PERCHÉ LA SOCIETÀ DI PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA DEI FIGLI DI SERGIO LEONE PREPARA LO SBARCO A PIAZZA AFFARI? ‘’PER QUALCHE DOLLARO IN PIÙ’’!

Carlo Festa per il "Sole 24 Ore"

I film capolavoro di Sergio Leone sbarcano in Borsa. Pronto all'approdo sull'Aim è la Leone film group, la società fondata 25 anni fa dal regista romano assieme ai figli. E proprio i figli del maestro del cinema italiano e internazionale, cioè Andrea e Raffaella (entrambi soci con il 50% delle azioni), hanno preso la decisione di quotare la società che detiene i diritti di una library di oltre 400 film (tra i quali quelli diretti dal padre) ma anche attiva nella produzione e distribuzione.

Decisa la pattuglia degli advisor per Piazza Affari: cioè Unipol Banca come nomad e global coordinator, Methorios come financial advisor, Gianni Origoni Grippo Cappelli come consulente legale e Bdo come auditor.

Si tratterà di un'offerta innovativa per l'Aim: la prima rivolta anche a un pubblico retail. L'operazione avverrà tramite aumento di capitale di circa 15 milioni di euro dei quali 10-12 milioni dedicati agli istituzionali e con una quota (sotto i 5 milioni) rivolta al pubblico. Il flottante sarà compreso tra il 15% e il 20 per cento.

Il retail potrà sottoscrivere le azioni della Leone film tramite due piattaforme di trading, cioè mediante Directa Sim e Banca Sella. I capitali raccolti saranno utilizzati per lo sviluppo. La Leone Film Group ha generato nel 2012 un giro d'affari di 13,1 milioni con un margine operativo lordo di 6,7 milioni (cioè una redditività del 51%) e con un utile netto di 1,5 milioni.

Nel primo semestre del 2013 il fatturato è arrivato a 8,8 milioni, il Mol a 6,2 milioni e l'utile netto a 0,9 milioni. La società, fondata nel 1989 (cioè proprio nell'anno della scomparsa del regista), opera in 4 aree.

Da una parte ha i diritti su un archivio di 400 film: tra questi ci sono i capolavori di Sergio Leone, da «Il buono, il brutto, il cattivo» a «C'era una volta in America». Dall'altro lato opera nella produzione e nella distribuzione, con una strategia di respiro internazionale: tra gli ultimi titoli ha prodotto «Amiche da morire» di Giorgia Farina e co-prodotto il film di Gabriele Muccino «Quello che so sull'amore».

Inoltre ha distribuito film americani di successo: l'ultimo in ordine temporale è stato «Rush», la pellicola di Ron Howard che racconta della rivalità tra i piloti di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda. La famiglia Leone può infatti contare sulla rete di relazioni consolidate negli Stati Uniti con le grandi major e sull'amicizia con grandi registi come Steven Spielberg e Martin Scorsese. Ultima area (tramite la controllata PacMedia a Los Angeles) è quella del product placement, cioè la promozione di prodotti con contenuto pubblicitario nei film.

Per fare un esempio proprio all'interno del film «Rush» di Ron Howard ci sono stati investimenti pubblicitari per 2 milioni di dollari su 60 milioni di produzione complessiva, con ulteriori 30 milioni di investimenti pubblicitari nei mesi del lancio della pellicola. La prossima settimana il road show per la quotazione partirà da Milano.

 

 

sergio leone Sergio Leonesergio leone Laura Melidoni Raffaella Leone il buono il brutto il cattivo il buono il brutto il cattivo visore Robert De Niro in “C’era una volta in AmericaC'era una volta in AmericaRUSH

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE''...

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO