AND THE BEAT GOES ON! – TORNA CON UNA NUOVA EDIZIONE “URLO” DI ALLEN GINSBERG, IL POEMA SIMBOLO DELLA BEAT GENERATION CHE CREÒ SCANDALO NEGLI STATI UNITI QUANDO FU PUBBLICATO (NEL 1956) E CHE PORTÒ AL PROCESSO PER OSCENITÀ CONTRO IL SUO EDITORE – GIUSEPPE CULICCHIA: “DICHIARANDO IN MODO ASSAI ESPLICITO LA SUA OMOSESSUALITÀ E IL SUO PACIFISMO, GINSBERG SI SCAGLIAVA CON LE SUE PAROLE CONTRO IL CONFORMISMO E IL PERBENISMO DELLA SOCIETÀ AMERICANA, CERTO SENZA POTERSI NEPPURE LONTANAMENTE IMMAGINARE CHE...
Estratto dell’articolo di Giuseppe Culicchia per “la Stampa”
URLO DI ALLEN GINSBERG - IL SAGGIATORE
«Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla follia, affamate nude isteriche, trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa». Così settant'anni fa Allen Ginsberg in Urlo, poema che nel momento della sua pubblicazione da parte della City Lights Bookstore di Lawrence Ferlinghetti, era per l'appunto il 1956, suscitò enorme scandalo, tanto da portare all'arresto dell'editore, accusato di aver diffuso un testo pieno di oscenità.
Allen Ginsberg lo aveva letto in pubblico l'anno precedente alla Six Gallery di San Francisco, dedicandolo a Carl Solomon, di cui era diventato amico nel 1949 quando i due si erano conosciuti nelle stanze dell'ospedale psichiatrico di Columbia a New York.
Ma tra i settantotto versi della prima parte di quest'opera destinata a segnare un punto di rottura nella poesia (non solo) made in USA, quello che sarebbe diventato il più grande poeta americano della seconda metà del Novecento citava Neal Cassady, co-protagonista di On the road, il romanzo di Jack Kerouac che pubblicato nel medesimo anno era avviato a diventare il manifesto della Beat Generation: di Cassady infatti Ginsberg era innamorato, ma si trattava di un amore infelice poiché non corrisposto. […]
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Sta di fatto che Urlo, pubblicato in Italia da Mondadori solo nel 1965 nella raccolta intitolata Jukebox all'idrogeno con la curatela e traduzione di Fernanda Pivano, […] prese a circolare liberamente in un'America che dalla guerra di Corea sarebbe poi passata, sotto la presidenza Kennedy, a quella del Vietnam, diventando a sua volta un manifesto:
dichiarando in modo assai esplicito la sua omosessualità e il suo pacifismo, Ginsberg si scagliava con le sue parole contro il conformismo e il perbenismo della società americana, certo senza potersi neppure lontanamente immaginare che a più di mezzo secolo di distanza un conformismo e un perbenismo di segno opposto si sarebbero palesati allo scopo di emendare ogni testo da termini e passaggi giudicati offensivi per questa o quella minoranza:
e forse solo la sua lunga militanza omosessuale pone oggi Ginsberg al riparo dagli strali che di recente hanno colpito chiunque osasse utilizzare (o abbia utilizzato in passato) in ambito letterario determinati sostantivi, a cominciare dalla "n-word" che avete letto nella citazione riportata sopra.
allen ginsberg jack kerouac 1950
Si deve del resto anche proprio a Urlo - ora ripubblicato dal Saggiatore in una splendida, preziosissima edizione nella quale l'editore ha riprodotto le stesure originali realizzate con la macchina per scrivere e corrette a matita dall'autore, con diverse varianti e lettere scambiate con il succitato Jack Kerouac e il maledetto per antonomasia William Burroughs
, più interessanti appendici nelle quali si ripercorre la storia del poema dalla sua prima lettura pubblica e dal processo per oscenità in poi - un contributo fondamentale a quella libertà di espressione che, sbagliando, avevamo ormai dato per scontata: con il paradosso di ritrovarci in un mondo alla rovescia nel quale la parte che un tempo si batteva perché nei cinema potesse essere proiettato Ultimo tango a Parigi oggi torna a emettere sentenze di condanna sul medesimo e su un lungo elenco di opere e di autori, rei di ledere la cosiddetta nuova sensibilità e traumatizzare le nuove generazioni.
william burroughs e jack kerouac
[…] Ed è importante che proprio nel centenario della nascita e a un trentennio dalla scomparsa si sia deciso di celebrare quest'opera consentendo ai lettori di addentrarsi nelle sue fasi di lavorazione, così da entrare nel laboratorio creativo dell'autore e mostrare i suoi ripensamenti, ricostruendo al contempo il periodo storico nel quale venne concepita e composta: suona ancora freschissimo, oggi, Urlo, e parte del merito per quanto ci riguarda va ancora e sempre a chi seppe restituire nella nostra lingua l'energia, la voracità di vita, la carica erotica e ribelle di versi che, letti per la prima volta negli anni dell'adolescenza o della prima giovinezza. Conservano una forza tale da riecheggiare poi per un'intera esistenza.
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