Virginia De Bosis, figlia di Adolfo, traduttore di Shelley, sorella di Lauro che prima di morire, in un volo senza ritorno, lanciò su Roma quattrocentomila volantini contro il fascismo. Mia madre non fu battezzata e si interessò di filosofia islamica. A 18 anni accettò di andare come au pair presso il professor David Santillana, uno dei massimi studiosi di diritto islamico. Insegnava al Cairo. Fu lì che Virginia apprese i primi rudimenti di arabo e divenne amica del figlio Giorgio Santillana».

 

Dopo di allora cosa fece sua madre?

VACCA

«Tornò in Italia, conobbe mio padre e si sposarono. Continuò a occuparsi di cultura araba. Fu lei a dare i primi rudimenti di arabo ad Alessandro Bausani che abitava nello stesso nostro palazzo in via Ruggero Bonghi».

 

Credo sia di Bausani la migliore traduzione del Corano.

« Divenne un punto di riferimento autorevole per gli studi di islamistica. Era un uomo incredibile. Conosceva una trentina di lingue. Fu uomo modesto e ineguagliabile. Mi passava dei suoi scritti che ho conservato. Ho ritrovato una sua nota in cui si diffondeva sui rapporti tra l' astronomia e il culto di Mitra».

 

Sorprendono tutte le storie che è riuscito a incrociare e a vivere. Si è mai annoiato?

«Non ho fatto cose noiose. Ma la noia mi è stata maestra di vita. Mi ha spinto a leggere tutto. A interessarmi di tutto. E ora che sono vecchio la ringrazio».

 

La vecchiaia per lei è sinonimo di cosa?

«Di corpi che si deteriorano e sempre più difficilmente si riparano. Sono un vecchiaccio maledetto. Ho scritto un libro per sconfiggerla ».

 

Come si giudica?

«Come uno che ha capito molte cose, cui resta poco tempo per il resto».

 

Alessandro conte di Cagliostro

Ha calcolato la data della sua morte. Da scienziato a Cagliostro?

«Cagliostro pensò di essere eterno e fece una brutta fine. Nessun paragone reggerebbe in tal senso. Quello che ho calcolato sono una serie di curve matematiche che misurano la creatività. Si viene meno quando si tocca il picco di 95 su 100. È un calcolo complicato. Ma spero di essermi sbagliato. Quattro anni di vita ancora mi sembrano un po' pochi».

 

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....