TOH, UN DISCO ROCK CHE VALE LA PENA COMPRARE: “SUPERHEAVY” - DOPO ANNI INFESTATI DA UN “RUMORE” DI GAGA-TE E DISCO-PATIE CHE TI PORTANO A SOGNARE LA SORDITà, IL 68ENNE JAGGER CON IL SUO NUOVO KEITH RICHARDS, ALIAS DAVE STEWART, DA BRAVI VAMPIRI SUCCHIANO IL SANGUE GIOVANE DI MARLEY JR, RAHMAN E JOSS STONE SCODELLANO UN CD DAVVERO AFFASCINANTE NEL SUO MISCHIONE DI POP, REGGAE E INDIA…

IL VIDEO UFFICIALE DI "MIRACLE WORKER"

Dal Canale Youtube dei SuperHeavy - http://www.youtube.com/watch?v=MTF7T1Nw5OU

Piero Negri per "la Stampa"

Per un anno e mezzo sono riusciti a tenerne segreta l'esistenza. Poi, lo scorso maggio, l'hanno fatto sapere al mondo, e una settimana fa sono usciti con un disco. Come ai vecchi tempi, quando i gruppi nascevano, i musicisti si trovavano in una stanza insonorizzata, scrivevano insieme le canzoni, insieme le registravano e ne sceglievano alcune per l'album d'esordio.

Di questo nuovo gruppo chiamato Superheavy fanno parte, in ordine decrescente di età, Mick Jagger, cantante dei Rolling Stones, 68 anni; Dave Stewart, già negli Eurythmics, 59 anni; Allah Rakha Rahman, celebre autore di colonne sonore, indiano, 45 anni; Damian Marley, musicista reggae e figlio di Bob, 33 anni; Joss Stone, cantante soul, 24 anni. Quattro su cinque sono inglesi (anche Marley, in parte), ma il dato va interpretato, perché Jagger e Stone fanno da sempre gli americani, cantando la musica dei neri, Marley è il figlio del re del reggae, e Stewart in Giamaica vive gran parte dell'anno.

È lì, nell'isola caraibica, che Stewart dice di aver avuto l'ispirazione per il gruppo, un giorno in cui dalle finestre di casa sentì arrivare suoni e ritmi diversi, li sentì fondersi e immaginò qualcosa di nuovo che fosse un po' giamaicano, un po' indiano, un po' rock. E siccome le idee non esistono, esistono solo le persone, pensò di chiamare Jagger e poi Marley.

E una volta ottenuto il sì di Mick, si rivolse a Joss Stone, «la cantante che il grande Smokey Robinson chiama "Aretha Joplin"» come racconta Stewart stesso - un po' Aretha Franklin un po' Janis Joplin. I due Oscar alla colonna sonora del film Millionaire portarono poi l'ultimo componente del gruppo, A. R. Rahman, colui che avrebbe assicurato un tocco di vera India al mix immaginato da Stewart.

«Di cose strambe ne ho fatte in vita mia - ha detto Jagger - ma questa è senza dubbio una delle più originali». Sarà vero, ma allo stesso modo è vero che la musica rock è in grado di digerire tutto, e di amalgamare tutto, anche i testi in sanscrito e le sonorità insolite di Rahman, i ritmi in levare di Marley, il canto di Jagger e Stone, in canzoni che talvolta ricordano i Rolling Stones degli anni Ottanta e Novanta, talvolta i Black Eyed Peas degli ultimi tempi.

Come accade ormai sempre più di rado, e come a Jagger certamente non accadeva da secoli, i cinque si sono trovati a Los Angeles con un'idea generale in testa e neppure una canzone scritta. Il disco è nato dunque in studio, dall'incontro delle diverse personalità e con un certo grado di improvvisazione. Tutti insieme, i cinque si sono visti in due riprese a Los Angeles, e poi Stewart è partito per un giro del mondo che l'ha portato a Cipro, in Francia, Turchia, a Miami, nei Caraibi e in India, all'inseguimento dei vari musicisti, naturalmente tutti impegnatissimi a inseguire le proprie personali carriere.

Dalle 35 ore di registrazione, Stewart e Jagger, che infatti figurano come produttori, hanno infine estratto le dodici canzoni del disco, che si intitola semplicemente con il nome della band. Al party di presentazione, a New York (assenti Stone e Marley), la grande questione era se il gruppo avrebbe mai fatto un concerto (la risposta era »Magari!» se parlava Rahman, «Non credo proprio» se interveniva Jagger) e se i Rolling Stones sarebbero tornati insieme (ma su questo tema Jagger non interviene).

«È stato divertente, ma non è il mio nuovo gruppo», ci tiene a precisare lui, mentre Stewart preferisce sottolineare come «l'idea non era fare un nuovo gruppo, ma qualcosa di più, un movimento che superi le barriere culturali. Forse, più che un concerto, dovremmo organizzare un festival e invitare altri musicisti che ci piacciono».

Lontanissime le età (dal 1943 di Jagger al 1987 di Joss Stone, le date di nascita dei componenti del gruppo coprono mezzo secolo), diversi gli stili musicali di provenienza, i Superheavy finiscono per celebrare il potere d'inclusione del pop: non sarà una grande novità, ma bisogna ammettere che è sempre divertente.

 

I SUPERHEAVYSUPERHEAVY - CHI SONOCOVER SUPERHEAVYJoss Stone

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