carlo messina andrea orcel caltagirone sironi donnet generali nagel

NAGEL E DONNET HANNO VINTO LA BATTAGLIA, MA NON LA GUERRA – LO SCONTRO DECISIVO CON CALTAGIRONE E IL GOVERNO SI SCATENERÀ CON L’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA: DOPO IL VOTO FAVOREVOLE DI UNICREDIT ALLA LISTA DEL PALAZZINARO ROMANO IN GENERALI, ANDREA ORCEL POTREBBE OTTENERE IN CAMBIO UN “BONUS” PER UNA FUTURA PARTNERSHIP IN GENERALI – LE POSSIBILI MOSSE DI INTESA, CHE POTREBBE PRENDERE IL POSTO DELLA FRANCESE NATIXIS IN UNA MEGA ALLEANZA NELLA GESTIONE DEL RISPARMIO (MESSINA HA FINANZIATO LA SCALATA DI CALTAGIRONE E PROMOSSO LA LISTA DI ASSOGESTIONI)

Articoli correlati

COSA FRULLAVA NELLA TESTA TIRATA A LUCIDO DI ANDREA ORCEL ALL'ASSEMBLEA GENERALI?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. NAGEL SI AGGIUDICA IL PRIMO ROUND ORA LA SFIDA CONTINUA SU MPS

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

philippe donnet - andrea sironi

Vincitori a Trieste, ma adesso in campo contro Siena, Mediobanca mette a segno un successo netto con la vittoria della lista presentata per il rinnovo del consiglio d'amministrazione delle Generali e la rielezione di Donnet. Ma deve fare i conti con il voto a sorpresa di Unicredit alla lista di Caltagirone. E deve anche serrare le fila dei suoi azionisti - il famoso mercato -per sfuggire all'Ops che Mps lancerà in estate sul suo capitale.

 

[…] Alberto Nagel e i suoi uomini sanno bene che lo scontro decisivo si scatenerà nei prossimi mesi e potrebbero vanificare quanto appena raggiunto a Trieste.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Se Mps dovesse infatti conquistare piazzetta Cuccia, l’allineamento dei suoi due grandi azionisti Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin della famiglia Del Vecchio – che assieme hanno anche più del 27% di Mediobanca – si trasformerebbe in una presa molto forte sul nuovo gruppo che verrebbe a crearsi, con prevedibili effetti anche sulle stesse Generali.

 

Alcune circostanze non aiutano a tranquillizzare il management di Mediobanca: ad esempio il fatto che la Edizione della famiglia Benetton, che ha il 2% circa di piazzetta Cuccia, ieri a Trieste abbia deciso di astenersi sul rinnovo del cda, di fatto smarcandosi da Nagel e lasciandosi le mani libere per mosse successive.

 

PHILIPPE DONNET ALBERTO NAGEL

O il voto di Unicredit, a favore della lista Caltagirone, che è suonato come atto non certo amichevole nei confronti della stessa Mediobanca , di cui Orcel non è però - almeno al momento - socio.

 

Scenari […] di fronte ai quali Nagel vuole farsi trovare preparato. A decidere se accettare l’offerta di Siena saranno ovviamente gli azionisti di Mediobanca, aderendo o meno all’Ops. E il primo dato da tenere presente è che, sebbene i soci di Mps abbiano dato a grandissima maggioranza il via libera all’aumento di capitale da oltre 13 miliardi destinato proprio all’Ops su Mediobanca, il prezzo non è ancora giusto: alle quotazioni di ieri l’offerta senese valorizza infatti ciascun titolo di piazzetta Cuccia il 4,2% in meno del valore di Borsa.

 

MPS MEDIOBANCA

Un gap di circa 570 milioni, che dovrà essere colmato e a cui Mps dovrà aggiungere qualcosa per rendere l’offerta a premio. Insomma, la partita non è finita […]

 

2. ORCEL TRA MERCATO E RAGION DI STATO UN VOTO CHE PUÒ CAMBIARE IL RISIKO

Estratto dell’articolo di Francesco Spini per “La Stampa”

 

[…] Philippe Donnet, confermato alla guida delle Generali per il quarto mandato, e Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca che lo ha sponsorizzato con la sua lista, appaiono i vincitori di giornata.

