VECCHIA SOLFA, NUOVI INSULTI - LUIGI MANCONI E MARCO TRAVAGLIO SUL CASO SHALABAYEVA SI DANNO DEL BERLUSCONIANO A VICENDA

1. I "CLANDESTINI" DI TRAVAGLIO
Luigi Manconi per "l'Unità"

Qualche giorno fa, nel corso della trasmissione televisiva Servizio Pubblico, condotta da Michele Santoro (Michele Santoro!), si è ascoltato Marco Travaglio (Marco Travaglio!) parlare di un "centro per immigrati clandestini". Va detto subito che in Italia, tra i molti centri (nessuno dei quali particolarmente ospitale) destinati a stranieri, non si annovera un C.I.C.: ovvero l'acronimo che starebbe per "centro per immigrati clandestini".

Probabilmente Travaglio si riferiva al CIE (centro di identificazione ed espulsione) di Ponte Galeria, nel quale sono state trattenute Alma e Alua Shalabayeva: ma il pensiero e la lingua gli sono scappati e ha pronunciato quel terribile "clandestini". In un primo momento ho immaginato che la paranoia colpevolizzante e criminologica della cultura di Travaglio potesse indurre quest'ultimo a vedere in ogni immigrato un po' così - marginale e magari irregolare - un clandestino e, di conseguenza, un delinquente.

Ma ho troppa considerazione verso Santoro e Travaglio per attribuire loro un pregiudizio così torvo e discriminatorio. Ho concluso, dunque, che quel "clandestini", impropriamente e irresponsabilmente utilizzato, avesse piuttosto un'altra origine. Fosse, cioè, un segno ulteriore di quella egemonia culturale del berlusconismo, pur nella sua fase estrema e declinante, di cui in quella stessa trasmissione ha parlato un Gianni Cuperlo particolarmente tonico e in palla.

Sì, dev'essere proprio così, se è vero che quel termine così cupamente denotativo e stigmatizzante viene utilizzato da tanti che, a parole, e persino con enfasi eccessiva, proclamano il proprio virtuoso e infrangibile "antirazzismo" (compresi soi-disant comunisti e militanti ultra-sinistrici e centrosocialistici). Avviene, insomma, che la crisi politica del berlusconismo operi più rapidamente di quanto proceda, sempre che proceda davvero, il disgregarsi del suo apparato ideologico-culturale.

E di quell'apparato, l'orientamento e i correlati dispositivi linguistici e interpretativi nei confronti dell'immigrazione costituiscono una componente assai importante. In quell'orientamento, l'equazione immigrato=minaccia sociale e, di conseguenza, criminale e clandestino, gioca un ruolo molto significativo. Ma di tutta la sequenza, è quel "clandestino" che merita grande attenzione. Perché più subdolo e, allo stesso tempo, più iniquo.

Tanto più che quel termine - utilizzato in Italia pressoché esclusivamente per definire il militante del terrorismo di destra o di sinistra - si porta appresso fatalmente l'insidia dell'agguato, dell'aggressione alle spalle, della cospirazione nell'ombra. Ed è parola che utilizzata per un ventennio dal leghismo e dalle formazioni di destra, arriva a ottenere infine riconoscimento normativo con la legislazione sulla sicurezza dell'ultimo governo Berlusconi: quella che ha introdotto prima l'aggravante (bocciata dalla Corte Costituzionale) e poi il reato di "immigrazione clandestina".

Se consideriamo l'origine di questo termine, la sua etimologia appare sufficientemente chiara: deriva dal latino clam-des-tinus. Clam discende da Kal o cal, particella che ritroviamo nei termini "celare" e "occulto". A questa radice, nella seconda sillaba, sembra aggiungersi dies (giorno). Letteralmente, quindi, ciò che sta nascosto al giorno. Ovvero quanto non è alla luce del sole.

