1. UN UOMO SOLO ALLO SCONTRO! MESSA DA PARTE LA ‘’TOPLESSATA’’ GIANNINI, IMPEGNATA CON COMUNIONE E DISPERAZIONE, RENZI S’INTESTA LA RIFORMA DELLA SCUOLA E SPIEGA CHE, COME SUL LAVORO, L’AVVERSARIO DA BATTERE SONO “I SINDACATI, I DIRIGENTI, I BUROCRATI” 2. ANCORA UNA VOLTA PITTIBIMBO NON SFUGGE ALLA RETORICA DEL “CI METTO LA FACCIA” E INDIVIDUA CON ABILITÀ DEGLI OSTACOLI, VERI O PRESUNTI, CONTRO I QUALI SCONTRARSI 3. NON C’È DUBBIO CHE LO SPACCONE DI PALAZZO CHIGI VINCERÀ LA BATTAGLIA. LA VINCERÀ PERCHÉ CONTROLLA QUELLO CHE RESTA DEL PD E LA SUA MINORANZA E PERCHÈ CON IL PATTO DEL NAZARENO PUÒ CONTARE ANCHE SUL FEDELISSIMO SOCCORSO AZZURRO-BERLUSCONE 4. I SINDACATI RESTERANNO SENZA SPONDE POLITICHE, COSTRETTI A IMPERSONARE L’ODIOSO “FRONTE DEL NO”. RESTA DA CAPIRE SE ALLA FINE LA RIFORMA DEL LAVORO SARÀ UNA BUONA RIFORMA PER L’ITALIA O SOLO UN DISTINTIVO DA METTERE SULLA GIACCA DEL PREMIER

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

renzi gianninirenzi giannini

  1. CI PENSA SEMPRE LUI

Matteo Renzi s’intesta la riforma della scuola che verrà presentata venerdì e spiega che, anche sulla riforma del lavoro, l’avversario da battere sono “i sindacati, i dirigenti, i burocrati”, che, “così come la classe politica, devono cambiare”. Ancora una volta Renzie non sfugge alla retorica preferita del “ci metto la faccia” e individua con abilità degli ostacoli, veri o presunti, contro i quali combattere e scontrarsi. Li sceglie abilmente, li individua tra categorie antipatiche (“i burocrati”) o in forte crisi di popolarità e identità come i sindacati. Tenta di trasformare le riforme in un fatto muscolare. Punta a rendere eroico il proprio percorso sulla strada delle riforme che la Bce ci ha chiesto con insistenza.

 

renzi gianninirenzi giannini

Non c’è dubbio che vincerà la battaglia, lo spaccone di Palazzo Chigi. La vincerà perché controlla il Pd e la sua minoranza e perché con il Patto del Nazareno può contare anche sul soccorso azzurro di Forza Italia. I sindacati che proveranno a opporsi sulla riforma del lavoro resteranno isolati e senza sponde, costretti a impersonare l’odioso “fronte del no” e della “conservazione”. L’unica cosa che resta da capire è se alla fine la riforma sarà una buona riforma per l’Italia, o sarà solo un distintivo da mettere sulla giacca del premier.

 

 

pier carlo padoanpier carlo padoan

2. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Fluviale intervista del Corriere a Pier Carlo Padoan che avverte: “Avanti su tagli e risparmi, ma teniamo conto della crisi. Nella ricerca dell’efficienza si possono mettere in discussione anche posizioni acquisite. Draghi? Ci sentiamo spesso. La spending review è una scelta politica”. Il ministro del Tesoro bolla come “favole, cose che mi annoiano” le voci su sue tensioni con Renzie e parla di “piena sintonia” con le posizioni del presidente della Bce (pp. 2-3).

 

ANDREA ORLANDO MATTEO RENZIANDREA ORLANDO MATTEO RENZI

E i tagli colpiscono anche lo Sblocca-Italia, che sembrava già pronto. Repubblica: “Enti locali, bilancio in rosso per una partecipata su quattro. Niente fondi nello Sblocca-Italia. Lo studio del commissario alla Spending Review, Cottarelli. A costo zero le misure di venerdì. Slitta la legge di Stabilità” (p. 10). 

 

Per la Stampa, invece, “Scovate le risorse per i cantieri. Si tratterebbe di fondi stanziati e mai spesi. Domani vertice Lupi-Padoan” (p. 5). Il Messaggero spiega bene lo scontro in atto: “Ma fra Tesoro e Palazzo Chigi è braccio di ferro sugli sgravi. Misure troppo costose, deficit a rischio. Padoan frena sugli incentivi nel decreto. Sui bonus all’edilizia però Renzi non cede. Il rinnovo inserito nel provvedimento finale” (p. 3).

 

maurizio lupimaurizio lupi

Intanto si fa vivo il Rigor Montis con un’intervista a Repubblica. Oltre a rivendicare il merito di aver reintrodotto la tassa sulla prima casa, il Bocconiano Sapiens si mette a giudicare Renzie: “finora un bravo allenatore, ma la squadra deve segnare qualche gol” (p. 9).

 

 

3. TUTTI A SCUOLA PER DECRETO

Renzie approfitta del fatto che il ministro Giannini sia a Rimini da Cl per presentare la riforma della scuola. “Scuola, svolta sui precari. Subito l’assunzione per 100mila professori. Renzi pronto ad annunciare venerdì la decisione. Ancora incerti i numeri, servirà un miliardo e mezzo” (Repubblica, p. 6). Il Messaggero rovina la festa e ricorda il problema dei professori che non riescono ad andare in pensione pur avendo i requisiti: “Docenti, i “quota 96” restano bloccati. Scuola, la riforma non interviene sui 4.000 che non possono andare in pensione per le norme Fornero. I sindacati continuano a chiedere un provvedimento ad hoc oppure una misura da inserire nella prossima legge di Stabilità” (p. 7).

 

4. GIUSTIZIA À LA CARTE

silvio berlusconi forza italiasilvio berlusconi forza italia

Fino all’ultimo il ministro Orlando sceglie la strategia dei ballon d’essai per la riforma della giustizia. Repubblica: “Prescrizione congelata e meno ricorsi in appello, ecco la riforma della giustizia. Nel pacchetto del ministro Orlando anche il patteggiamento allargato ai reati fino a 8 anni. E resta la legge Cirielli. Con la doppia sentenza conforme sarà impraticabile il ricorso in Cassazione. Ieri gli incontri con l’Anm e gli avvocati. Oggi quelli con i partiti di maggioranza e opposizione” (p. 17). Per il Corriere, invece: “Giustizia, il governo stringe sulla responsabilità dei giudici. Affondo di Grillo contro Orlando” (p. 11).

 

denis verdinidenis verdini

E sul Messaggero spuntano anche le intercettazioni: “Giustizia, giro di vite sulle intercettazioni e ricorsi più difficili. Il governo verso una legge sugli ascolti e sul processo penale. Si tratta sulla riforma. M5S contro il ministro, Forza Italia lo difende” (p. 6).

 

 

5. L’ABBRACCIO DEL CAINANO

Dopo l’allarme delle sue aziende, che hanno bisogno di “stabilità”, il Cavaliere continua nella strategia della linea morbida con il governo Renzie. “Berlusconi vede Letta e Verdini: avanti con il dialogo. L’ex premier preoccupato per gli scenari internazionali. Domani vertice con il partito sulle riforme. Il leader insiste con i suoi sulla linea della ‘coesione nazionale’” (Corriere, p. 11).

 

beppe grillo e roberto fico a napoli beppe grillo e roberto fico a napoli

Interpretazione autentica sul Giornale di famiglia: “Il Cav aspetta il premier al varco: il fine settimana sarà decisivo. Berlusconi tace in attesa del Cdm di venerdì e del Consiglio Ue di sabato per poter valutare le iniziative di Renzi. Telefonata con il leader Ppe Poettering e incontro con Letta e Verdini”(p. 8).

 

 

6. SPRECHE-RAI

Il Cetriolo Quotidiano intervista il presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, che denuncia: “In Rai ci sono 1,3 miliardi di appalti ma nessuno deve sapere. Siamo riusciti a bloccare un finanziamento di 750mila euro a Cl per il Meeting di Rimini. Ma quando abbiamo chiesto di avere l’elenco di tutte le commesse esterne, in Viale Mazzini si è alzato un vero e proprio muro di gomma” (p. 5). Forse anche qui bisogna chiamare Lurch Cottarelli, oppure la Rai è più intoccabile delle municipalizzate?

MARCO PATUANOMARCO PATUANO

 

 

7. TELECOM-MEDIA DO BRASIL

Oggi giornata di cda per Telecom Italia, alle prese con la partita brasiliana su Gvt: “Offerta Telecom, la scelta dei nove. Decisivo il voto dei consiglieri indipendenti per l’alleanza con Vivendi. Oggi il board del gruppo guidato da Patuano e, a seguire, quello della partecipata Tim Brasil”. Partita tutta da giocare anche in Vivendi: “Il primo test per Bollorè e la fronda interna. Domani l’esame delle proposte da parte della società francese. Il ruolo di Fourtou” (Corriere, p. 26).

Vincent BollorèVincent Bollorè

 

Per Repubblica, “Alierta pressa Bollorè. Oggi l’offerta di Telecom: ‘Gvt vale 7 miliardi’. Vivendi potrebbe salire al 15-20% del gruppo italiano. Telefonica pensa al rilancio per chiudere la partita. Italiani e spagnoli pronti a svenarsi per il mercato brasiliano. La società guidata da Patuano potrebbe mettere sul piatto 7,3-7,4 miliardi, ma non di più” (p. 23).

cesar_aliertacesar_alierta

 

 

8. OCCHIALI RIGATI

Andrea Guerra non avrebbe accettato di condividere il potere con un secondo amministratore delegato. E’ questo il retroscena pubblicato oggi dal Corriere sul cambio ai vertici di Luxottica. “La svolta sui poteri in Luxottica. Così è arrivato l’addio di Guerra. Il piano di Del Vecchio per un co-amministratore delegato. Dalla chiamata di Renzi per la squadra di governo alle scelte del fondatore per l’assetto del gruppo. Il colloquio di febbraio tra il patron del gruppo e il manager” (p. 27)

 

Andrea Guerra Andrea Guerra

 

9. INTESA, PIÙ POTERI A BAZOLI & FRIENDS

LEONARDO DEL VECCHIO jpegLEONARDO DEL VECCHIO jpeg

D’ora in poi il consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo non avrà solo la supervisione delle strategie, ma anche il compito di definirle in concreto. Su richiesta di Bankitalia cambiano le regole della governance nella banca presieduta da Giovanni Bazoli. Lo anticipa il Sole 24 Ore: “Intesa cambia le regole del duale. Accolte le richieste della Vigilanza: più poteri strategici al consiglio di sorveglianza. I due consigli hanno approvato a fine luglio un progetto di modifica dello statuto, ora si attende il via libera della Banca d’Italia” (p. 1 dorso Finanza & Mercati). Abramo Bazoli, nonostante il duale sia in scadenza, aumenta i propri poteri.

GIOVANNI BAZOLI SI RIPOSA FOTO LAPRESSE GIOVANNI BAZOLI SI RIPOSA FOTO LAPRESSE

 

 

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...