1. RENZI STA GIOCANDO UNA PARTITA DI SOPRAVVIVENZA PER IL SUO GOVERNO, PERCHÉ È CHIARO CHE NON VUOLE “METTERE LE MANI IN TASCA” AGLI ITALIANI (PIUTTOSTO ANDREBBE A VOTARE), MA È DIFFICILE SEDURRE BRUXELLES E FRANCOFORTE CON LA RIFORMA DELLA SCUOLA O LA NUOVA LEGGE ELETTORALE. LE RIFORME CHE BERLINO VUOLE SONO “STRUTTURALI” E NON SARANNO POPOLARI (STATUTO DEI LAVORATORI, TAGLI ALLE PENSIONI) 2. A CITTÀ DELLA PIEVE, NEL FAMOSO SUMMIT RENZI-DRAGHI, NON TUTTO È ANDATO LISCIO. “LA REPUBBLICA” DI RENZI: DRAGHI, UN “PRIGIONIERO” DEI TEDESCHI DELLA BUNDESBANK 3. LITIGANO SEMPRE SUI SOLDI, “SALVINI NEGA IL VITALIZIO A BOSSI E IL SENATUR LO DENUNCIA''

jean claude junckerjean claude juncker

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. I FURBETTI DELLE RIFORME

Dunque la trattativa è partita, con Roma e Parigi che chiedono alla nuova Commissione di Juncker di scambiare nuove riforme con un allentamento della disciplina finanziaria. Per l’Italia si calcola già lo “sconto” sul 2105 in circa 5 miliardi di euro, che equivale sostanzialmente a non fare manovre correttive, ma ad arrangiarsi con la spending review.

 

RENZIRENZI

E secondo il Messaggero, il nostro Paese sarebbe addirittura pronto a chiedere una moratoria di tre anni sulla riduzione del debito pubblico, in linea con le previsioni del ministro Padoan, per il quale servono due anni per le riforme.

 

RENZI SPADACCINORENZI SPADACCINO

Già, le riforme, la nuova parola magica per evitare un autunno di passione sui conti pubblici. Le chiede la Bce e l’Italia è pronta a farle urgentemente per far vedere che non sta semplicemente cercando di guadagnare tempo. Il 29 agosto, il giorno prima del summit europeo, è in programma un consiglio dei ministri che dovrà approvare la riforma della giustizia civile, un provvedimento sulla scuola e il decreto Sblocca Italia su cantieri e dintorni. E’ evidente a qualunque osservatore che si tratta di un menu un po’ leggerino e la situazione cambia poco se si aggiunge qualche cambiamento sull’articolo18 nella delega sul lavoro.

RENZI CONCORDIA VIGNETTA BENNYRENZI CONCORDIA VIGNETTA BENNY

 

Ammesso che la Germania non blocchi tutto quanto, è evidente che nessuno ci farà sconti sulle riforme perché l’Europa è già rimasta scottata dalla Francia. Parigi ha sforato i parametri di Maastricht e doveva fare le famose riforme, ma in questi due anni non le ha praticamente fatte e oggi si ritrova con l’Italia a chiedere altro tempo.

 

Renzie sta giocando una partita di sopravvivenza per il suo governo, perché è chiaro che non vuole “mettere le mani in tasca” agli italiani (piuttosto andrebbe a votare), ma è difficile sedurre Bruxelles e Francoforte con la riforma della scuola. Le riforme andranno fatte seriamente e non tutte saranno popolari.

 

2. LA BATTAGLIA SULLA “FLESSIBILITÀ”

DRAGHI cazzia RENZI webDRAGHI cazzia RENZI web

Dunque i prossimi mesi saranno decisivi per la partita tra custodi dell’ortodossia di Maastricht e del Fiscal Compact da una parte e profeti di una maggiore flessibilità dall’altra. Repubblica racconta, “lo spiraglio offerto dalla Commissione Juncker. ‘Quella è una possibilità che si può valutare’.

 

La trattativa è ancora molto complicata: soprattutto bisognerà convincere i ‘falchi’ e la Germania. Il francese Pierre Moscovici, candidato alla poltrona di commissario agli Affari economici: ‘La questione non è cambiare le regole del Patto, ma la flessibilità con la quale si interpretano” (p. 2).

 

Draghi RenziDraghi Renzi

Il giornale diretto da Ezio Mauro intervista poi Norbert Barthle, responsabile economico della Cdu di Angela Merkel, che chiude già la porta: “Roma deve risanare e basta” (p. 3). Ma soprattutto, pubblica a sorpresa una paginata molto critica nei confronti della Bce di Draghi, definito un “prigioniero” dei tedeschi della Bundesbank. Alla Bce viene rimproverato di aver sbagliato le previsioni sulla crescita continentale e di non aver fin qui saputo condurre la battaglia contro la deflazione (p. 4).  Se la Repubblica dei renziani confeziona un pezzo simile vuol dire che a Città della Pieve, nel famoso summit Renzi-Draghi, non tutto è andato liscio.

 

DRAGHI RENZIDRAGHI RENZI

Il Corriere pubblica un intervento di Lorenzo Bini Smaghi, ex membro della Bce, molto critico sulle ipotesi di riduzione del debito pubblico con svalutazioni “alla greca”, mentre il Messaggero spara a tutta prima: “Renzi alla Ue: moratoria di 3 anni. Il premier proporrà di rinviare al 2017 il pareggio di bilancio e rallentare il rientro del debito. ‘Non chiediamo regali, ma l’applicazione dei trattati europei”.

 

Se fosse confermata, la richiesta italiana sarebbe clamorosa. Assai pessimista il Cetriolo quotidiano, che titola: “Renzi cerca l’aiutino, l’Europa non cede. Bruxelles nega. Trattative con la Ue per più flessibilità” e stima in 6-9 miliardi il valore dello “sconto” sul prossimo Def che l’Italia starebbe chiedendo a Bruxelles in nome della famosa flessibilità (p. 2) . Il Giornale invece dà una lettura diversa e osserva che “l’Ue non smentisce il fiscal compact ‘flessibile’” (p. 6).  

 

3. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

PENSIONI PENSIONI

Si ragiona già apertamente di tagli alle pensioni e i primi ballon d’essai non sono molto rassicuranti. Repubblica: “Pensioni nel mirino, ma salve sotto i 2000 euro. Il governo studia un provvedimento che reperirà le risorse per evitare gli esodati” (p. 11).

 

Il Corriere cerca un po’ di indorare la pillola e parla di misure per finanziare una riduzione fiscale: “Il governo a caccia di risorse per ridurre le tasse. Non basta diminuire la spesa, si punta anche al recupero dell’evasione fiscale e contributiva. Avviata la riscrittura del Documento di economia e finanza alla luce della recessione. I 17 miliardi di euro di tagli nel 2015 e i 32 nel 12016 non sembrano conseguibili sulla sola base delle proposte del commissario Carlo Cottarelli” (p. 3).

INPS PENSIONI INPS PENSIONI

 

Quando si parla si lotta all’evasione vuol dire che si sta raschiando il fondo del barile. Poi, ancora sulle pensioni, “L’ipotesi di intervento sulle pensioni alte agita il governo e scontenta Forza Italia” (p. 4).

 

Anche la Stampa sente aria di scherzetti sulle pensioni e prepara il campo: “Sforbiciata alla pensioni d’oro. Tornano nel mirino le retributive. L’ipotesi Gutgeld: taglio del 10% e blocco della rivalutazione sopra i 3.500 euro” (p. 2). Il Giornale invece si dedica all’articolo 18, con Vittorio Feltri che fa mostra di gran pessimismo: “Rassegniamoci, moriremo di articolo 18. Da almeno 20 anni si parla di abolirlo ma è una specie di totem. Anzi, è il paradigma della stupidità italiota”. Feltri sostiene che l’articolo 18 sbaglia mira, perché “l’imprenditore fa il proprio interesse, per cui non caccia uno perché gli è antipatico, ma semmai uno che non rende” (p. 9)

Yoram Gutgeld Yoram Gutgeld

 

