pier silvio marina berlusconi fedele confalonieri paolo del debbio nicola porro mario giordano giuseppe brindisi bianca berlinguer matteo salvini giorgia meloni mediaset mauro crippa

DAGOREPORT - A MEDIASET NULLA SARÀ COME PRIMA: CON PIER SILVIO E MARINA AL COMANDO, TRAMONTA LA STELLA DEL GRAN CAPO DELL'INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA (DA OLTRE 25 ANNI SOTTO L'ALA PROTETTIVA DI CONFALONIERI) - NELLA PROSSIMA STAGIONE TV, I CONDUTTORI-ULTRA’ CHE HANNO POMPATO I VOTI DI SALVINI E ORA TIRANO LA VOLATA ALLA MELONI (DEL DEBBIO, PORRO E GIORDANO) DOVRANNO DARSI UNA REGOLATA: PIER SILVIO VUOLE UN BISCIONE PLURALISTA - LO SCAZZO DI “PIERDUDI” CON PAOLO DEL DEBBIO - NICOLA PORRO, SE NON SI TOGLIE IL FEZ, RISCHIA DI PERDERE IL PROGRAMMA: LO STIPENDIO GLIELO PAGA MEDIASET, NON FRATELLI D’ITALIA - SILVIO NON C'E' PIU', CONFALONIERI HA 87 ANNI E CRIPPA INIZIA A PRENDERE CEFFONI: LA CACCIATA DELLA D’URSO E IL LICENZIAMENTO IN TRONCO DI DEL CORNO…

pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT

Nulla sarà come prima nella prossima stagione televisiva. A partire dall’informazione targata Mediaset. Pier Silvio, d’accordo con l’autorevole pensiero della sorella Marina, vuole un Biscione pluralista, aperto a tutti i partiti, senza tifoserie e ultras di parte. Una linea finora del tutto disattesa dai talk di Rete4 che dal 1998 sono governati dal direttore generale dell’informazione, Mauro Crippa.

 

mauro crippa

All’origine del gran potere che da oltre 25 anni gestisce in maniera gelida e rigorosa il capo di Videonews troneggia il monumentale presidente di Mediaset e amico del cuore di Silvio Berlusconi, Federico Confalonieri. Scrive Carmelo Caruso, su “Il Foglio”: “Crippa chiama ‘l’altro padre’, definisce il ‘tutto’, da cui ha imparato che la ‘vita è solo sorte. Io sono stato incredibilmente baciato dalla sorte nell’incontrare Confalonieri come Confalonieri nell’incontrare Berlusconi. Può accadere che il fato mi chieda il conto. Mi farò trovare’”.

MAURO CRIPPA FEDELE CONFALONIERI

 

Con Confa schierato sempre e indefessamente dalla sua parte (mentre per Berlusconi era “il male necessario”), Crippa ha inventato il “retequattrismo” d’assalto. Ecco Del Debbio, Porro e Giordano che hanno dapprima favorito e poi fatto loro il verbo leghista fino a quando Matteo Salvini è rimasto in piedi. Una volta che il destino cinico e baro, a colpi di mojito, ha ridotto ai minimi termini il sovranismo padano, il duplex Crippa-Confa non ha fatto una piega ed è saltato velocemente sul carro del populismo alla fiamma di Giorgia Meloni.

giorgia meloni nicola porro - quarta repubblica

 

Tra un salto della quaglia e un cambio di casacca, la Cricca Crippa ha navigato a vele spiegate, del tutto indisturbata finché ad Arcore c’era Silvio Berlusconi in altre e più piacevoli faccende affaccendato. Con la scomparsa di Sua Emittenza e con un Confalonieri che il prossimo 18 luglio spegnerà 87 candeline, un‘epoca è definitivamente tramontata. E con la presa di potere dei cinquantenni Marina e Pier Silvio, la musica del Biscione non poteva non cambiare radicalmente spartito.

 

silvio berlusconi con marina e pier silvio

Intanto i due eredi si sono ritrovati “padroni”, in quanto creditori di 99 milioni, di un partito chiamato Forza Italia che grazie al perituro santino di Silvio Berlusconi è rimasto vivo e vegeto. Non solo Lui è semprevivo. L’ottimo successo alle elezioni europee, con tanto di sorpassino sulla Lega, è avvenuto in barba al fatto che il presidente di Forza Italia, Ciccio Tajani, fosse del tutto sconosciuto al “retequattrismo” meloniano della Cricca Crippa.

giorgia meloni nicola porro - quarta repubblica

 

Magari Porro e Del Debbio, presi dall’entusiasmo per le smorfie e gli occhioni roteanti della Ducetta della Garbatella, a un certo punto si sono convinti che il loro stipendio arrivasse da via della Scrofa anziché da Cologno Monzese. A riportarli con il culo a terra, ci ha pensato un Pier Silvio libero dai fantasmi paterni: recentemente avrebbe avuto, a proposito della linea editoriale di Rete4, uno scambio aspro con Paolo Del Debbio, mentre Nicola Porro, se non si toglie il fez, rischia davvero di perdere il programma.

meloni del debbio dritto e rovescio

 

La linea pluralista di Pier Silvio è stata inaugurata lo scorso anno con il sorprendente arrivo di Bianca Berlinguer, che ovviamente ha fatto storcere naso e orecchie a Crippa. All’ex “zarina“ di Rai3 , dotata di un caratterino assertivo e fumantino, è impensabile imporre ospiti e temi, come è immancabilmente accaduto con i precedenti conduttori. Con Bianca, il “retequattrismo” della Cricca Crippa non tocca palla.

 

giorgia meloni mario giordano 2

Il conduttore che oggi è più nelle corde del secondogenito di Berlusconi ha lo stile pluralista e garbato, del tutto privo di urla e “vaffa”, totalmente refrattario all’autoreferenzialità, di Giuseppe Brindisi. Senza diventare mai un agit prop di qualche partito, dal 2021 conduce in prima serata su Rete4 ‘’Zona bianca’’ e la rubrica del TG4 intitolata ‘’Diario del giorno’’. Dal 2022 è diventato vicedirettore della testata giornalistica Videonews.

giuseppe brindisi zona bianca

 

Altre a Brindisi, un altro nome il cui stile pacato di fare informazione piace a Pier Silvio si chiama Dario Maltese, giornalista e conduttore del Tg5, che recentemente è stato “provinato” nell'ultima edizione dell'Isola dei Famosi come commentatore-opinionista in studio, con buoni risultati. Attualmente conduce in solitaria su Canale 5 “Morning News”, il programma di approfondimento giornalistico che  per il resto dell'anno è occupata da Mattino 5 di Federica Panicucci e Francesco Vecchi.

 

POST SCRPTUM

bianca berlinguer

Ha sorpreso molti la furia di Pier Silvio nel far fuori Barbara D’Urso da Mediaset, senza tener minimamente presente l’ottimo rapporto che correva tra la showgirl e Mauro Crippa che con Videonews ha prodotto tutti i suoi pomeriggi e le prime serate.  Pier Silvio ha ascoltato solo Silvia Toffanin, fregandosene di tutti.

 

Altro brutto segnale per il “figlio di Confalonieri” è arrivato dal recente licenziamento in tronco di Fabio Del Corno, dirigente di primo piano, responsabile produzioni informazione della struttura di Crippa. Del Corno sarebbe finito in pieno conflitto di interessi avendo messo su un’agenzia che veicolava servizi per molti programmi del Biscione, dalla D’Urso alla Panicucci.

barbara durso pomeriggio 5 8giorgia meloni paolo del debbio dritto e rovescio giorgia meloni e paolo del debbio - dritto e rovesciogiorgia meloni nicola porro - quarta repubblica

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI