SUONATI DAL SILENZIO – 50 ANNI FA LA PRIMA VERSIONE DI ‘THE SOUND OF SILENCE’: UN FLOP TREMENDO CHE PORTÒ SIMON E GARFUNKEL A SEPARARSI – POI LA CANZONE VENNE RIARRANGIATA E FU SCELTA COME COLONNA SONORA DEL LAUREATO- IL REGISTA: ‘UN INNO ALL’INCOMUNICABILITA’’

1 - SUONATO DAL SILENZIO
Massimo Gramellini per "la Stampa"

Il cinquantesimo anniversario di «The sound of silence», composta al buio da Paul Simon nel bagno di casa, stimolerà in molti il flusso benevolo dei ricordi. Per me è stata la colonna sonora di un'indimenticabile educazione e illusione sentimentale. Quella canzone accompagnava i minuti finali del film «Il laureato». Dustin Hoffman aveva rapito in chiesa la figlia di Mrs. Robinson, che per inciso si era appena sposata con un altro, e l'aveva trascinata su un autobus. Ma adesso, seduti in ultima fila, quei due non si scambiavano baci e impressioni sull'impresa compiuta.

Non si guardavano neppure, limitandosi a esplodere in incerti sorrisi, mentre l'impasto delle voci di Simon e Garfunkel dava corpo al «suono del silenzio». Era evidente che Dustin e la sua amata avevano raggiunto un livello tale di intimità che per comunicare tra loro non avevano più bisogno delle parole. Erano arrivati all'essenza.

Ho inseguito quell'essenza per tutta la vita. Finché un giorno mi imbattei per caso in un'intervista al regista del film, Mike Nichols. Il disgraziato dichiarava, in pieno accordo con Simon (ignoro la posizione di Garfunkel), che il suono del silenzio andava inteso come un inno alla incomunicabilità e all'insoddisfazione umana. Altro che essenza. Dustin e la ragazza non si parlavano perché, cessata l'adrenalina dell'azione, non avevano già più niente da dirsi. «Il Laureato 2» non era mai stato girato, ma in ogni caso avrebbe raccontato la storia di un divorzio. Non mi sono mai ripreso del tutto. Ma almeno una cosa l'ho imparata: a tenermi lontano dalle interviste ai registi e ai cantanti delle mie opere preferite.

2 - SIMON & GARFUNKEL, CINQUANT'ANNI DI SILENZI
Piero Negri per "La Stampa"

Mick Jagger e Keith Richards si incontrarono alla stazione, in attesa del treno per Londra. Paul McCartney conobbe John Lennon a Liverpool, alla festa della parrocchia in cui suonavano i Quarrymen, il gruppo di John. Paul Simon e Art Garfunkel, invece, si conoscevano da sempre. Le loro famiglie vivevano nel Queens, a New York, in una zona borghese abitata prevalentemente da ebrei. Alle elementari il primo show insieme, Alice nel paese delle meraviglie (Art era il Gatto del Cheshire, Paul il Bianconiglio); alle superiori le prime canzoni; all'università, conosciuti i primi insuccessi, la prima separazione.

Nel 1964, quando registrano la canzone The Sound of Silence, hanno appena fatto la prima pace dopo essersi detto il primo addio. Il brano lo scrive Simon il 19 febbraio, in bagno, perché - racconterà poi - le piastrelle gli restituivano l'eco giusta. «Lasciai aperto il rubinetto, l'acqua corrente mi rilassava, spensi la luce e arrivarono le parole: "Buon giorno oscurità, vecchia amica, eccomi qui di nuovo a parlare con te"». Era il 10 marzo 1964 quando la registrarono. Allora si chiamava The Sounds of Silence (al plurale): sarà il brano di punta del loro album d'esordio, Wednesday Morning, 3 AM, che uscirà nell'ottobre di quell'anno.

Fu un flop tremendo, inaspettato. Proprio nei giorni in cui i due ragazzi del Queens erano in studio a registrare le loro canzoni, in America atterravano i Beatles, portando con sé la più grande mutazione del gusto dell'epoca moderna. In pochi mesi il folk gentile di Simon & Garfunkel era diventato archeologico.

Non gli restò che separarsi: Paul se ne andò in Gran Bretagna a registrare il primo disco solista, in cui mise anche The Sound of Silence (al singolare), senza che nulla accadesse. Fu Bob Dylan, inconsapevolmente, ad avere l'intuizione giusta.

Dopo aver visto incidere l'epocale Like a Rolling Stone, il produttore Tom Wilson si ricordò della vecchia canzone di Simon e Garfunkel ed ebbe l'idea di applicarle i nuovi canoni dylaniani: senza interpellare i due cantanti e l'autore, vi aggiunse eco, chitarra elettrica e batteria. La nuova The Sound of Silence finì in testa alle classifiche a inizio 1966, il duo fu costretto a riformarsi e a pubblicare un album (di grande successo). Poi arrivarono la colonna sonora del Laureato, la popolarità mondiale, e un nuovo divorzio.

Nel 1970, i due annunciarono la separazione, e solo il grande concerto a Central Park del 1981 potè in qualche modo sanare la ferita, con il pubblico e tra di loro. Nel 1982 e 1983 girarono il mondo per una fortunatissima serie di concerti, ma quando entrarono in studio per un nuovo disco scoprirono di non potersi sopportare. Tornarono a cantare insieme per una sera nel 1990, per 21 concerti nel 1993, e poi di nuovo nel 2003, in Usa e Canada, in Europa nel 2004. Nel 2010 i 13 concerti previsti, soprattutto in Canada, furono cancellati per la paresi alle corde vocali che colpì Art Garfunkel. E si arriva così a oggi, con l'annuncio: «Ho recuperato il 96% della mie capacità vocali - ha detto Garfunkel - e non escludo di tornare a cantare con Paul».

È una storia di odio-amore non infrequente nel mondo della musica: Jagger e Richards l'hanno gestita ignorandola, Lennon e McCartney allontanandosi, Simon e Garfunkel detestandosi e non potendo fare a meno dell'altro. E la ragione sta tutta in quella canzone, arrivata al successo malgrado loro.

 

 

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