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LA SERA A CASA GRUBER: "OTTO E MEZZO", TISANINA E “COSTITUZIONE” - JACQUES CHARMELOT, MARITO DI LILLI GRUBER DA VENTICINQUE ANNI, RIVELA IL PIACERE SEGRETO DELLA MOGLIE: LEGGERE LA COSTITUZIONE! “È IL SUO FARO, LEGGE SEMPRE IL TESTO, SI LASCIA GUIDARE DA QUESTE REGOLE CHE NON SONO NEGOZIABILI. DOPO LA SUA BELLEZZA QUELLO CHE ANCORA OGGI MI COLPISCE È IL SUO CORAGGIO” – QUANDO SALVÒ LILLI A BAGHDAD: “LE ERA STATO INTIMATO DI LASCIARE IL PAESE ENTRO VENTIQUATTRO ORE. IO PARLAI CON IL RESPONSABILE IRACHENO PER LA STAMPA STRANIERA, NEGOZIAMMO. E ALLA FINE LEI RIMASE. ‘MI CHIAMO LILLI GRUBER’, MI DISSE. IO NON RISPOSI, MA DENTRO DI ME NON TROVAI CHE QUESTE TRE PAROLE: ‘CHE DONNA BELLISSIMA’...”

Estratto dell’articolo di Roberta Scorranese per il “Corriere della Sera”

 

lilli gruber jacques charmelot

Jacques Charmelot, nato a Parigi nel 1955.

«Ma ho vissuto in diverse parti del mondo. Come corrispondente di guerra dell’Agence France-Presse sono stato cittadino di Teheran, Beirut, Baghdad, Sarajevo, Washington e di molte altre città».

 

E dal 2020 lei vive a Roma, con sua moglie Lilli Gruber.

«Siamo sposati da venticinque anni, qualche volta lavoriamo assieme. Di certo Lilli mi ha incoraggiato nel mio ultimo libro, un pamphlet contro la guerra».

 

«La guerra è merda», pubblicato da Solferino. Perché questo titolo?

lilli gruber e jacques charmelot 4

«Perché grazie al mio lavoro oggi posso dire che la guerra è prima di tutto una montagna di escrementi. Fisici, poiché i soldati combattono in condizioni disumane; psichici, perché i danni dei conflitti non spariscono con le cicatrici e infine morali, perché la guerra è corruzione e propaganda sporca».

 

Il suo primo contatto con la guerra.

«Nel 1983 parto al seguito dei soldati francesi in missione in Ciad, Paese all’epoca devastato da vent’anni di conflitto interno. Visito l’ospedale: niente elettricità, né acqua corrente. Ma quello che mi colpisce è una puzza mai sentita prima. Scopro così che quell’ospedale è stato costruito su una fossa settica, ma senza evacuazione dei rifiuti».

 

Costruito sulla merda: una perfetta metafora del concetto che lei vuole esprimere.

«Ricordo l’arrivo di decine di madri con i bambini in grembo. Il medico pizzicava loro un braccio: se la pelle si distendeva, il piccolo poteva essere salvato, ma se la pelle rimaneva accartocciata voleva dire che la disidratazione era stata fatale e che non c’era più niente da fare».

 

E intanto oggi l’Europa si prepara a investire 800 miliardi di euro nel riarmo.

lilli gruber jacques charmelot

«Lo trovo assurdo. Se fosse un piano di difesa comune lo capirei, ma qui parliamo di un’Europa fragile e divisa che viene ricattata da Donald Trump, il quale non impone soltanto dazi, ma anche un riarmo forzato e pericoloso».

 

E intanto Trump ha catturato Maduro e ora rivendica il controllo del Venezuela...

«Questa operazione è l’ultima dimostrazione che la forza ha preso il posto del diritto e della legge internazionale. L’America di Trump si mette al livello della Russia di Putin e l’Europa è in pericolo più che mai».

 

[...] A Baghdad [...] fu lei a salvare una collega.

lilli gruber con la mascherina abbassata in bici

«Conflitto iracheno, situazione molto delicata. Lei aveva girato delle immagini che non si potevano trasmettere, le era stato intimato di lasciare il Paese entro ventiquattro ore. Io parlai con il responsabile iracheno per la stampa straniera, negoziammo. E alla fine lei rimase. “Mi chiamo Lilli Gruber”, mi disse. Io non risposi, ma dentro di me non trovai che queste tre parole: “Che donna bellissima”».

 

Era il 1991, nessuno di voi due era libero.

«Ma lei mi invitò a cena. E se il mio primo pensiero era stato per la sua straordinaria bellezza, poco per volta scoprii anche una donna di grandissima onestà intellettuale e capace di una disciplina ferrea, cosa per me importante perché qualche volta io tendo a rilassarmi troppo. Lilli va in onda tutti i giorni e sa qual è il suo faro?».

 

Quale?

«La Costituzione. Lei legge sempre il testo della Costituzione, si lascia guidare da queste regole che non sono negoziabili. Dopo la sua bellezza quello che ancora oggi mi colpisce è il suo coraggio. Personale, professionale, politico. Non si lascia intimidire da niente, neanche dagli insulti e dalle minacce che riceve puntualmente per la sua fermezza in trasmissione».

jacques charmelot la guerra e merda

 

Vi siete sposati nel 2000, ma solo da cinque anni vivete insieme.

«Sì e la mia decisione di trasferirmi a Roma con lei è stata accelerata dalla pandemia da Covid. Era il 2020, io mi trovavo negli Stati Uniti per girare un documentario. Mi chiamò Lilli: “Amore, devi tornare, stanno per chiudere gli aeroporti”.

 

Io avevo una trasferta a Boston l’indomani, dissi che non potevo. Allora lei, ferma, replicò: “Jacques, devi tornare e basta”. Quando mi chiama “Jacques” vuol dire che non si discute. Così tornai».

 

Quindi ha scelto Roma per amore?

«Sì e non ho alcuna nostalgia della Francia, anche perché sono vissuto più a lungo nel resto del mondo che a Parigi».

 

[...] È anche per questa vita così particolare che lei e Gruber avete scelto di non avere figli?

jacques charmelot lilli gruber

«Guardi, io sono stato due anni in Africa, poi due settimane dopo ero in Iran, da qui mi hanno cacciato e sono andato in Libano dove sono rimasto sei anni prima di trasferirmi in Iraq, quindi a Washington e nei Balcani. Non è facile pensare a una famiglia quando si fa questa vita, quando devi trasferirti in città dove mancano persino le scuole».

 

Però è stata una decisione presa in comune accordo.

«Sì, l’abbiamo presa insieme. E poi ci siamo conosciuti forse un po’ tardi. Abbiamo però trovato dei fortissimi punti in comune e oggi per me la “casa” è dove si trova mia moglie».

lilli gruber jacques charmelot lilli gruber jacques charmelot

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JACQUES CHARMELOT

lilli gruber e il marito jacques charmelot 2

lilli gruber e jacques charmelot

jacques charmelot e lilli gruber che tempo che fa

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