giorgia meloni beatrice venezi

“FOSSI STATA SCELTA DA GIORGIA MELONI SAREI ANCORA ALLA FENICE. SONO STATA FATTA CARNE DA MACELLO, NESSUNO MI HA TUTELATA” – LA BACCHETTA NERA MELONIANA “BEATROCE” VENEZI SEDOTTA E ABBONDONATA DALLA DESTRA VA AL CONTRATTACCO DOPO ESSERE STATA SILURATA DA “LA FENICE”: “NON HO MAI AVUTO UNA TESSERA DI PARTITO, NON HO MAI FATTO POLITICA IN VITA MIA. SE TORNASSI INDIETRO NON CEDEREI ALLA RICHIESTA INSISTENTE DI MELONI DI SUONARE A UN CONVEGNO DI FDI, PRIMA DEL VOTO DEL 2022. QUESTA DESTRA AVEVA BISOGNO DELLA MIA FACCIA PULITA E MI HA UTILIZZATA E POI BUTTATA VIA. NON SONO STATA DIFESA PERCHÉ NON SONO ORGANICA AL PARTITO - MELONI HA DATO IL VIA LIBERA AL LICENZIAMENTO? NON VA CHIESTO A ME, IO NON HO AVUTO ALCUN TIPO DI CONTATTO CON ROMA" - L'AZIONE LEGALE ("HO SUBÌTO UNA CAMPAGNA DIFFAMATORIA, FINO AL BULLISMO") E LE BACCHETTATE A COLABIANCHI: “IL SOVRINTENDENTE HA CONCESSO ALL’ORCHESTRA DI FARE UNA CAMPAGNA DI ODIO CONTRO DI ME. LUI VORREBBE FAVORIRE LA MOGLIE SOPRANO? MAGARI VA DETTO A REPORT”

Fazzolari, 'Venezi una grande artista, vittima di un pregiudizio ideologico'

(ANSA) - Nicola Colabianchi, sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, "ha agito in autonomia" nella decisione di annullare le collaborazioni con Beatrice Venezi. Lo ha detto Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma. "Non compete a noi", ha precisato Fazzolari, rimarcando che "l'unica conseguenza è che una grande artista ha dovuto lasciare per un pregiudizio ideologico". (ANSA).

 

BEATRICE VENEZI

Monica Guerzoni per il Corriere della Sera - Estratti

 

« Come sto? Sono serena. Sto ricevendo migliaia di messaggi, mail, commenti social.

beatrice venezi giorgia meloni

Un’ondata di affetto dall’Italia e dall’estero perché la notizia è esplosa nel mondo». Beatrice Venezi risponde al cellulare da Los Angeles.

 

 

(...)

Il contesto è quello del licenziamento dalla Fenice di Venezia, arrivato a sorpresa dopo l’intervista al giornale argentino La Nacion. Non ha sbagliato ad accusare la Fenice di nepotismo?

«Non ho accusato nessuno di nepotismo. L’intervista alla Nacion parla chiaro. Vogliamo dire della disparità di trattamento da parte della fondazione nei miei confronti? I dipendenti sono andati avanti per mesi con denigrazioni e diffamazioni, con il tacito consenso del sovrintendente».

 

 

Scherza?

colabianchi venezi

«No. Se si fanno proclami dal palco durante un concerto senza il via libera del sovrintendente si rischiano lettere e sanzioni, che dalla fondazione non sono mai arrivate ai responsabili.

 

Colabianchi ha concesso all’orchestra di fare una campagna di odio contro di me, con spillette e lancio di volantini, dando al mondo un’immagine scadente della Fenice. Hanno messo in discussione la mia competenza, il mio talento, il mio percorso. Sono arrivati a dire che il Colòn di Buenos Aires è un teatro di provincia».

 

 

I concorsi alla Fenice sono durissimi. Come può dire che gli orchestrali si tramandano il posto di padre in figlio?

«Mai detto. Era un paragone tra la mia situazione e quella presente nel nostro mondo. Io non vengo da una genealogia di musicisti, mi sono fatta da sola e nessuno ha avuto per me il minimo rispetto, umano prima che artistico».

giorgia meloni beatrice venezi

 

(...)

Nomi e cognomi dei presunti figli di?

«Ad esempio Marco e Anna Trentin, attualmente in organico, parenti dello storico oboista della Fenice, Giorgio. Magari sono i migliori sulla piazza, oppure no. Ma è evidente che ci sia una facilità».

 

Sospetta concorsi «truccati»?

«Mai detto. Ma al momento di scegliere, l’appartenenza a una famiglia di musicisti gioca un ruolo. Un vantaggio competitivo che io non ho mai avuto».

