alessandra appiano nanni delbecchi

“SONO I MORTI A TENERE IN VITA I VIVI” – IL GIORNALISTA DEL “FATTO” NANNI DELBECCHI RIVELA COME È NATO IL DOC PER RAIPLAY SULLA MOGLIE ALESSANDRA APPIANO - UN RACCONTO, NATO DAVANTI AL MARE DELLA COSTA AZZURRA, SULLA “MELANCONIA BIPOLARE” DI LEI, SUL LEGAME TRA GIOIA E MALE DI VIVERE, SULLA DEPRESSIONE, IL TABÙ DEI TABÙ IN QUEST’EPOCA DOMINATA DAL CULTO DELL’EFFICIENZA - VIDEO

 

Nanni Delbecchi per ilfattoquotidiano.it

 

 

nanni delbecchi alessandra appiano

L’idea del docufilm Amica di salvataggio è nata pochi giorni dopo il 3 giugno del 2018, quando ancora, per diverse volte al giorno, dovevo reprimere l’istinto di telefonare ad Alessandra perché ancora non l’avevo sentita, e stavo in pensiero.

 

Con Vito Oliva, l’amico fraterno che me l’aveva presentata trent’anni prima, avevamo accompagnato Alessandra a Oneglia, dove riposa accanto ai miei genitori. In quel pomeriggio insicuro di tarda primavera, al casello di Imperia Est ci siamo guardati, e invece di girare verso Genova abbiamo preso la direzione di Ventimiglia; non era il caso di tornare nella casa di Milano, bloccata nel fermo immagine di domenica mattina.

 

nanni delbecchi alessandra appiano

Senza dirci nulla, senza sapere bene come e perché, siamo arrivati a Mentone, l’importante era passare un confine. Poi, appena entrati in Francia, siamo incappati in una serie incredibile di rallentamenti, ingorghi, come se il tempo non volesse saperne di andare avanti, e dopo due ore di viaggio a passo d’uomo ci siamo fermati a Villefranche sur mer, alle porte di Nizza.

 

 

nanni delbecchi e la scomparsa della moglie a italia si' 4

Sull’orlo di quel tramonto infinito, passeggiando sullo stretto sentiero costruito sugli scogli della baia, guardando il mare della Costa Azzurra, abbiamo pensato che dovevamo fare un film per Alessandra. Meglio: che Alessandra avrebbe dovuto fare un film per rivedere i suoi amici, non poteva lasciarli così, senza un saluto. Lei li avrebbe invitati, lei li avrebbe ascoltati uno per uno. È nata così l’idea di un docufilm dove è lei a parlare in prima persona, nella stanza tutta per sé della sua, nostra amatissima casa. In quella stanza aveva conservato tutto del suo lavoro febbrile, i filmati delle apparizioni televisive, gli articoli, le recensioni, le lettere… dall’Ambrogino d’oro al più minuto dei ritagli, tutto conservato in ordinatissimi dossier (e nello sfogliarli ho scoperto che aveva conservato anche tutto del mio lavoro e di me, che non conservo niente).

nanni delbecchi e la scomparsa della moglie a italia si'

 

Amica di salvataggio è stato girato in quello che Joan Didion chiama l’anno del pensiero magico, l’unico momento in cui poteva nascere, e credo che questo si avverta; quell’ipnosi fatta di angoscia e stupefazione in cui ci ripetiamo che qualcuno se n’è andato, ma non ci crediamo fino in fondo. Tutto è ancora intatto, nelle cose e nei cuori.

 

Tutti gli amici di Alessandra, e ne avevamo tanti, si sono messi a disposizione senza condizioni, senza limiti e, se così si può dire, con gioia. Qualcosa di magico è accaduto davvero; mai avrei osato chiedere alla nostra amica Lella Costa di interpretare la voce narrante di Alessandra se lei stessa non mi avesse detto “ricorda, per qualunque cosa io ci sarò”; ma solamente in sala di montaggio mi sono reso conto che l’unica persona cui avrei potuto chiedere di essere la voce di Alessandra era lei.

 

nanni delbecchi

 

In Amica di salvataggio doveva esserci la vita e nient’altro, fino in fondo. Quindi, insieme agli amici ritrovati, insieme al racconto della sua splendente vita avventurosa, doveva esserci anche il racconto della sua melanconia bipolare, di come i temperamenti artistici siano particolarmente esposti ai disturbi dell’umore, di come il primo passo per combattere “il male di vivere” sia stanarlo dall’ombra e dallo stigma, portarlo alla luce. In questa prospettiva, mentre giravamo è stato fondamentale l’incontro con alcuni psichiatri, primo tra tutti il professor Giovanni Battista Cassano, fino alla decisione, parallela alla realizzazione del docufilm, di fondare l’associazione di volontariato Alessandra Appiano-Amici di salvataggio, la cui missione è comunicare il nesso tra sindromi depressive e gesto estremo.

 

“L’amicizia è un miracolo”, ha detto Elsa Morante. Il nostro anno del pensiero magico è finito, ma Amica di salvataggio ha proseguito il suo cammino per proprio conto, fino all’approdo quasi casuale con la struttura di Rai Documentari diretta da Duilio Giammaria, che ha creduto in Amica dal primo momento, senza riserve, anzi, a maggior ragione per la scelta non facile di raccontare la depressione, il tabù dei tabù in quest’epoca dominata dal culto dell’efficienza.

 

alessandra appiano nanni delbecchi a siracusa

E così questo documentario bipolare, dove si narra il legame occulto ma strettissimo tra gioia e male di vivere, questo film nato guardando il mare come omaggio privato, intimo, è potuto diventare un documento pubblico. Tre anni dopo, se mi guardo indietro, ancora stento a crederci. Abbiamo iniziato a lavorare su Amica di salvataggio per richiamare Alessandra, nella convinzione che siano i vivi a tenere in vita i morti; oggi, ogni volta che sento la voce di Lella Costa dire “Benvenuti nella mia casa, dove abbondano i cuscini e i tappeti”, mi chiedo se non sia vero il contrario, se non siano i morti a tenere in vita i vivi.

alessandra appiano coveralessandra appiano 1ALESSANDRA APPIANO CON UN GRUPPO DI VOLONTARIEalessandra appiano oxfamalessandra appiano alessandra appianoalessandra appiano 4alessandra appiano 3alessandra appiano 1ALESSANDRA APPIANOALESSANDRA APPIANO ALESSANDRA APPIANO nanni delbecchi alessandra appiano

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...