alzheimer-4

“LA DEMENZA È LA QUINTA CAUSA DI MORTE TRA GLI OVER 65” - MELANIA RIZZOLI: “QUANDO COMPAIONO I PRIMI SINTOMI, CIOÈ QUANDO IL CERVELLO INIZIA A MANIFESTARE ESTERIORMENTE LA SUA SOFFERENZA, È GIÀ TROPPO TARDI PER INTERVENIRE. LA FORMA DEMENZIALE PIÙ CONOSCIUTA È LA MALATTIA DI ALZHEIMER. LA COSA SCONFORTANTE È CHE, NONOSTANTE DECENNI DI RICERCA SCIENTIFICA E MOSTRUOSI INVESTIMENTI, L’ORIGINE DI QUESTE PATOLOGIE È AD OGGI ANCORA SCONOSCIUTA..."

Estratto dell’articolo di Melania Rizzoli per “Il Giornale”

 

Demenza 2

Ormai è diventata al pari di un’epidemia, silenziosa e sotterranea, che viene allo scoperto quando è troppo tardi, quando è già in fase avanzata e galoppa verso lo stato irreversibile, non esiste cura per farla regredire, è la quinta causa di morte tra gli over 65, e sopprime centinaia di migliaia di vite ogni anno.

 

Ognuno di noi conosce almeno una persona che ha un genitore, un familiare, un parente o un amico affetto da demenza, una malattia cronica dell’età avanzata, ma non esclusiva degli anziani, una definizione che comprende un gruppo di diverse patologie neurodegenerative del cervello, le quali però hanno quasi tutte lo stesso esito, ovvero il progressivo declino delle facoltà cognitive e intellettive, determinato dal cattivo funzionamento delle connessioni neuronali e dalla morte delle cellule nervose cerebrali, che alla fine arrivano a spegnere il cervello e quindi la vita.

Demenza

 

La progressiva riduzione delle capacità encefaliche funzionali di questi pazienti, con conseguenze importanti sulla qualità della loro esistenza, coinvolge emotivamente e quotidianamente anche tutti gli altri componenti della famiglia, che spesso trovano difficoltà a prendersi cura del parente anziano con questo grave problema di salute, che non li riconosce più, che sopravvive da estraneo inebetito e che ha necessità di assistenza continua in tutte le sue attività.

 

melania rizzoli in vaticano in vaticano

La forma demenziale più conosciuta è la malattia di Alzheimer, la più frequente che copre il 50% di tutti i tipi di demenza, ma la cosa sconfortante è che, nonostante decenni di ricerca scientifica e mostruosi investimenti, l’origine di queste patologie è ad oggi ancora sconosciuta, anche se si ipotizza una plurifattorialità di eventi, come la familiarità, la genetica, il sesso, insulti ambientali e stili di vita, e si sta affermando l’idea che i fattori di rischio per l’aterosclerosi, quali l’ipertensione, il diabete, l’ipercolesterolemia e il fumo, abbiano un ruolo nella eziopatogenesi della malattia. […]

 

Dopo decenni di studi infatti, è risultato chiaro che bloccare l’amiloide o tentare di scioglierla non ha portato ad alcun effetto sulla progressione di malattia, e tutte le aziende farmaceutiche che avevano investito miliardi in medicinali, hanno desistito, anche perché non si è mai capito davvero perché questa sostanza si depositi nel cervello dei malati di Alzheimer.

 

demenza

È noto da anni che l’amiloide è un potente antivirale ed antibatterico che il nostro corpo produce in risposta a molte malattie infettive, soprattutto croniche, e tale sostanza accerchia ed intrappola, come un collante appiccicoso, batteri, virus e funghi per favorirne la distruzione, per cui si è ipotizzata anche l’origine infettiva della demenza, ma tutte le tecniche di biologia cellulare avanzate non sono riuscite a supportare questa tesi.

 

Molti studi su pazienti sottoposti per varie patologie a lunghe, prolungate o croniche terapie con antibiotici, hanno però dimostrato che questi malati quasi mai sviluppano la demenza, per cui oggi si stanno testando antimicrobici, antivirali e farmaci che promuovono la risposta immunitaria contro virus e batteri su questi tipi di dementi, sempre nel tentativo di individuare la vera causa della degenerazione del loro cervello.

 

DEMENZA SENILE

Quando compaiono i primi sintomi di demenza, cioè quando il cervello inizia a manifestare esteriormente la sua sofferenza, è già troppo tardi per intervenire, poiché i suoi neuroni hanno cominciato ad essere danneggiati diversi anni prima, in silenzio e senza segni manifesti, per cui, quando ci si accorge delle iniziali perdite di memoria a breve termine, uno dei primi segnali, ormai è impossibile ripristinare le corrette funzioni cerebrali o fermare in processo patologico, anche se molto dipende dalle aree cerebrali colpite dalla morte delle migliaia di cellule nervose.

 

demenza

Morte che, è bene sottolinearlo, è sempre accompagnata da uno stato di infiammazione cerebrale persistente e cronica, evidente agli esami radiologici, la quale, nel momento in cui invade altre zone cerebrali, favorisce lo sviluppo tipico ed avanzato di tutto il corollario sintomatologico, quale la perdita dei ricordi, incapacità funzionali, declini cognitivi, dell’affettività e del comportamento, deflessione dell’umore e del pensiero astratto, che arrivano molto spesso anche ad impedire al paziente di riconoscersi allo specchio o di riconoscere gli stessi figlio familiari nelle fasi tardive e sempre serie della malattia.

 

roma santa e dannata melania rizzoli ph antinori

[…] In Italia, con il progressivo invecchiamento della popolazione, le demenze, a prevalenza femminile, rappresentano una delle maggiori cause di disabilità per un totale approssimativo di circa 2,5 milioni di pazienti tra Alzheimer e le varie forme di degenerazione neuro cerebrale certificate, senza contare quelle ancora sommerse, stimate in 70mila nuovi casi ogni anno.

 

Tutti i farmaci utilizzati, dagli inibitori delle colinesterasi, ai neurolettici, antidepressivi, benzodiazepine, ipnotici, antipsicotici ecc, hanno sempre avuto un valore terapeutico molto limitato, come ben sanno i familiari che assistono con sgomento, rassegnazione e dolore al declino progressivo ed inarrestabile dei propri congiunti che hanno amato e con i quali hanno condiviso la propria esistenza. […]

demenzaVITTORIO FELTRI E MELANIA RIZZOLI melania rizzoli 1melania rizzoli 2melania rizzoli 3DEMENZA SENILE 2

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....