ballad of sexual dependency di nan goldin

“THE BALLAD OF SEXUAL DEPENDENCY” - A MILANO, PRIMA VOLTA IN ITALIA, LA MOSTRA DELLA FOTOGRAFA USA NAN GOLDIN - UN RACCONTO SULLA FRAGILITÀ DEGLI ESSERI UMANI TRA SESSO, TRASGRESSIONE, DROGA E SOLITUDINE - UN WORK IN PROGRESS AVVIATO AGLI INIZI DEGLI ANNI ’80 TRA I CAPOLAVORI DELLA STORIA DELLA FOTOGRAFIA - FOTO

Gianmarco Sivieri per Ilsole24ore.com

 

NAN GOLDIN 1

Sesso, droga e… arte, anzi fotografia, diventata sul filo degli anni arte: questi gli ingredienti di The Ballad of Sexual Dependency, la mostra della fotografa americana Nan Goldin (Washington 1953) aperta in Triennale fino al 26 novembre.

 

La Goldin ha creato un genere con quest’opera rivoluzionaria, uno spaccato ardente di vita bohemienne nella New York tra il finire degli anni ’70 e gli anni ’80 dedicato alla memoria della sorella maggiore Barbara, morta suicida diciannovenne nel 1965 quando Nan aveva solo undici anni.

 

NAN GOLDIN 2

Questa ferita immedicabile aiuta a capire come una ragazzina di una famiglia middle class dello stato di Washington si trasforma in un’adolescente turbolenta, fuggita più volte da casa, che i genitori danno in affidamento e successivamente, diciottenne, viene cacciata dalla famiglia d’affido dopo la scoperta che coltivava marijuana ed era fidanzata con un ragazzo di colore.

 

Siamo nel 1972, Nan arriva a Boston e qui incontra quella che sarà la sua vera famiglia: sette ragazzi androgini con velleità artistiche, tra i quali il suo futuro miglior amico, David Armstrong (1954–2014), sperimentatore del travestitismo e appassionato di fotografia, poi a sua volta affermato fotografo.

ballad of sexual dependency di nan goldin

 

Nan è già innamorata della macchina fotografica, ma ora vi si dedica anima e corpo, affascinata dalla comunità drag queen che frequenta: “Il mio desiderio era di mostrarle come un terzo genere, un’altra opzione sessuale… con molto rispetto e amore, cercando di glorificarle, perché ammiro davvero le persone che ricreano se stesse e manifestano pubblicamente le proprie fantasie.”

 

La Goldin resta fedele a questa volontà di testimoniare la vita quotidiana sua e dei suoi amici anche quando si trasferisce a New York e incomincia a prendere forma il progetto della Ballad, il cui titolo deriva da un verso dell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht.

 

nan goldin 3

Diverse tribù metropolitane incarnano le turbolente subculture giovanili -siamo nell’epoca del glam rock di David Bowie e del post-punk-, fatte di eccessi e di sregolatezze autodistruttive: la droga e il sesso libero contraddistinguono lo stile di vita di quel milieu di artisti, artistoidi, musicisti e personaggi dello spettacolo che si muove nella Grande Mela, suscitando lo scandalo e la riprovazione delle persone rispettabili.

 

“Non eravamo emarginati, eravamo noi a emarginare la società” dice Nan e in effetti, se ci immergiamo nella mostra, la sensazione è di una società che basta a sé stessa, che è prigioniera di sé stessa, e non chiede nulla a chi sta fuori perché tutto avviene al proprio interno: una delle ragioni della forza di quest’opera sta nel suo trasformare uno spicchio di società newyorchese in un mondo, forse minuscolo ma universale.

 

ballad of sexual dependency di nan goldin 7

La Ballad non è -potevate aspettarvelo, trattandosi di Nan…- una mostra di fotografia tradizionale: si entra nella sala passando in rassegna una serie di locandine e inviti (i primi scritti e disegnati a mano, tradendo la propria matrice di autoproduzione underground), si varca un tendone e ci si siede ad anfiteatro davanti a uno schermo: la proiezione sta per iniziare, non è finzione, ma vita.

 

Per 42 minuti una cascata di circa 700 fotografie si srotola davanti ai nostri occhi, accompagnata da una multiforme colonna sonora nella quale si alternano per esempio (ciascuna per pochi minuti) brani di opera interpretati da Maria Callas e motivi di Charles Aznavour, canzoni dei Velvet Underground e di Jimmy Sommerville.

ballad of sexual dependency di nan goldin 6

 

È il modo performativo di presentare il proprio lavoro che Nan utilizzava quando, a casa di amici, arrivava con i suoi sacchi di diapositive, le metteva in sequenza sul proiettore e le mostrava, secondo il rito americano delle foto delle vacanze inflitte ad amici e parenti.

 

Non è un’opera chiusa e bloccata: “La mia arte è un audiovisivo. Non smetterò di farla evolvere per tutto il corso della mia vita. Questo lavoro è nato nel 1979 ma la Ballad continua a essere in scena”.

 

ballad of sexual dependency di nan goldin 4

l volto di Nan tumefatto per le botte ricevute dal fidanzato e la vitalità contagiosa dei bambini, le feste nei piccoli appartamenti dove si balla si beve e si fuma e i momenti di solitudine, quando ci si guarda allo specchio, si sta buttati sul letto in stanze sfatte o ci si riposa dopo aver fatto l’amore, i corpi vicini le menti chissà dove; le immagini crude delle siringhe di droga e le effusioni e i rapporti, eterosessuali e omosessuali.

 

Gli scatti sotto la doccia, in cui ci si abbandona allo scorrere dell’acqua con un piacere che è anche bisogno di purificarsi e rigenerarsi, i corpi nudi, impudicamente reali, imperfetti, goffi, migliaia d’anni lontani dal nudo artistico o glamour, e le scene di sesso, esplicite e confuse: nulla da spartire con la spettacolarizzazione delle foto erotiche e pornografiche.

 

ballad of sexual dependency di nan goldin 3

Il mondo della Goldin vive in foto a colori (quando le foto serie erano in bianco e nero) e in interni, quasi sempre notturne, in un’atmosfera spesso allucinata, talvolta serena, sempre fraterna; diversi scatti hanno qualità formali seducenti per colore, ritmo e composizione, ma molti altri sono mossi, sfocati, sgrammaticati. Non c’è distanza, ma immedesimazione e presa diretta: siamo buttati addosso alle persone, nelle stanze e nei locali, partecipiamo dei loro sentimenti, siamo parte del

 

Visitata la mostra, ho avvertito con forza il bisogno di non giudicare: è facile ergersi su un piedistallo e condannare quest’accozzaglia di promiscui drogati, al riparo di una nostra presunta normalità. A che serve? Ci sentiamo davvero migliori?

ballad of sexual dependency di nan goldin 2

 

Nan Goldin è diventata un mito e diverse persone si sono ritrovate nelle sue foto, hanno scoperto qualcosa di sé, hanno preso delle decisioni sulla propria vita anche grazie a lei, forse perché la Goldin e la sua comunità hanno vissuto e pagato tutto in prima persona: moltissimi amici e amiche sono morti di droga o di Aids, lei stessa ha attraversato un lungo e accidentato percorso di disintossicazione. Oggi quel mondo non esiste più, ci restano le sue foto, testimonianza e dichiarazione d’amore: chissà se basta…

ballad of sexual dependency di nan goldin 5nan goldinp 192self portrait in kimono with brian nyc 1983

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...