Pensiamo, per comprendere di quale alterazione di linguaggio e di senso stiamo parlando, a ciò che è accaduto, nella forma più tragica e dirompente, con il naufragio del 3 ottobre davanti a Lampedusa. In quella circostanza, come in tante altre precedenti, si è palesato lo scarto crudele che separa quelli che - ricorrendo al titolo di un libro fondamentale - possiamo chiamare "i sommersi" e "i salvati".

Nella percezione collettiva e nel linguaggio comune, i sommersi assumono la dimensione e il nome di vittime. I salvati, ovvero quanti non sono morti in mare, diventano fatalmente i clandestini. Anche se la loro presenza e, ancor prima, il loro apparire sono quanto di meno clandestino si possa immaginare. Osserviamo quelle donne, quei bambini, quegli uomini che sbarcano a Lampedusa, illuminati dai fari delle forze di polizia e dalle luci delle televisioni.

Spesso semi nudi e sempre laceri, senza alcuna protezione e tutela, senza la minima difesa. Sono l'immagine stessa della massima vulnerabilità e della "nuda vita" nella sua espressione assoluta. Neonati avvinti ai seni delle madri, mani intrecciate ad altre mani, corpi che si sorreggono vicendevolmente. Difficile immaginare qualcosa di più esposto, di più visibile, di più inerme: di meno clandestino al mondo.

Detto ciò dispiacerebbe che questo ragionamento fosse considerato una sorta di esercizio futile, un accanimento linguistico o, peggio, una irrilevante questione di dettaglio. Tutti abbiamo fatto, più o meno, il liceo classico e tutti ricordiamo, più o meno, che fu Ludwig Wittgenstein ad affermare che è la parola a costruire il mondo.

Post Scriptum. Travaglio ha sbagliato i nomi propri di Alma Shalabayeva e di sua figlia, ma lo si può comprendere: quando si tratta di questioni di libertà, è sempre un po' impacciato.


2. IL BERLUSCONIANO DE SINISTRA: MANCONI
Marco Travaglio per "Il Fatto Quotidiano"

Sulla prima pagina dell'Unità, il senatore pd Luigi Manconi se la prende con me perché ho detto a Servizio pubblico che Alma e Alua Shalabayeva furono rinchiuse, dopo il rapimento, in un "centro per immigrati clandestini". Peccato mortale, perché i suddetti centri ora si chiamano "Centri di identificazione ed espulsione". Di chi? Degli immigrati clandestini. Tanto basta a questo squinternato per partirsene in un pippone di mezza pagina e accusarmi di essere vittima dell'"egemonia culturale del berlusconismo" e di essere "sempre un po' impacciato quando si tratta di questioni di libertà".

Spiacente di deludere il Manconi, ma l'idea di rinchiudere i clandestini in gabbia fu del centrosinistra, con i Cpt della legge Turco-Napolitano, votata dal senatore Manconi, non da me; e il rapimento delle Shalabayeva fu organizzato al ministero dell'Interno, retto da Angelino Alfano, salvato dalla sfiducia non da me, ma dal Pd con il voto del senatore Manconi. Che forse non lo sa, ma è alleato nelle larghe intese con Berlusconi, oltre a tenere una rubrica sul Foglio, edito dalla famiglia Berlusconi.

È vero però che il suo concetto di libertà è diverso dal mio: Manconi infatti promosse l'indulto del 2006, di cui beneficiarono decine di migliaia di criminali, fra i quali Berlusconi e Previti. Quindi, quando parla di egemonia culturale berlusconiana, è pregato di guardarsi allo specchio.

 

BIANCA BERLINGUER LUIGI MANCONI LUIGI MANCONI Marco Travaglio MARCO TRAVAGLIO AL MATRIMONIO DESPOSITO VALANZANO rimpatrio clandestini clandestiniclandestiniCLANDESTINICIE PONTE GALERIA CIE CENTRO IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE PONTE GALERIA

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO, PER GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO