boschi unita mucchetti

LA “PRAVDA” ERA UNA COSA SERIA - TRAVAGLIO: “E’ UNA CALUNNIA SOSTENERE CHE LA NUOVA ‘UNITÀ’ SOMIGLI ALLA ‘PRAVDA’ PER LE DUE PAGINE SULLA BOSCHI - CON CERNENKO, LA BOSCHI NON AVREBBE MAI FATTO LA MINISTRA, NÉ ERASMO D’ANGELIS IL DIRETTORE”

Marco Travaglio per il “Fatto Quotidiano”

 

marco travaglio (2)marco travaglio (2)

È un’infame calunnia che, come sostiene Massimo Mucchetti, la nuova Unità somigli alla Pravda di Cernenko. Il quale, persona seria, mai avrebbe permesso al giornale del Pcus di dedicare a una tal Boschi i due paginoni che l’Unità ha riservato alla ministra dei Rapporti col Premier, firmate dal direttore Erasmo D’Angelis e intitolate “In viaggio con la Boschi”. Intanto, con Cernenko, la Boschi non avrebbe mai fatto la ministra, né D’Angelis il direttore. Eppoi su Cernenko la Pravda si permetteva sberleffi, sia pur subliminali (tipo quando degradò a raffreddore la sua malattia mortale), che mai l’Unità oserebbe su Renzi & C.

 

BOSCHI UNITA MUCCHETTIBOSCHI UNITA MUCCHETTI

Molto più appropriato il parallelo coi dispacci ottimistici di Alì il Chimico, o il Comico, il fedelissimo di Saddam che lo dava sempre trionfatore, anche dopo la fuga da Baghdad. Il viaggio di Erasmo il Comico appresso alla Boschi si apre con l’incolpevole Kafka: “I sentieri si costruiscono viaggiando”. E le citazioni colte proseguono da Youth di Paolo Sorrentino, ovviamente ignaro di aver girato un film sui renziani, a Il gladiatore di Ridley Scott con Russell Crowe, che difficilmente leggono l’Unità dunque non si rischiano querele.

 

MUCCHETTIMUCCHETTI

La parola più ricorrente è “migliaia”, variamente declinata: “migliaia di Feste dell’Unità”, “migliaia di Comuni”, “decine di migliaia di visitatori”, “migliaia di visitatori” (abbondantis abbondandum!), “un abbonato ogni mille abitanti”, “Bergamo Città dei Mille” (di sopra e di sotto), “120 mila posti di lavoro in più ”, “102 mila insegnanti in più, dunque 102 mila precari in meno”. Anche i miliardi vanno via come il pane: “taglio di 50 miliardi di tasse”, già peraltro ridotte “per 11,6 miliardi a 10 milioni di italiani”, senza dimenticare i “4 miliardi per l’edilizia scolastica” che “ci sono” e basta, prendi e porta a casa. Com’è il cielo quando arriva la Boschi? “Superstellato”.

BOSCHI 1BOSCHI 1

 

Del resto le feste dell’Unità sono “le nightlife della politica locale da nord a sud”, mica cazzi. E la nuova Unità? “La vedi litigare col vento della sera”, e anche un po’con la lingua italiana: il direttore granturismo scrive “Aivoglia”: tutto attaccato, senz’acca (altra Grande Riforma approvata a nostra insaputa: quella della grammatica). E la Boschi? È “la più gettonata dai circoli”, anche perché Renzi latita e dopo vengono Lotti e Guerini.

 

Tre colonne di piombo fuso per una domanda di puro giornalismo investigativo: Boschi o Maria Elena? “Qui semplicemente è ‘la Maria Elena’”. E tanto ci voleva. Ma ministro o ministra? “Va benissimo anche ministra, è importante anche nel nome l’attenzione ai diritti delle donne”.

 

MARIA ELENA BOSCHI PHOTOSHOP SETTE CORRIEREMARIA ELENA BOSCHI PHOTOSHOP SETTE CORRIERE

E lì attacca un bottone su un ’altra riformona oscurata dalla stampa gufa: “Abbiamo dato finalmente alle donne che decidono di avere figli la possibilità di lavorare senza dover rinviare l’essere mamme”: col 42,7% di disoccupazione giovanile, hanno un sacco di tempo libero. La Maria Elena è puntualissima: “Arriva alle 21 precise. Tradizione rispettata al millimetro”.

 

MARINO BOSCHI 5MARINO BOSCHI 5

E democraticissima: “Un’oretta e passa tra abbracci, baci, strette di mano, complimenti, selfie su selfie, proposte di assaggi di primi, secondi, contorni e dessert (tutti rifiutati, eccetto l’irresistibile bombolone alla crema)”, se no sai la fatica dei maestri ebanisti e piallatori di Chi e Sette per affettarle le caviglie come un cotechino. Eccola nello stand “Ruota della fortuna”, come il programma dove Matteo conobbe Mike & Silvio: lì “incontra il più fortunato di tutti”.

 

Chi, Renzi? No, per fortuna non è lui, se no è la volta che Agnese chiede a Veronica il numero di Cresto-Dina e dà un’intervista a Repubblica. Il fortunatissimo è un elettore di B. venuto a “ringraziare di cuore uno del Governo ”perché a 50 anni “mi han fatto il contratto” e “grazie al Jobs Act sono salvo”. Dopo i Figli della Lupa, i Figli del Jobs Act: “Quasi quasi – chiosa il direttore segugio – scoppiamo tutti in lacrime”: meglio conservarle per l’anno prossimo, quando magari lo licenziano senza giusta causa e torna a cercarla, se la trova ancora.

Boschi travoltaBoschi travolta

 

La Maria Elena non deve neppur camminare: levita, issata verso il cielo superstellato dal “gruppone delle mamme e dei babbi che fanno corona intorno”, senza contare la “scorta dei sindaci e amministratori dell’Empolese, dei segretari di circolo, amici e compagni”.

 

Poi “Fende altre onde, supera i complimenti e arriva ai camerieri”, compreso D’Angelis. Mario Cioni, 90 anni, ex partigiano, “insegna la Costituzione ai ragazzi delle medie”, ma viene subito disperso con gli idranti, non sia mai che voglia insegnarla anche a lei. Uno molto furbo chiede all’oste se il vino è buono: “Siamo fuori dalla crisi come dice il Renzi?”. E lei: “Tutto vero, tranquillo”.

maria elena boschimaria elena boschi

 

Ah, meno male. Una, astutissima, vuol sapere se i 50 miliardi di tasse in meno sono “una sparata o una cosa vera”. E lei: “Rispetteremo gli impegni”. “Ed è standing ovation”, annota il direttore da riporto. Che poi si fa prendere un po’ la mano: “I botti sono il simbolo del botto di un partito che qui raggiunge altezze stratosferiche”, “Il pacchetto di mischia delle riforme è davvero sorprendente, anche nella tempistica dell’approvazione da una Camera all’altra.

maria elena boschi legge unita' maria elena boschi legge unita'

 

Poche volte, nella storia repubblicana, si sono viste performance del genere... Un’energia quasi inaspettata ha superato i confini geografici” fino a “questa magica Roma che accoglie il ministro con un ‘Daje non mollate ’”. Nel cielo appare una mongolfiera: Erasmo-Orgasmo vi legge “l’immagine plastica di un Paese in cui finalmente il cambiamento prende quota”. Torna a splendere il sole sui colli fatali di Roma.

 

 

 

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