teatro vittoriale

VENI, VIDI, VATE - SABATO SARÀ INAUGURATO IL TEATRO ALL’APERTO DEL VITTORIALE FINALMENTE COMPLETATO COME LO VOLEVA D’ANNUNZIO. SPERIAMO LA FESTA NON SIA ROVINATA DA CONTESTAZIONI POLITICHE O FLASHMOB ICONOCLASTI (LA STRUTTURA E' COSTOSISSIMA) - DAVANTI RESTA IL FUTURO DI UNA STAGIONE ESTIVA DI VENTI CONCERTI E, NEL 2021, CENTENARIO DEL VITTORIALE, ANCHE DI CINEMA ALL'APERTO…

Luigi Mascheroni per Il Giornale

 

teatro vittoriale 4

Immotus nec iners. «Fermo ma non inerte», che è una frase di Orazio, ma anche il motto che orna lo stemma del Principe di Monte Nevoso, titolo concesso a D'Annunzio dal Re d'Italia su iniziativa di Mussolini il 15 marzo 1924, dopo l'annessione di Fiume all'Italia.

 

Nemmeno il Vittoriale, immenso e immobile, è mai inerte. Da quando il Comandante arrivò qui a Gardone Riviera, sulla sponda bresciana del lago di Garda, era il 27 gennaio 1921, e vide la vecchia villa appartenuta al dottor Thode, la affittò, poi la comprò regalandola allo Stato (per non pagare il mutuo) e cominciò a rifarla,

 

il Vittoriale degli Italiani, con l'intero complesso di edifici, vie, piazze, il teatro all'aperto, i giardini e i corsi d'acqua, a cui si aggiungono oggi con la Riconquista del Vittoriale lanciata da Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione dal 2008 - laghetti, musei, serre, vigneti, canili, restauri, sculture d'arte contemporanea, nuove illuminazioni, riscoperte, riaperture e ampliamenti... continua a muoversi: si rinnova, si modernizza, si espande, si arricchisce.

 

teatro vittoriale 3

Il Vittoriale fu l'ultima opera insieme letteraria, artistica e filosofica - della vita di D'Annunzio. Il suo «Libro di pietre vive». E ogni volta che si torna qui, si trova qualcosa di nuovo da leggere, da vedere.

 

Il nuovo, inedito capitolo è imponente. È il «perfettissimo teatro» all'aperto, affacciato sul lago, che fu ideato da Gabriele d'Annunzio ma mai portato a termine neppure lui riuscì a trovare il denaro necessario... e che ora è stato completato secondo il progetto originario: la struttura in cemento grezzo, rovinato dal tempo, è stata ricoperta con lastre di marmo rosso di Verona - costosissimo! - secondo la volontà del Poeta. Semper Adamas. «Duro come il diamante».

D ANNUNZIO

 

Benvenuti nell'anfiteatro del Vate, il più bello d'Italia. I lavori sono stati completati cinque mesi fa, l'inaugurazione era prevista il 12 marzo, compleanno del Comandante, poi c'è stato l'assalto del virus, e tutto è stato spostato a sabato, 4 luglio, giornata di festa per il Vittoriale, che sarà a ingresso gratuito: alle 11,30 solenne alzabandiera al Pilo del Piave, davanti agli archi d'ingresso del teatro, ricoperti per l'occasione dalla più grande bandiera della Regione Lombardia mai realizzata, 12 metri per 6, e poi gli interventi - sul rinnovato palcoscenico del teatro - del governatore Attilio Fontana, dell'assessore alla Cultura della Regione Lombardia Stefano Bruno Galli e del Presidentissimo del Vittoriale Giordano Bruno Guerri, sempre più dannunziano nello spirito e nel physique du rôle, il quale in dodici anni sulla tolda della casa-museo di Gardone l'ha trasformata,

 

teatro vittoriale 2

riaperta in tutti gli spazi, recuperato ogni oggetto, trasformato un luogo per nostalgici in un museo ipermoderno, defascistizzato la figura di D'Annunzio («Quando sono arrivato, la prima cosa che ho fatto è far revocare la licenza alle bancarelle di teschi, busti e ciarpame nel piazzale qui davanti»), privatizzato la Fondazione, sistemato i bilanci, lavorato su marketing e comunicazione, e portato i visitatori da sì e no 10mila al mese ai 280mila del 2019, epoca pre Covid, oltre aver trovato nuovi sponsor privati e contributi pubblici.

 

d'annunzio - vittoriale

Per perfezionare definitivamente il già «perfettissimo teatro» progettato nel 1930 da Gian Carlo Maroni, l'architetto del Vittoriale, iniziato come cantiere nel '35 con lo sbancamento della collina e lo scavo della buca, ancora incompleto nel '38 alla morte di D'Annunzio perché il Duce aveva da tempo chiuso i cordoni della borsa, e terminato, senza le coperture in marmo, nel '52 sono occorsi un milione e 300mila euro, recuperati con un finanziamento di 500mila euro stanziato dalla Regione Lombardia, altri 500mila prestati a tasso zero dalla Banca La Valsabbina e il resto saldato direttamente dal Vittoriale. Habere non haberi. «Possedere, non essere posseduti».

 

Eccoci qui. D'Annunzio lo chiamava il «Parlaggio». Adesso il teatro è impeccabile e magnifico. Come lo sognò lui nel Fuoco, nel 1900: «Egli vedeva su le gradinate del novo teatro la folla vera, l'immensa folla unanime di cui aveva sentito l'odore e udito il clamore dianzi nella conca marmorea sotto le stelle». Memento audere semper.

 

giordano bruno guerri

Siamo qui, nel punto più panoramico che fa da palco reale. Le lastre di marmo rosso splendono sotto il sole di mezzogiorno, 1500 posti a sedere tra platea e galleria, i muri riportati ai colori originari - bianco e grigio - senza più il giallone come la Prioria lì dietro, e qui di fronte, con l'enorme cavallo blu di Mimmo Palladino che si staglia sul lago, l'isola del Garda, con il Monte Balbo a sinistra, e la Penisola di Sirmione e la Rocca di Manerba in cui a Goethe parve riconoscere il profilo di Dante, dal Sommo al Vate - a destra.

 

gabriele dannunzio 1

Dietro, c'è la volontà di ferro di Giordano Bruno Guerri nel portare a terminare quello che da oggi è il teatro all'aperto più bello d'Italia lo scopriranno per primi, sabato, migliaia di ospiti, e speriamo la festa non sia rovinata da contestazioni politiche o flashmob iconoclasti mentre davanti resta il futuro di una stagione estiva di venti concerti e, nel 2021, centenario del Vittoriale, anche di cinema all'aperto. Ulivi, bouganville, roseti e megaschermo.

A proposito, a fine anno esce Il cattivo Poeta di Gianluca Jodice, regista nell'orbita di Sorrentino, sugli ultimi anni di vita di Gabriele d'Annunzio alias Sergio Castellitto. Film (girato per due settimane a gennaio anche qui) dove si vede il Comandante disperarsi perché non riesce a vedere finito il suo anfiteatro.

 

Ha dovuto aspettare il 2020, ma ne valeva la pena. A proposito, chissà come avrebbe reagito, vedendolo, l'Immaginifico. «Saltellando e ballando. Lo faceva quando era contento», lo mima, ballando e saltellando, Giordano Bruno Guerri.

 

Hic manebimus optime. «Qui staremo benissimo». Che, mutuato da Tito Livio, era il motto dei Legionari. Ma anche una frase perfetta a cui pensare, seduti qui, sulle gradinate.

d'annunzio - vittorialedannunzio al marevittoriale d'annunzio 1GABRIELE D ANNUNZIOfederico d annunzio pronipoteD ANNUNZIOvittoriale 5federico d'annunzio giulia mazzonid'annunzio - vittorialevittoriale d'annunziod'annunzio - vittorialeVITTORIALEil vittoriale d'annunzio 4d'annunzio - vittoriale

 

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