4. L’ABBRACCIO DEL CAINANO

L’ex Cavaliere è in posizione comoda e aspetta con calma di vedere come andrà la partita europea del premier. E’ quanto osserva il Corriere, che scrive: “Berlusconi attende Renzi: voglio vedere che cosa otterrà a Bruxelles”. La convinzione del capo di Forza Italia è che non si possa ottenere la flessibilità sui conti senza offrire in cambio “riforme dure” (p. 6). Che al momento non ci siano le condizioni per il “soccorso azzurro” lo spiega anche Paolo Romani in un’intervista alla Stampa: “Non ci sono le condizioni per la grande coalizione. ‘Noi non giochiamo allo sfascio, ma le ricette messe in campo dal premier non porteranno fuori dal tunnel. Faccio notare che senza i nostri voti la riforma del Senato non sarebbe mai passata” (p. 11).

DECADENZA BERLUSCONI IL BACIO DI PAOLO ROMANI ALLA BERNINI DECADENZA BERLUSCONI IL BACIO DI PAOLO ROMANI ALLA BERNINI

 

E il Giornale, all’interno di un pezzo sul Fisco, rilancia l’indiscrezione secondo la quale “Napolitano avrebbe chiesto al premier di fare a meno di Silvio” (p. 10)

Intanto Donatella Ferranti, presidente piddina della commissione Giustizia a Montecitorio, mette le mani avanti così: “Riforma della giustizia, nessun patto con Berlusconi” (Repubblica, p. 12). Ne riparliamo a ottobre, quando Renzie dovrà portare in Parlamento provvedimenti non popolari.

 

5. CAMICE VERDI E VERDONI

papa-romani-berlusconipapa-romani-berlusconi

Litigano sempre sui soldi, nella Lega Nord ed ecco l’ultima puntata sul vitalizio di Bossi. “Lega Nord senza pace. Salvini nega il vitalizio a Bossi e il Senatur lo denuncia. Scontro in tribunale sui soldi per il cerchio magico. Il fondatore accusa il segretario di truffa”. In ballo c’è un assegno annuale di 400 mila euro per Bossi e i suoi cari. A spese della Lega (Repubblica, p. 13). Dovevano lottare contro “Roma ladrona” e si ritrovano a litigare su Gemonio barbona.

pivetti e Bossi resize pivetti e Bossi resize

 

6. DEPUTATI IN TOURNÈE

Alzi la mano chi si è accorto del fondamentale apporto dei deputati esteri alla legislatura corrente. In compenso, pare che viaggino parecchio, come racconta un’indagine del Giornale di oggi: “Dalla Camera a Sydney. I voli dei deputati esteri ci costano 850 mila euro. Montecitorio paga trasferte illimitate in business class a dodici onorevoli: un benefit da 70mila euro a testa. Un eletto può tornare nel Paese di residenza anche ogni settimana” (p. 13). Potrebbero essere costretti a fermarsi nel finesettimana a Roma e svolgere servizi anti-degrado agli ordini del sindaco Sotto-Marino.

Paolo Romani Renato Brunetta Matteo Salvini Giovanni Toti foto Lapresse Paolo Romani Renato Brunetta Matteo Salvini Giovanni Toti foto Lapresse

 

7. TELECOM-MEDIA DO BRASIL

Giorni convulsi, ai piani alti di Telecom Italia, per mettere a punto il contropiede brasiliano. Per la Stampa, “Telecom potrebbe alzare la posta per battere Telefonica su Gvt. Settimana di incontri in vista del cda fissato per fine mese. Il gruppo stringe sulla proposta, ma gli spagnoli studiano il rilancio” (p. 22).

bollore article bollore article

 

Chi gode è Vivendi, che nel 2009 comprò Gvt per 7,7 miliardi e oggi si vede offrire almeno il triplo. Secondo Nicola Porro, sul Giornale, “Telecom si salverà grazie alla sua rete. E’ la risorsa che interessa a Vivendi e Bollorè. Che sono pronti a entrare, ma senza una Telco 2. Ai francesi serve la banda larga per vendere i propri contenuti” (p. 24). 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…