 

Non è un vantaggio ben maggiore essere scelti da un premier?

«Eh no! Io sono stata scelta dal sovrintendente. Fossi stata scelta da Giorgia Meloni sarei ancora alla Fenice».

 

La premier l’ha chiamata?

«Non ho sentito nessuno di FdI. Le uniche testimonianze di solidarietà le ho avute da Salvini, Ceccardi e Santanchè. Se tornassi indietro non cederei alla richiesta insistente di Meloni di suonare a un convegno di FdI, prima del voto del 2022. Guardi lei quanti danni ho avuto in cambio... Sono stata fatta carne da macello, nessuno mi ha tutelata».

 

Perché il governo non l’ha difesa?

BEATRICE VENEZI

«Perché io non ho tessere e non sono funzionale. Non sta a me fare valutazioni politiche, decideranno gli italiani quando sarà il momento di votare».

 

(…)

 

Per la sinistra, lei ha fatto carriera perché è di destra. E la destra, che prima la incensava, ora la scarica. Perché?

«Non ho mai avuto una tessera di partito, non devo niente a Roma, non ho mai fatto politica in vita mia. Mio malgrado sono diventata un simbolo di cambiamento. Questa destra aveva bisogno della mia faccia pulita e mi ha utilizzata e poi buttata via. Non sono stata difesa perché non sono organica al partito».

 

E il premio Atreju, la festa di FdI?

«Quel premio lo hanno ricevuto anche tanti personaggi dello sport e dello spettacolo. E poi, se fossi stata la raccomandata che tutti dicono, sarei ancora saldamente alla Fenice. Invece chi è ancora là è il sovrintendente, contro cui sono state fatte non so quante proteste».

 

Colabianchi si deve dimettere?

«Non entro in queste dinamiche».

 

Insinuano che il sovrintendente vorrebbe favorire la moglie soprano. Ne sa nulla?

«L’ho letto sul Corriere , mi sembra un elemento molto importante di riflessione, magari va detto a Report ».

 

Le va intanto di dirci se è vero che Meloni non ha dato il via libera al licenziamento?

BEATRICE VENEZI

«Non va chiesto a me, io non ho avuto alcun tipo di contatto con Roma. Per dire del savoir faire , le rivelo che ho saputo dell’annullamento dall’Ansa. Il sovrintendente mi ha spedito una mail senza farmi prima una telefonata».

(...)

 

Farà causa? E contro chi?

«L’aspetto legale è in costruzione, lo farà il mio avvocato. Ma voglio dire ancora qualcosa sulla disparità di trattamento tra me e i dipendenti. Negli ultimi mesi ho subìto una campagna diffamatoria, fino al bullismo».

 

 

In che modo i lavoratori, che ora ricevono minacce di morte, l’avrebbero bullizzata?

«Molti sono andati in tv sui media italiani ed esteri mettendoci la faccia, denigrando la mia professionalità e la mia carriera».

 

(...)

C’è chi pensa che lei abbia pagato anche l’amicizia con il presidente della Biennale, Buttafuoco, in rotta con Meloni e Giuli per aver riaperto il padiglione russo.

beatrice venezi presenta la sua Carmen al teatro Verdi di Pisa

«Penso che Buttafuoco faccia bene, sono una sua grande sostenitrice. Viva l’arte libera, viva gli intellettuali liberi».

 

Davvero crede che la sinistra governi la cultura, anche se a comandare è la destra?

«È la verità, Colabianchi si è trasformato nel perfetto cavallo di Troia a favore dei sindacati e della sinistra. Era più facile farmi fuori per mantenere il quieto vivere e tenersi il doppio stipendio, sovrintendente e direttore artistico.E l’orchestra mi ha così osteggiata per paura del nuovo, paura di uscire da una struttura consolidata in cui si è sempre fatto così».

 

 

beatrice venezi

 

Così come?

«Meglio venti Traviata all’anno piuttosto che sperimentare repertori nuovi. Il sindacato non voleva abdicare al controllo artistico. Hanno trovato un sovrintendente senza grandi attributi e hanno rinunciato alla possibilità di un rinnovamento e di rilancio internazionale».

Ne avevano bisogno? La Fenice è un grande teatro, storico e prestigioso.

«Vero. Ma come orchestra non figura nemmeno tra le prime cento. Ho trovato penoso che si siano paragonati ai Berliner».

 

 

 

In futuro, starà alla larga dalla politica?

STRISCIONE SU COLABIANCHI VENEZI

«Questo è poco ma sicuro».

concerto di capodanno al teatro la fenice di venezia - spilla contro beatrice venezi

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