vannacci salvini meloni georgij paramonov

VANNACCI NON RUSSA – IL MINISTRO DEGLI ESTERI DI MOSCA LAVROV LANCIA L’AMO (“SE VOLETE PARLARE IN MODO SERIO, CHIAMATECI”) E IL GENERALE VICESEGRETARIO DELLA LEGA (E FILOPUTINIANO) SI MUOVE – IL THINK TANK DELL’EX PARA’ DELLA FOLGORE INVITA L'AMBASCIATORE PARAMONOV A UN INCONTRO “INIZIATICO” IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA – SI TORNA A PARLARE DEL PARTITO DI VANNACCI, SUL MODELLO TEDESCO DELL'AFD, CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI FONDAMENTALI AL CENTRODESTRA – MASSIMO FRANCO: “LE VERE INSIDIE PER PALAZZO CHIGI SI ANNIDANO DENTRO L’ESECUTIVO. IL CARROCCIO USA LA POLITICA ESTERA A FINI INTERNI, E VICEVERSA. IL TIMORE DI SALVINI E'..."

 

Matteo Pucciarelli per la Repubblica – Estratti

 

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, nella sua conferenza stampa di inizio anno, l'ha detta così, anche riferendosi alla proposta di Giorgia Meloni di un dialogo Ue con Mosca: «Se volete parlare in modo serio, chiamateci.

 

roberto vannacci

I canali diplomatici ci sono». I rapporti tra Russia e Italia rimangono al «livello più basso», ha aggiunto Lavrov, criticando la cancellazione delle esibizioni di artisti russi nel nostro Paese: «Non mi aspettavo questo dall'Italia, è uno dei nostri amici di più vecchia data, ma non abbiamo scelto noi questa situazione».

 

Ma a proposito di inviti, detto fatto. Luca Sforzini, il creatore del neonato laboratorio culturale Rinascimento nazionale, che fa capo al movimento di Roberto Vannacci — il quale, intanto che porta avanti l'organizzazione del suo partito, rimane vicesegretario della Lega — chiama l'ambasciatore russo in Italia, Georgij Paramonov. C'è anche la proposta del luogo per un incontro "iniziatico": il castello di Castellar Ponzano, acquistato proprio da Sforzini, che si trova in provincia di Alessandria.

 

(...)

 

ALEXEY PARAMONOV

I legami di aiuto e di amicizia tra Italia e Russia devono restare un monito vivo». La proposta, va detto, è coerente con le posizioni di Vannacci in politica estera, schierato per la "pace" in Ucraina e contrario ad ogni ulteriore invio di aiuti militari per Kiev, anche invitando il Carroccio ad una specie di ammutinamento rispetto alle decisioni prese dal governo. 

 

L'invito si inserisce in un contesto politico interno alla Lega e alle forze sovraniste bello agitato: il protagonismo di Vannacci, mezzo milione di preferenze alle Europee del 2024, rischia di spaccare il fronte e il Carroccio. Una forza di ultradestra, sul modello tedesco dell'Afd, potrebbe rosicchiare voti fondamentali al centrodestra per le Politiche. Il posizionamento palesemente filo-russo è uno dei temi dov'è più facile rompere con forze considerate "di sistema". Da qui quella che sembra una provocazione, ma non lo è: cercare un filo diretto con Paramonov, accoglierlo con tutti gli onori e accreditarsi come voce attenta e riconosciuta alle ragioni di Mosca.

roberto vannacci

 

SE NEL GOVERNO PRENDE CORPO UN LEGHISMO D’OPPOSIZIONE 

Massimo Franco per il Corriere della Sera - Estratti

 

Ormai sta prendendo corpo un’opposizione all’interno della maggioranza. (…)

Rispetto a opposizioni rumorose quanto ininfluenti, diventa sempre più chiaro che le vere insidie per Palazzo Chigi si annidano dentro l’esecutivo. Il Carroccio usa la politica estera a fini interni, e viceversa. E punta a strappare a FdI frammenti di elettorato estremista a destra.

 

Il timore di Matteo Salvini di subire una scissione delle frange attratte dalle parole d’ordine apertamente filorusse del vicesegretario Roberto Vannacci ha un effetto domino. Il leader del Carroccio è costretto a dare seguito e accentuare una linea già anti Ue, filo-Trump e filo-Putin. E di fatto sceglie ogni giorno di più i contorni di una politica che promette di esasperare i tentativi di conciliazione di Giorgia Meloni.

 

Alexei Paramonov

L’annuncio che la Lega voterà contro il Mercosur non è solo l’ennesimo smarcamento. È anche il tentativo di riconquistare i voti della Coldiretti di Ettore Prandini che ieri a Strasburgo ha protestato davanti al Parlamento europeo con gli agricoltori francesi. Il dettaglio che accomuna questo rifiuto a quello del M5S conferma la convergenza tra i due populismi, ma non cambia un dato di fondo: la Lega cerca di rappresentare categorie che non vogliono riforme tese a ridurre le loro posizioni di rendita come i balneari e i tassisti, intuendo una delusione nei confronti di FdI. 

 

L’incognita è se e quanto questa strategia darà frutti elettorali, finora ben magri. E se e quanto costringerà la stessa premier e FI a piegare in qualche misura la propria agenda europeista, già complicata dal rapporto con gli Usa, per non arrivare al muro contro muro con la Lega. L’involuzione in materia di sicurezza è già un indizio. Ma il vero acceleratore delle contraddizioni, europee e italiane, è Trump. (…)

roberto vannacci

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...