giorgia meloni antonio tajani matteo salvini giancarlo giorgetti

LA “MISSION IMPOSSIBLE” DI GIORGETTI: PORTARE A CASA LA MANOVRA D’AUTUNNO SENZA MANDARE ALL’ARIA I CONTI PUBBLICI – AL MINISTERO DELL’ECONOMIA HANNO MESSO L’ELMETTO PER CONTRASTARE L’ASSALTO DEI PARTITI DELLA MAGGIORANZA ALL’ULTIMA LEGGE DI BILANCIO DELLA LEGISLATURA PRIMA DEL VOTO – LE CASSE SONO STATE SPREMUTE FINO ALL’ULTIMO CENTESIMO DALLO SCONTO SUI CARBURANTI DEI MESI SCORSI – PER LA CAMPAGNA ELETTORALE MELONI VUOLE SBANDERIARE IL TAGLIO DELLE TASSE, CON UN “GRANDE ANNUNCIO” IN STILE BERLUSCONI. E, PER NON PERDERE LA FACCIA, SALVINI DEVE PORTARE A CASA UN RISULTATO SULLE PENSIONI…

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

Giancarlo Giorgetti Guido Crosetto

Al ministero dell’Economia stanno già preparando l’elmetto. Non per le spese militari da inserire nella prossima manovra e dare risposte al ministro della Difesa, Guido Crosetto, che vuole usare i fondi europei per il riarmo. Sarà un tema chiave e anche divisivo per la maggioranza. Ma non sarà nemmeno quello peggiore.

 

L’assetto da guerra al Mef serve per contrastare l’assalto dei partiti all’ultima legge di Bilancio della legislatura, che i leader vorrebbero scrivere in ottica elettorale. «La manovra non sarà elettorale ma solo complicata», è il ragionamento tranchant che circola a via XX Settembre. [...]

 

Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sa che è atteso dalla prova più difficile. I problemi saranno soprattutto in casa. Il segretario della sua Lega, Matteo Salvini, entrerà in sessione di bilancio nella modalità rischiatutto. Deve portare il consenso di nuovo verso l’alto, disinnescando la minaccia Roberto Vannacci.

 

Le risorse economiche sono limitate. Le casse sono state spremute fino all’ultimo centesimo dallo sconto sui carburanti dei mesi scorsi. Una misura che il governo fa fatica a poter replicare: troppo esosa.

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

I fondi europei sulla flessibilità per l’energia ammontano a 14 miliardi di euro, saranno impiegati proprio nella manovra. Con una prescrizione ben precisa di Bruxelles: non possono essere spesi per ridurre le accise in maniera temporanea, né tantomeno per sgravi a specifiche categorie come gli autotrasportatori. Solo investimenti a lungo termine.

 

[...] 

 

La sensazione è che le richieste eccedano oltre modo le possibilità di spesa. Uno dei più battaglieri sembra essere il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che vuole mettere il sigillo alla sua esperienza di governo aumentando i fondi sulla sanità.

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani

L’obiettivo sarebbe quello di far aumentare la spesa del Pil, portandola almeno al 6,5 per cento rispetto all’attuale 6,4. Occorrono almeno 3-4 miliardi di euro. I confronti andranno comunque avanti fino alla pausa di agosto quando ci sarà un resoconto delle principali istanze.

 

La manovra interverrà sul fisco in continuità con quanto fatto finora. Serve a Giorgia Meloni per mettere benzina nel motore della propaganda. Il taglio alle tasse è un grande classico del centrodestra in tempi di elezioni, Silvio Berlusconi docet. La logica sarà la stessa degli ultimi anni: la riduzione delle aliquote Irpef. Una misura più che probabile è il passaggio dello scaglione mediano, dal 35 al 33 per cento, anche per i redditi fino a 60mila euro.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

La scorsa finanziaria ha coperto solo quelli fino a 50mila. Forza Italia aveva insistito per innalzare la soglia, Antonio Tajani ne aveva fatto una questione di principio. Ma è andato a sbattere contro il muro eretto al Mef. L’ampliamento della platea dei beneficiari del taglio ora mette d’accordo tutta la maggioranza.

 

[...]  A Palazzo Chigi, comunque, si racconta che Giorgia Meloni abbia chiesto ai tecnici di preparare una misura dal grande impatto mediatico. Ed elettorale.

 

L’altro pilastro della manovra sarà la previdenza. Salvini deve portare a casa un risultato sulle pensioni da poter rivendere in campagna elettorale. Certo, la promessa di Quota 41 (il pensionamento con 41 anni di contributi) è una chimera. Il leader della Lega ha già affidato il dossier al sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon.

 

daria perrotta (19)

L’idea è un provvedimento a tempo che possa allargare, per un anno, la finestra per il pensionamento. Si prevede un complicato duello con Giorgetti, che non ha intenzione di dilapidare il lavoro sui conti portato avanti nell’arco della legislatura. Stesso discorso sull’autonomia, altra bandiera leghista: proprio Durigon ha già messo in chiaro le cose, chiederà di osare per finanziare la riforma.

 

Il partito di Meloni, oltre ai cilindri dal coniglio, vuole misure per la natalità. Lo strumento del bonus bebè è quello più semplice da varare. E anche da raccontare. C’è poi il progetto di detassare ancora i rinnovi contrattuali per garantire una busta paga più pesante ai lavoratori. Ma, anche in questo caso, bisogna capire la gittata dell’intervento: se sarà un taglietto di pochi punti percentuali, i benefici resteranno intangibili.

 

giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

Ci sarà solo un po’ di rafforzamento dello storytelling e poco altro. Sempre sullo stesso tema, Forza Italia ha un pallino: la detassazione delle tredicesime. C’è, però, una controindicazione: i vantaggi si materializzerebbero alla fine del 2027, a urne chiuse. Non il massimo per la manovra elettorale pensata dal governo. Che deve trovare il colpo di reni decisivo in vista delle politiche.

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