presta amadeus salzano

SANREMO, COSA NOSTRA - DA SALZANO A PRESTA, LA MUSICA NON CAMBIA - AMADEUS RIFA' RADIO DJ CON LE "INCURSIONI" DI FIORELLO E JOVANOTTI - MOLENDINI: “NON RESTA CHE FARE APPELLO A TUTTI I CONFLITTI DI INTERESSE POSSIBILI. QUINDI DENTRO GLI ARTISTI DELLA ARCOBALENO 3 DI PRESTA. CHISSÀ CHE NON CI SIA SPAZIO ANCHE PER BENIGNI. DELLA PARTITA POTREBBE FAR PARTE ANCHE LA COPPIA DE MARTINO-BELEN" - RICICCIA PURE MARANO MEZZO BANANO...

lucio presta (3)

Marco Molendini per Dagospia

 

Gira la ruota di Sanremo. Al Festivalone torna Lucio Presta, dopo sette anni. Il suo cavallo di Troia è Amadeus, ragioniere della conduzione cerimoniosa, stile «signori e signori ecco a voi...». Torna Presta e non se ne andrà, almeno non del tutto, Ferdinando Salzano. E' la legge dello spettacolo made in Italy guidato, condotto e comandato da pochi tycoon che fanno il buono e cattivo tempo anche perché da viale Mazzini, al massimo, possono fornire la scorta.

 

amadeus

La Rai non sarebbe mai capace di reggere da sola la macchina festivaliera (non lo è più da anni) senza la presenza di chi è in grado di accendere le luci e farla girare. Salzano, con la sua F&P, è il monopolista del mercato musicale nazionale: si può fare un Festival della canzone italiana senza bussare alla sua porta? Tanto più che oggi la musica è dominata da artisti fatti in casa, in un andirivieni dove la data di scadenza del successo è sempre più ravvicinata.

 

Certo, non sarà più come negli ultimi anni, con Salzano mano operativa del direttore artistico Baglioni, in un conflitto di interessi diretto ed esplicito. Anche Presta ha i suoi conti da fare: vuoi che al Sanremo del suo Amadeus non convochi gli altri suoi artisti? Ne ha bisogno, ne hanno bisogno loro, gli artisti, ne ha bisogno il Festival.

ferdinando salzano

 

Ci sono da celebrare i 70 anni del più folle appuntamento musicale mondiale: in quale altro paese ci si mobilita per una settimana ad ascoltare canzoni per lo più dimenticabili, ripetute in continuazione in una sorta di bombardamento a tappeto che poi dal lunedì viene sostituito da un immancabile oblio da saturazione (a parte piccole eccezioni: lo è stato un anno fa Mahmood)?

 

Una vocazione televisiva al martirio tutta italiana: del resto succede ogni giorno coi talk politici e gli spettatori che seguono programmi dove si alternano sempre le stesse persone, che dicono le stesse cose. Una recita dalle repliche infinite.

paolo bonolis

 

Tornando al Festival, anche Presta avrà da festeggiare, appena finito Sanremo farà 60 anni, sperando che ci sia da brindare anche per il successo. Intanto si è scaldato mettendo le mani su Castrocaro, la gara delle voci nuove (ormai è tutta una gara di voci nuove). Poi è passato al festival della Leopolda del suo ultimo artista, Matteo Renzi (si siederà in platea all'Ariston?).

 

Qualche giorno fa è stato segnalato già in azione a Sanremo: c'è da dare una bella mano a Amadeus se non vuole farlo naufragare. E c'è da fare anche un po' di scongiuri. La storia insegna che il Festival è campato di alti e bassi, trionfi, cadute e resurrezioni. Ed è troppo tempo che le cose vanno bene: esattamente da cinque anni, tre di Conti, due di Baglioni.

 

Roberto Benigni

Comunque non resta che rimboccarsi le mani e fare appello a tutti i conflitti di interesse possibili. Quindi dentro gli artisti della sua Arcobaleno 3. Chissà che non ci sia spazio anche per Roberto Benigni, guardacaso attore nel ‘’Pinocchio’’ di Garrone, in cui l'ex regista (il suo, di Pinocchio, finì in lacrime e sangue) è Geppetto: il film, coprodotto dalla Rai, uscirà a Natale, chissà che a febbraio non abbia ancora bisogno di un rinfresco di promozione.

 

Della partita potrebbe allora far parte anche la coppia di Castrocaro, De Martino-Belen (che stavolta dovrà usare una farfallona al posto della farfallina se, dopo otto anni da quell'exploit, vorrà alzare un clamore adeguato). Poi c'è Bonolis, già convocato alla Leopolda: farà la doppietta?

 

stefano de martino belen

Amadeus, che ha fatto sapere che vuole «un festival straordinario», che è già un bel proposito, ha già fatto un po' di telefonate ai vecchi amici. La prima, ma non c'era neanche bisogno di farla, a Fiorello: il cui nome viene evocato ogni volta che c'è da immaginare un ospite per l'Ariston. E sembra difficile che possa sottrarsi facendo l'anguilla, per vari motivi. Per amicizia, per colleganza (ai tempi di Cecchetto e di Radio Deejay), per contratto visto il nuovo rapporto con la Rai (debutta il 4 novembre con ‘’Viva Raiplay’’). Rosario ha già posto una condizione, un po' per gioco, un po' sul serio: ha detto che vuole il neopensionato Mollica sul balconcino dei collegamenti del Tg1.

 

amadeus fiorello cecchetto

Al festival transiteranno, come sembra, anche gli altri amici dei vecchi tempi di Amadeus compreso Jovanotti, altro ragazzo fortunato della scuderia Cecchetto: e poi Sanremo è sul mare e uno scampolo di Jova beach party ci sta bene. Al resto ci penserà la Rai, con un po' di autopasserelle di programmi e qualche ospite a cachet, orizzontandosi anche con i tour promozionali: ci starebbero provando con Lady Gaga.

 

Quanto al Festivalone, fra tocchi e ritocchi, la pappa sarà sempre la stessa anche se tornano le Nuove proposte, vale a dire i giovani con gara a sé separata dai big e l'età minima di partecipazione abbassata a 15 anni. La ruota della fortuna della caccia ai big, intanto, sta già girando: ci sono le canzoni da ascoltare, gli equilibri da centellinare, le pressioni da controllare, i tour da promuovere.

 

amadeus fiorello cecchetto

Difficile escludere la scuderia Salzano e non credo che nessuno voglia farlo anche perché, insieme a Presta, a far ritorno a Sanremo c'è Giammarco Mazzi, suo sodale ma anche sodale di Salzano come regista e organizzatore di quel gigantesco giro musical-produttivo che si è stabilito da qualche anno attorno all'Arena di Verona, diventata il luogo delle grandi celebrazioni del pop nazionale, in un format di incontri e incroci con tanto di regolare ripresa televisiva da parte della Rai.

 

Insomma, il cerchio si chiude. I conflitti di interesse sono il sale del successo. Sarebbe impossibile il contrario, il conflitto di interesse è il rubinetto attraverso il quale passa tutto il mondo dello spettacolo nazionale.

 

2 - SANREMO SALINI CHIAMA MARANO RAI A CACCIA DI SPOT PER IL FESTIVAL

Da “la Stampa”

fabrizio salini foto di bacco

 

Un primo vincitore per Sanremo c' è già. E a metterlo nero su bianco lo scorso settembre ci ha pensato il numero uno della Rai, Fabrizio Salini che ha affidato ad Antonio Marano, già vice direttore generale della Rai e presidente di Rai pubblicità il progetto "tra palco e città". Marano nei fatti coordinerà praticamente tutto del prossimo Festival: dalla logistica, alla valorizzazione editoriale alle strutture tecniche. Naturalmente - scrive l' Ad di viale Mazzini - in raccordo con tutte le direzioni competenti.

 

ANTONIO MARANO

Nella sostanza la prossima edizione del concorso canoro ligure sarà la prova generale del nuovo piano editoriale che l' amministratore delegato della Rai sta portando a compimento dove i direttori di rete avranno sempre minor peso rispetto alle nuove direzione sui generi che stanno per essere varate.

 

Un modo, dicono i più maliziosi di viale Mazzini non solo per svuotare i capi dei tre canali senza rimuoverli - a cominciare proprio dalla Rete ammiraglia con l' evento clou - ma di riscrivere il perimetro editoriale della Tv pubblica anche sul fronte dei ricavi pubblicitari. Perché come dice un vecchio slogan Sanremo è sempre Sanremo ma oltre allo share deve portare a casa gli spot pubblicitari.

 

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….