enrico ollari roberto vannacci

“MI FA RIDERE IL DILETTANTISMO DI VANNACCI QUANDO SI RIFERISCE AI GAY” - ENRICO OLIARI, STORICO ATTIVISTA OMOSEX CON UN PASSATO DA MILITANTE NEL MSI, PUNZECCHIA IL LEADER DI FUTURO NAZIONALE: “STORACE C’ERA ARRIVATO BEN PRIMA AL ‘DICCE QUALCOSA DI DESTRA… A FROCIII’. IL RISCHIO CHE STA CORRENDO È DI AGGREGARE PERSONAGGIUCOLI CHE PER IDENTIFICARSI DI DESTRA PARLANO DI FAMIGLIA TRADIZIONALE A VANVERA, POI VORREI VEDERE COSA FANNO SOTTO LE LENZUOLA” - OLIARI VENIVA OSTEGGIATO AI PRIDE (“MI DAVANO DEL FASCISTA”) ED ERA ISCRITTO A FRATELLI D’ITALIA - LA SVELENATA CONTRO LA DUCETTA: “BASTANO LA BOLLETTA DEL GAS E IL COSTO DELLA VITA PER VEDERE CON I PROPRI OCCHI IL FALLIMENTO DEL GOVERNO” 

Estratto dalla newsletter “Prima che sia notte” di Simone Alliva 

 

Questo è il racconto di uomo gay che fu un missino ma non fascista. E non si nasconde dietro l’anonimato. Il suo nome è Enrico Oliari, 56 anni compiuti a luglio, infermiere e direttore della rivista “Notizie Geopolitiche”. Fondatore di GayLib, associazione nazionale dei gay liberaldemocratici e di centrodestra. Nonostante sia stato un militante di un partito nato dai reduci di Salò, nella sua vita ha con facilità e disinvoltura incarnato più di tutti i suoi camerati una libertà unica.

Enrico Oliari Mara Carfagna Gianfranco Fini Anna Paola Concia Paolo Patane Camera dei deputati

 

Senza mai fermarsi né davanti agli insulti né davanti alle minacce. “Fascista” glielo urlavano ai Pride (che lui ha organizzato), alle manifestazioni per le unioni civili (che lui ha contribuito a far approvare). Ma fascista, dice, non lo è mai stato. “Anzi, fui redarguito perché mi dichiarai missino ma non fascista. Da lì a pochi mesi in molti si dichiararono missini ma non fascisti”. [...]

 

Serviva molto coraggio per essere una persona gay di destra nel 1991 e se me lo consente una certa follia. Lei fondò anche la sua associazione Gaylib. Si ricorda le difficoltà che ha incontrato dentro la destra? L’avranno vista come un marziano.

 

Difficoltà sì, ma non eccessive, l’averci messo la faccia è stata la prima corazza. Anzi, ho trovato sempre porte aperte, anche perché le istanze dei diritti civili delle persone omoaffettive erano un argomento sì, nuovo a destra, ma comunque un fenomeno sociale con il quale fare i conti.

Enrico Oliari 15

 

Intervenendo ad Atreju sentivo dal pubblico risatine sotto i baffi mentre a Genova durante il Pride mi urlarono con veemenza “fascista”. quando dal palco cercavo di spiegare l’importanza della trasversalità delle nostre istanze. È stato insomma un mantra per tutta la mia militanza: “frocio” da una parte, “fascista” dall’altra. [...]

 

Nel 2013 lei si è iscritto a Fratelli d’Italia. Lo è ancora?

 

Non so quale contributo potrei apportare in Fratelli d’Italia, una destra che non è destra. Non ho rinnovato l’iscrizione perché occupandomi di geopolitica vedo Meloni e il suo partito lontani dalle mie idee e dalla realtà delle cose, di certo non “sovranisti” come si sono spacciati per conquistare voti.

 

E non occorre seguire Travaglio mentre snocciola le tante promesse rinnegate di Meloni, bastano la bolletta del gas e il costo della vita per vedere con i propri occhi il fallimento di un governo e la perdita di una grande occasione. La politica urlata quando si è all’opposizione e non applicata quando si governa sa di tradimento dell’elettorato. Ma Meloni, va detto, continuerà a riscuotere consenso perché l’alternativa di centro sinistra fatica ad essere percepita come credibile, specie sui temi della sicurezza e dell’immigrazione.

 

Bisogna riconoscere che di Giorgia Meloni lei ne condivide le radici. Anche lei viene da Alleanza Nazionale, su di lei si staglia l’ombra grande di Gianfranco Fini. Eppure sembra cristallizzata in un tempo di guerra aperta alla comunità gay: l’inesistente gender, l’idea accarezzata poi abbandonata dalla stessa premier di abolire le unioni civili, la battaglia contro le famiglie omogenitoriali. È una destra che non è riuscita ad andare a passo con i tempi rispetto ad altre destre europee?

Giorgia Meloni 2

 

Personalmente fatico ad identificare la figura di Giorgia Meloni come l’erede di Gianfranco Fini e persino come interprete del pensiero di destra: ha preso il potere con il populismo e il populismo paga solo in termini di voti e di consenso, non necessariamente di interesse reale per il Paese.

 

La sua domanda tuttavia pone una serie di questioni estremamente importanti, e io non ho problemi ad affermare che il vero fascismo è imporre una cultura a tutti i costi, iniziando proprio dal “gender”. La società giusta ti deve considerare per quello che dai, non per il sesso che hai o per come sei o per come ti senti.

 

Se sei non binario, liquido, fluido, se vai a letto con le zanzare o con i calzettoni, sono affari tuoi. La considerazione che va fatta è un’altra: che piaccia o meno, nel quadro nel nostro sistema sociale e politico, ciò che la politica tutta, di destra e di sinistra, poteva dare, mi creda, lo ha dato.

 

Enrico Oliari 14

Non pensi che se domani mattina va a governare la sinistra, le cose per persone omoaffettive e transessuali cambino. Ciò che cerco di dire, è che l’obiettivo principale era il riconoscimento della coppia, e quello il centrodestra e la politica tutta lo ha potuto dare. Altro non vedo empiricamente possibile, a parte la fuffa.

 

Provi a pensare alla questione delle adozioni: non si tratta di “destra” o di “sinistra”, dal momento che è il nostro ordinamento a non riconoscere per nessuno, neppure per le coppie eteroaffettive, il “diritto” di adottare, bensì considera quello del minore di essere adottato. Che vuol dire “famiglia omogenitoriale”? “Utero in affitto”?

 

Mi creda, i bambini non si comprano, non sono merce. Adozione per il figlio biologico della compagna o del compagno? La giurisprudenza si sta già muovendo. La partenza rimane tuttavia sempre quella: il diritto del minore di essere adottato, non quello della coppia di adottare. Non è quindi una questione di “destre europee”, bensì del nostro tessuto culturale e sociale, dal momento che la società e di tutti, non solo dei gay. [....]

 

 

Pochi sanno che in parte se oggi in Italia le coppie dello stesso sesso si possono unire civilmente è anche grazie alla sentenza della Cedu nata dalla causa “Oliari contro Italia”. Una causa che lei pagò di tasca sua. Si sente deluso dall’associazionismo che non lo ha riconosciuto questa porzione di storia, dando tutto il merito a Matteo Renzi?

 

Enrico Oliari 13

Sì, decisamente. Ancora oggi a casa mia vengono giovani studenti da tutta Europa per pormi domande in merito al percorso e alla sentenza della Cedu (prima c’era stata quella della Corte costituzionale, e anche lì eravamo protagonisti), ma come si dice, nemo profeta in patria sua. La stessa Rete Lendford e il mondo radicale mi aveva lasciato solo alla Cedu, forse pensando che avrei perso la causa e che la sconfitta avrebbe procurato nocumento alla battaglia stessa.

 

Certo di vincere nell’interesse di tutti ho comunque voluto andare avanti, ma da parte del movimento, o come dice lei dell’associazionismo, non c’è stato alcun segnale di apprezzamento. Mi resta la grande soddisfazione di aver aggiunto un mattone, anzi, una chiave di volta nella costruzione della libertà e dell’uguaglianza, anche per le persone omoaffettive. Senza le gabbie e le classificazioni della cultura delle mille sigle.

 

Cosa pensa di Futuro Nazionale e del generale Vannacci?

Roberto Vannacci 3

Onestamente ci sono alcune cose che mi piacciono, ad esempio la necessità di un buon rapporto con la vicina Russia per i nostri interessi nazionali.

 

Mi fa un po’ ridere il dilettantismo di Vannacci quando si riferisce ai gay. Storace c’era arrivato ben prima al “dicce qualcosa di destra… a frociii”. Il rischio che sta correndo Vannacci è di aggregare personaggiucoli che per identificarsi di destra parlano di famiglia tradizionale a vanvera, poi vorrei vedere cosa fanno sotto le lenzuola. Vannacci, che come dicevo ha delle idee sulle quali si può e si deve ragionare, rischia di cadere nel becerismo con un forte ritardo, neppure si può dire “da caserma”, dal momento che ci sono militari gay uniti civilmente. [...]

roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo GIORGIA MELONIGiorgia Meloni Enrico Oliari 12

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…