LA VENERE DI MILO - SANDROCCHIA METTE IN SCENA L’AMORE CON FELLINI: “17 ANNI DI PASSIONE CLANDESTINA. MA IO NON VOLEVO DIVENTARE LA FIDANZATA UFFICIALE, LA ROUTINE DISTRUGGE LA MAGIA”

1. ‘FEDERICO, COME HERE!' - L'AMARCORD DELLA MILO
Da ‘La Repubblica - Roma'

Federico... come here! A m'arcord Fellini" è il titolo dello spettacolo dedicato al regista romagnolo, con l'interpretazione di Sandra Milo e la colonna sonora di Nino Rota, che sarà in scena al teatro Arcobaleno fino al 13 aprile.

Sandra Milo, musa ispiratrice di Fellini, in un intreccio di ricordi, sogni e realtà, rende omaggio al celebre cineasta. In forma di evocazione, l'attrice riporta alla memoria il mondo e le atmosfere del grande regista, regalando al pubblico ricordi vissuti in prima persona, durante il lungo periodo di amicizia e collaborazione artistica con Fellini, e rivelandoci particolari inediti legati ai set dei film "Giulietta degli Spiriti" e "8 e 1/2" e ai provini per "Amarcord".

Come Anita Ekberg invocava Marcello Mastroianni nella celebre scena della Fontana di Trevi in "La dolce vita", allo stesso modo Sandra Milo evoca Federico Fellini sul palco dell'Arcobaleno; qui fa rivivere il sapore di sequenze indimenticabili del grande cinema di tutti i tempi: saranno attori in carne e ossa, non immagini proiettate, a dar forma e sostanza a Guido Anselmi, Carla, la Gradisca, Teo lo zio matto, Zampanò, Gelsomina, Susy, Iris, Fanny.

E l'attrice dà anche vita ad un singolare rapporto "a distanza" con Fellini: gustoso, divertente, di grande eleganza e ricco di sorprese. Il racconto si svolge tra vita privata e vita pubblica attraverso i ricordi di chi ha conosciuto Federico Fellini, in una narrazione che torna nei luoghi che ispirarono il cuore e la fantasia del regista. Testo di Nicola Bonimelli e regia di Walter Palamenga.
(g. s.)


2. SANDRA MILO: ‘PORTO IN SCENA LA DOLCE VITA CON IL MIO AMORE FELLINI
Paolo Scotti per "il Giornale"

Lo diceva Anita a Mastroianni, immersa nella fontana. «Marcello, come here!». E cinquant'anni dopo (con un filo d'ironia), lo ripete Sandra: «Federico, come here!».

Già: perché la vera musa di Fellini fu Sandrocchia (come la chiamava il maestro); non la Ekberg. E Federico, come here! - lo spettacolo con cui, da stasera al Teatro Arcobaleno di Roma, Sandra Milo ripercorre fasti e magie della sua dolce vita felliniana - lo rivendica.

«Io e Federico siamo stati follemente innamorati, all'insaputa del mondo, per diciassette anni. Ero bella, allora, e la bellezza ispira sempre gli artisti. Anche per questo credo che lui mi amasse. Ho aspettato che lui e la moglie morissero, prima di svelare tutto, alcuni anni fa. E oggi, con questo spettacolo (ideato da Walter Palamenga, che in scena interpreta Fellini, e scritto da Nicola Bonimelli) ripercorro quell'antico amore».

Uno spettacolo-confessione, dunque? Una rivendicazione? Un outing scenico?

«Il racconto insolito di un amore insolito. Rievocato dai miei ricordi in prima persona, con l'apporto elegante ed intrigante di attori, cantanti, ballerini, sulle inconfondibili note di Nino Rota. Cercando anche di restituire l'atmosfera di un mondo in cui il cinema era sogno. E il cinema si faceva sognando».

Dunque amante nella finzione di «Otto e mezzo» come nella realtà?

«Non esattamente. Come con Marcello verso Carla (cioè il personaggio di Federico verso il mio personaggio) allora l'attrazione di Federico per me era solamente fisica. Io invece m'ero proprio innamorata di lui. Aspettai che se ne accorgesse. E la passione travolse entrambi durante Giulietta degli spiriti. In modo fatale, totalizzante. Inesorabile, anzi. Perché nemmeno la morte ha potuto interromperla».

Ma lei non era amica per la pelle di Giulietta Masina, devota moglie di Fellini?

«Fummo molto amiche a lungo, si. Ma ammesso e non concesso che abbia saputo qualcosa, Giulietta era una donna speciale, molto diversa dalla moglie borghese che s'immagina. E certamente avrebbe capito. In ogni modo, anche se avessi voluto, non sarei mai riuscita a staccarmi da Federico».

Eppure il biografo più accreditato di Fellini, Tullio Kezich, nega che questa passione sia mai esistita. La definisce solo una sua «simpatica, fantasiosa costruzione mentale».

«E che poteva saperne, Kezich? Federico non era uomo da confidare i propri amori a nessuno. L'unico col quale parlò di me fu Mastroianni. Ma molti altri lo sapevano: il produttore Cristaldi, ad esempio».

E allora perché finì? Perché era una passione clandestina?

«Al contrario. Proprio la sua segretezza lo rendeva un amore straordinario: da favola. Mentre quando lui cominciò a fare per noi progetti sentimentali e professionali, io mi spaventai. La routine di un rapporto "ufficiale" avrebbe distrutto la magia. E io non volevo che la nostra storia diventasse la stessa di tutti».

Fu per questo che rifiutò il suo terzo ruolo felliniano, quello di Gradisca in Amarcord? Le costò fatica?

«Non tanto per il ruolo in sé. Ma perché non avrei più avuto la possibilità di stare vicina al mio amore».

Lei incarnava allora l'immagine biondissima e trionfante dell'«oca giuliva». Ne era consapevole?

«Erano il mio fisico e la mia voce, a spingermi verso quel tipo di personaggio. Sul quale, poi, io giocavo con ironia. In quegli anni per le donne non era consigliabile mostrarsi troppo intelligenti. Gli uomini preferivano bellezze che non danno pensiero. Forse è ancora così».

Non per passare dalle stelle alle stalle... ma lei è ricordata anche per il grido con cui reagì ad uno scherzo telefonico di pessimo gusto, che le fecero anni fa in diretta tv.

«Ah, si... Quando mi dissero che mio figlio aveva avuto un incidente e io gridai in diretta disperatamente "Ciro, Ciro!". Quella scena è diventata un must mediatico. Cominciò a sfottermi Blob, che lo ripropose per anni. Poi venne Paolini con Target e addirittura un programma radiofonico dallo stesso titolo. Ma quello fu per me un momento realmente atroce. E nonostante siano passati anni, davvero non trovo alcun motivo per riderci su».

 

 

 

Sandra Milo SANDRA E CIRO MILO SANDRA MILO Vladimir Sandra Milo e presentatori SANDRA MILO ROBERTO BENIGNI RINO BARILLARI SANDRA MILO SANDRA MILO SANDRA MILO SANDRA MILO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…