INTELLETTUALI ALL’ASSALTO DI RE GIORGIO - SANDRA BONSANTI: “SE NAPOLITANO DÀ IL SUO ASSENSO A QUESTA RIFORMA SAREI MERAVIGLIATA” - ZAGREBELSKY: “IL SENATO È DIVENTATO UN CAPRO ESPIATORIO DI COLPE COLLETTIVE”

Fabrizio Roncone per il "Corriere della Sera"

Tra gli intellettuali e i giuristi che hanno firmato l'appello di Libertà e Giustizia contro le riforme costituzionali volute dal governo - e che Matteo Renzi, mettendo su una smorfia che è un miscuglio di scherno e di fastidio, definisce «professoroni» - c'è anche Sandra Bonsanti: e poiché alla Bonsanti, scrittrice ed ex deputata progressista, è rimasto intatto l'intuito della grande giornalista, senza cincischiare affrontiamo subito il punto politico che, in queste ore, accende il dibattito.

«Sì, capisco la sorpresa e, davvero, è un dispiacere per me: di là l'arroganza di Renzi e poi anche il capo dello Stato, che si dichiara favorevole a superare il bicameralismo paritario, spingendo, sollecitando il cambiamento, e di qua noi, un gruppo di persone altrettanto perbene e al di fuori di ogni sospetto che invece...».

Un sospetto, in realtà, ci sarebbe: alcuni osservatori ritengono infatti che tra voi ci sia chi si ostini a ostacolare ogni cambiamento quasi per principio.
«Guardi: premesso che tutti, ma proprio tutti, dai politici alla società civile, per arrivare a coloro che fanno informazione, tutti siamo responsabili di aver fatto precipitare il Paese nell'attuale crisi politico-istituzionale, i firmatari di quell'appello di Libertà e Giustizia non sono contrari a modificare la Costituzione per capriccio, ma perché, come ripete spesso Gustavo Zagrebelsky, la Costituzione è quella cosa che i Paesi si danno quando sono sobri, per quando saranno ubriachi. E qui, in Italia, in questo momento, mi sembra ci sia un sacco di gente un po' brilla».

Con la Bonsanti finiremo di parlare dopo (e vedrete quanto severa sarà con il nostro giovane premier). Andiamo a sentire subito proprio il professor Zagrebelsky, 71 anni, giurista di rango assoluto, ex presidente della Corte costituzionale. E ricordiamo, intanto, un passaggio dell'appello che anche lui ha firmato.

«Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali...».

Professore, sono toni gravissimi: e tuttavia colpisce, ne converrà, che pure il presidente Giorgio Napolitano, custode della Costituzione, sia favorevole a un percorso di cambiamento.
«La pensiamo diversamente. Non c'è un monopolio di pensiero sulla Costituzione. Del resto, persino le sentenze della Corte Costituzionale, il guardiano giuridico della Costituzione, sono commentate e commentabili, o no?»

Resta la sensazione forte che voi, il gruppo di intellettuali democratici che ha firmato l'appello di Libertà e Giustizia, freni sulla riforma del Senato quasi un po' a prescindere...
«Sa, i giornali fanno sempre piuttosto in fretta a classificare... in verità, se qualcuno si prendesse la briga di leggere fino in fondo il nostro appello, capirebbe che noi non siamo affatto contrari a che si metta mano al problema. È innanzitutto il contesto...».

Continui, professore.
«Noi manifestiamo profonde perplessità sul fatto che la cura della crisi politico-istituzionale che attanaglia il Paese passi attraverso l'abolizione del Senato. A noi sembra che il Senato sia diventato un capro espiatorio di colpe collettive, un modo di far finta. La verità è che non si può cambiare per cambiare. Occorre porsi degli interrogativi: cambiare come? Cambiare, soprattutto, in che verso? Conoscono i riformatori le ragioni profonde che, nelle democrazie, hanno le seconde camere? Se le conoscessero, forse, avrebbero fatto proposte diverse. Che poi qualcuno non la pensi come il Capo dello Stato, beh, cosa vuole che le dica? A me sembra normale».

In ogni caso, i toni che usate nel vostro appello paiono estremi, definitivi, tragici. Non starete esagerando?
«La prospettiva di un monocameralismo si somma alla nuova legge elettorale con liste bloccate, a deputati nominati, al rafforzamento della figura del premier, alla nuova forma che hanno ormai assunto i partiti, macchine nelle mani di un capo. Ecco, il nostro timore è che si arrivi rapidamente a un ribaltamento della democrazia, con tutto il potere che discende dall'alto».

Le parole sono queste. La posizione di quelli che Silvio Berlusconi, facendo sponda a Renzi, definisce «parrucconi», è netta. Ieri, un altro dei più autorevoli firmatari dell'appello di Libertà e Giustizia, Stefano Rodotà, in un'intervista rilasciata a «Il Fatto», sosteneva che «Renzi è un insicuro. Chi alza i toni, urla e dice "me ne vado", svela insicurezza».

I «professoroni» (cit.Renzi) non mostrano incertezze neppure quando, in questa vicenda, si ritrovano insieme a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, i capi del M5S che due giorni fa hanno firmato il loro appello. Anzi, Lorenza Carlassare ha addirittura commentato: «Sono contenta ci sia una larga adesione. E sono contenta che lo condividano persone che mi sembra tendano a gestire in modo padronale un movimento così interessante» (replica di Grillo: «Affanc... Ci avete rotto i co...»).

Comunque, Sandra Bonsanti, a parte Grillo, la questione resta questa: per una volta che sembra esserci la possibilità di modificare questo terribile bicameralismo perfetto, che blocca il Paese, voi insorgete. Perché?
«Perché, come le stavo spiegando poco fa, noi per primi siamo convinti che il bicameralismo vada scardinato: ma immaginiamo, ad esempio, che mentre una camera resti a fare leggi, l'altra diventi camera alta, di garanzia...».

Quindi lei pensa che...
«No, aspetti: l'altro giorno poi ho sentito dire alla Boschi che qui, comunque, si cambieranno circa 80 articoli della Costituzione. Ma così si scrive una nuova Costituzione! Non è un aggiustamento, ma un aggiornamento! Questi varano la Costituzione personale di Matteo Renzi... Ma dico: con quale faciloneria si procede? E con quale disprezzo, mi permetta, per chi dissente...».

Sono costretto a ricordarle che il Capo dello Stato, pur non pronunciandosi, per ragioni istituzionali, sul progetto del governo, è tuttavia convinto che un cambiamento sia improrogabile.
«Cosa posso risponderle? Se sul serio Giorgio Napolitano dovesse dare il suo assenso a questo tremendo testo di riforma, ne resterei meravigliata e profondamente addolorata».

 

 

Gustavo Zagrebelsky foto La PresseLIBERTA E GIUSTIZIA GUSTAVO ZAGREBELSKY jpegRENZI E NAPOLITANO AL GIURAMENTO RENZI NAPOLITANOnapolitano renzi con33 giorgio napolitano bassanini manzella rodotaStefano Rodota con la moglie Alessandro Di Battista e Stefano Rodota

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!