TAVIANI, BRAVA GENTE - ECCO COME SONO ANDATE LE VOTAZIONI FINALI DELLA COMMISSIONE: 8 VOTI PER I TAVIANI, UNO PER GARRONE - IN QUELLA PRECEDENTE IL RAPPORTO ERA 5 CONTRO 3 - NELLA PRIMA I 9 COMMISSARI AVEVANO TRE VOTI A TESTA. RIPARTITI COSÌ: 9 A “CESARE DEVE MORIRE”, 7 A “REALITY”, 6 A “BELLA ADDORMENTATA”, 3 A “DIAZ”, 2 A “GLI EQUILIBRISTI” - QUINDI, SIN DALL’INIZIO, I TAVIANI SI SONO TROVATI IN VANTAGGIO...

Michele Anselmi per "il Secolo XIX"

Saranno carcerati da Oscar? Sapremo il 10 gennaio 2013, quando l'Academy Award snocciolerà le cinquine, in vista della cerimonia del 24 febbraio. Prevedibile o saggia, a seconda dei punti di vista, la scelta compiuta ieri dai nove esperti dell'Anica chiamati a designare il film italiano da spedire all'Oscar dice: "Cesare deve morire" di Paolo e Vittorio Taviani.

Pur tifando per "Diaz" di Daniele Vicari, "Il Secolo XIX" l'aveva previsto, martedì 11 settembre, spiegando che il deludente risultato veneziano di "Bella addormentata" di Bellocchio avrebbe favorito alla fine il duello tra "Cesare deve morire" e "Reality".

Così è stato. Nella votazione finale i Taviani hanno ricevuto 8 voti e Garrone 1, in quella precedente il rapporto era 5 contro 3. Nella prima, utile a selezionare la cinquina sulla quale concentrare il tiro, i nove commissari, cioè il regista Francesco Bruni, i produttori Angelo Barbagallo, Martha Capello, Lionello Cerri e Fulvio Lucisano, i critici Piera Detassis e Paolo Mereghetti, il distributore Valerio De Paolis e il dirigente ministeriale Nicola Borrelli, avevano invece a disposizione tre voti a testa.

Ripartiti così: 9 a "Cesare deve morire", 7 a "Reality", 6 a "Bella addormentata", 3 a "Diaz", 2 a "Gli equilibristi". Quindi sin dall'inizio i Taviani, con il loro "piccolo" film distribuito da Nanni Moretti che all'inizio nessuno voleva, si sono trovati in vantaggio.

I fratelli toscani, 164 anni in due, l'hanno saputo all'aeroporto di Fiumicino. La loro prima dichiarazione: «Ci stiamo imbarcando per il festival di New York e la notizia che ci ha raggiunto è davvero un bel "buon viaggio". Quelli che concorrevano erano film di autori importanti, per il cinema italiano e non solo italiano. Comunque il gioco è appena cominciato».

Scelta giusta? Dipenderà dalle nomination. La categoria "miglior film straniero" è una portata minore nel banchetto degli Oscar, e tuttavia è dal 2006, con "La bestia nel cuore", che l'Italia non finisce in cinquina. L'esclusione ripetuta accende le frustrazioni, per questo si respira sempre tanto nervosismo attorno allo scrutinio: difficile stabilire se paga la qualità estetica pura o una certa idea dell'Italia veicolata dai film, insomma l'arte o l'oleografia.

Da questo punto di vista "Cesare deve morire" è un titolo rassicurante. Ha vinto l'Orso d'oro a Berlino, cinque David di Donatello, un Nastro d'argento, è firmato da due registi prestigiosi, sfodera un che di sperimentale nell'uso del digitale e nell'ambientazione carceraria, coi detenuti di Rebibbia filmati nel mettere in scena, tra autobiografia e immedesimazione, il testo di Shakespeare. Proprio il Bardo sarebbe l'ingrediente forte, internazionale, capace di piacere oltre oceano.

Lo sostengono i commissari dell'Anica che hanno votato compatti, lo scrivono alcuni critici. «Shakespeare è universale, e lo capiscono anche gli americani, che nulla sanno del caso Englaro, della Diaz, dei napoletani che vogliono andare ai reality, dei quarantenni depressi romani» teorizza Marco Giusti. «Shakespeare può essere un buon mediatore culturale» twitta Enrico Magrelli.

Sarà proprio così? Siamo sicuri che i giurati statunitensi apprezzeranno la frase che in sottofinale recita Cosimo Rega, ovvero Cassio, rientrando nel suo bugigattolo dopo l'applaudita rappresentazione teatrale? Qualcuno ricorderà: «Da quando ho scoperto l'arte, ‘sta cella è diventata una prigione» (per fortuna non l'hanno scritta i Taviani, ma viene direttamente dal detenuto).

«È un bellissimo film che ripropone all'attenzione internazionale due eterni giovani protagonisti del nostro cinema. Ha un tema universale ma al tempo stesso nevralgico in un Paese come il nostro, segnato da un'incivile situazione carceraria» commenta signorilmente Riccardo Tozzi, presidente dell'Anica ma anche produttore di "Bella addormentata".

Mentre gongola Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Raicinema, che coproduce con Grazia Volpi, anche se 200 dei 350 mila euro vengono dal ministero ai Beni culturali. Dice: «L'opera di Paolo e Vittorio Taviani, a cui vanno ancora i nostri complimenti, rientra nella linea di produzione di cinema civile e risponde appieno al nostro mandato di servizio pubblico».

In ogni caso non sarà facile spuntarla. Almeno cinquanta Paesi hanno già designato i loro film, e sono concorrenti temibili, come il francese "Quasi amici", l'austriaco "Amour", il coreano "Pietà", l'israeliano "Fill the Void". Il gioco si fa duro.

 

I FRATELLI TAVIANI VINCONO L ORSO D ORO AL FESTIVAL DI BERLINO Cesare deve morire cast TAVIANI CESARE DEVE MORIRE TAVIANI CESARE DEVE MORIRE TAVIANI CESARE DEVE MORIRE TAVIANI CESARE DEVE MORIRE garrone matteo garrone sul set di realityDANIELE VICARI SUL SET DI DIAZ DIAZ NON PULIRE QUESTO SANGUE DI DANIELE VICARI

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