gatti e internet - la mostra al momi

CHE ROTTURA DI CATS! IL 3% DEI CONTENUTI DI INTERNET HA PER ARGOMENTO UN GATTO - E ORA UNA MOSTRA AL “MUSEUM OF MOVING IMAGE” DI NEW YORK CELEBRA LA DIFFUSIONE DEI MICETTI IN RETE CON LA MOSTRA “HOW CATS TOOK OVER THE INTERNET”

Gabriele Romagnoli per “la Repubblica”

 

gatti e internet   la mostra al momigatti e internet la mostra al momi

Se, collegandoti a internet, non hai mai guardato immagini o video riguardanti gatti, non li hai mai inviati o ricevuti, collezionati su instagram o ritwittati, due cose devi sapere: la prima è che faresti meglio a non leggere questo articolo, la seconda è che stai mentendo.

 

E' semplice statistica: il tre per cento dei contenuti della rete ha per argomento un gatto. In vent' anni, dal 1995 a oggi, i gatti hanno conquistato il web. E questo è proprio il titolo ("How cats took over the Internet") di una mostra al MoMI (Museum of Moving Image) di New York.

 

Ci sono andato con tutte le perplessità del caso. Pur amando i gatti, avendone e avendone avuti, essendo destinatario di ogni sorta di produzione sul tema (dai quaderni alle cravatte) mi rendo conto che deve pur esistere un limite e la soglia di un museo si prestava per rappresentarlo. Così mi sono scetticamente avviato verso il Queens, sono sceso alla fermata della metropolitana di una strada intitolata ai pianoforti Steinway ripetendomi che quelli sì, andavano esposti all' ammirazione del pubblico. Poi sono entrato alla mostra.

 

gatti e internet   la mostra al momi 9gatti e internet la mostra al momi 9

Il museo è la solita scatola bianca che le archistar posano su ogni contesto, dal lungotevere al deserto degli emirati. Oltre l' ingresso ho svoltato attratto da un temporale di risate. C' era una tribuna affollata di pubblico, quasi tutti erano adulti. Mi sono girato e sullo schermo c' erano gatti. Ai più insistenti tra quelli che mi bombardano quotidianamente con allegati dei loro felini ho minacciato: "Spediscimene ancora quando il tuo gatto lancerà coltelli, e con maestria". Ebbene, è possibile.

 

Nella sequenza di mezz' ora ho visto cose che noi umani non sappiamo fare: un gatto che non solo mette il disco sul piatto, ma ci gira insieme, un altro che srotola e riarrotola perfettamente la carta igienica, uno (Henri l' esistenzialista) che pensa come Sartre ma con più ironia, un altro ancora che implora cibo come un bambino, ma con più grazia. Gatti che suonano, gatti nelle canzoni, gatti che fanno yoga, gatti venerati come guru.

gatti e internet   la mostra al momi 7gatti e internet la mostra al momi 7

 

Sarà anche vero, come si scopre nella sala seguente, che il primo caso di creazione di un immaginario felino risale al 1894 ed è opera di Thomas Edison, che mise su pellicola due gatti pugili, ma niente faceva presagire il diluvio che si sarebbe scatenato un secolo più tardi.

 

Novantadue milioni di fotografie su instagram, centinaia di migliaia di video su YouTube e la vittoria nel duello sui cani, perfino spiegata scientificamente dal Jason Eppink, il trentunenne curatore della mostra (allergico al pelo di gatto): "Una ricerca neozelandese sostiene che mentre i cani, animali da lavoro, sono imbarazzati davanti alla telecamera i gatti, cacciatori, non se ne curano e agiscono spontaneamente".

 

gatti e internet   la mostra al momi 8gatti e internet la mostra al momi 8

Eppure non basta a spiegare il successo di iniziative come Caturday ( gioco di parole con saturday, sabato, che invita a postare immagini feline in quel giorno), né perché il falso allarme sui gatti in bottiglia abbia destato più commozione e mobilitazione dei video reali sulle atrocità commesse dall' Isis. Come per ogni immagine, conta il rapporto tra ciò che è guardato e chi guarda.

 

Nessuna rappresentazione colpisce se non è evocativa. Che cosa vediamo dunque in questi milioni di foto e video alla lunga (ma anche prima) ripetitive? La teoria di Eppink è che mostrando il gatto mostriamo noi stessi, ne facciamo una profezia che si autoavvera e nella quale ci riconosciamo.

 

gatti e internet   la mostra al momi 6gatti e internet la mostra al momi 6

E allora guardando gatti guardiamo gli altri, li riconosciamo per quello che, da umani, non mostrano di se stessi. Cerchiamo, come spesso, una rivelazione, un segno, qualcosa che la sovrastruttura sociale ha imposto di nascondere trovandoci consenzienti. Il gatto è istinto, l' uomo adeguamento. Al gatto demandiamo una piccola forma di liberazione, la possibilità di un atto imprevedibile, fuori dagli schemi, perfino rivoluzionario, prima che la ricreazione finisca.

 

E' significativo, almeno quanto è triste, che nella sezione di Buzzfeed intito- lata "Bored at work" (annoiati al lavoro), creata allo scopo di fornire brevi video per distrarsi, il record di contenuti riguardi gatti che si esibiscono nelle attività meno consone e più strampalate. Al punto da aver generato nei loro umani la sindrome del domatore, obbediente alla peggiore delle tentazioni: fare soldi grazie a loro, come accaduto a chi crede di possedere Grumpy Cat o altri esemplari divenuti famosi.

gatti e internet   la mostra al momi 4gatti e internet la mostra al momi 4

 

Resta una domanda, poiché si sta parlando in una mostra in un museo di New York e a Parigi ha appena chiuso una rassegna di fotografie di gatti: questa è davvero cultura?

Le possibili risposte sono due. La prima è quella dello scrittore Mario Vargas Llosa, che dà il titolo alla sua ultima raccolta di saggi: la cultura è morta (uccisa dallo spettacolo, dal tecno-intrattenimento e, va da sé, dal capitalismo).

 

La seconda è più articolata, come i piani del MoMI: a uno si trova una mostra sul cinema, all' altro una sulla serie televisiva Mad Men, all' altro ancora quella sui gatti e internet. Ovvero, la cultura è (stata) arte, poi produzione, infine semplice fenomenologia. Oppure, citando la notevole chiusa della recensione a Vargas Llosa sul supplemento librario del New York Times: "Cultura è come passiamo il tempo tra un' ipocrisia e l' altra". Anche guardando un gatto.

gatti e internet   la mostra al momi 10gatti e internet la mostra al momi 10gatti e internet   la mostra al momi 5gatti e internet la mostra al momi 5gatti e internet   la mostra al momi  gatti e internet la mostra al momi gatti e internet   la mostra al momi gatti e internet la mostra al momi gatti e internet   la mostra al momi 3gatti e internet la mostra al momi 3

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”