 

philippe donnet agorai innovation hub

Ma la lunga e lenta scalata al crocevia del potere finanziario del Nord, iniziata tre anni fa da un primo scontro alle Generali e finita per coinvolgere Piazzetta Cuccia, che del Leone è prima azionista col 13%, rischia di fare ingiallire in fretta l'istantanea triestina di ieri.

Francesco Gaetano Caltagirone, rispetto a tre anni fa, non ha opposto candidati alternativi per il vertice, ma una lista di minoranza che ha eletto tre consiglieri su sei presentati. Ma da quest'ultimo capitolo della saga, in cui Delfin e Crt hanno confermato l'appoggio alla lista promossa dall'imprenditore romano, l'elemento di novità che più emerge riguarda soprattutto le due grandi banche italiane che, direttamente o indirettamente, si sono schierate per il cambiamento.

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

Ultima in ordine di tempo è Unicredit che, proprio alla fine, ha deciso di appoggiare la lista di Caltagirone. Anche Intesa Sanpaolo si è mossa, ma sottotraccia: da un parte attraverso i suoi fondi ha promosso la lista di Assogestioni che ha levato (seppure poca, come si è visto) acqua al mulino di Mediobanca, dall'altra finanzia le scalate di Caltagirone, con cui Carlo Messina coltiva un solido rapporto.

 

Ne deriva che, contrariamente ad alcune suggestioni dei mesi scorsi, né Messina né Andrea Orcel saranno cavalieri bianchi della Mediobanca sotto assedio da parte del Monte dei Paschi. Anzi. Entrambi gli istituti, nella prospettiva che il riassetto arrivi a coinvolgere Generali, si posizionano per possibili alleanze industriali con il Leone.

 

Prendiamo Intesa. Tra le sue opportunità di crescita c'è lo sviluppo nella gestione del risparmio.

 

CARLO MESSINA

Proprio per questo, secondo diversi osservatori, potrebbe candidarsi a prendere il posto della francese Natixis in una grande alleanza nell'asset management proprio con il Leone, creando un campione nazionale dal calibro europeo.

 

Una mossa che risolverebbe la questione (confutata dalle Generali) di ritrovarsi un risparmio italiano gestito da Parigi, prospettiva che tanta irritazione sta creando nel governo, al punto dall'interessarsi direttamente alla partita.

 

E veniamo così a Unicredit che, dopo mesi di scontri con l'esecutivo, cominciati col mancato acquisto del Monte dei Paschi e finiti con l'Ops sul Banco Bpm (che Roma voleva invece indirizzare verso Siena), ha mandato un segnale opposto, sicuramente gradito a Palazzo Chigi: usando il 6,7% comprato del Leone s'è schierato, pur sapendo di perdere, con la lista di Caltagirone, critica verso l'operazione Natixis che anche Orcel, secondo fonti di mercato, riterrebbe non vantaggiosa dal punto di vista industriale.

 

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

[…] Una svolta, quella di Unicredit, che riavvicina Orcel al governo Meloni. Difficile però che ciò basti a portare a termine l'acquisizione del Banco Bpm: l'operazione resta in bilico […]. Eppure, dopo ieri, molto potrebbe cambiare. Orcel potrebbe ora giovarsi dell'appoggio del governo nel tentativo di conquistare la tedesca Commerzbank […].

 

Ma anche incunearsi in altre opportunità di risiko che potrebbero aprirsi, anche nelle ipotesi in cui Bpm dovesse finire in combinazioni alternative, ad esempio con il "supergovernativo" Crédit Agricole, acquisendo ad esempio sportelli e rami di business.

 

Ma, soprattutto, Unicredit sembra sempre più interessata e indirizzata verso la grande partita sull'asse Siena-Milano-Trieste, quella di Mps, Mediobanca e Generali, con cui potrebbe a sua volta sviluppare prospettive industriali. […]

 

NATIXIS

In questo divenire, anche gli equilibri dentro le Generali restano precari. L'ampio sostegno dei fondi internazionali (leggi Vanguard, Pimco, Norges...) all'aumento di capitale promosso da Luigi Lovaglio per l'Ops su Mediobanca, la prospettiva dell'adesione all'Ops di grandi soci come i Benetton, danno chance di successo alla scalata di Mps. Una prospettiva, questa, che porta anche Generali a navigare a vista, mentre i tempi per chiudere l'alleanza con Natixis rischiano di allungarsi: su di essa già si staglia, sempre più nitida, l'ombra della mannaia del governo che si chiama Golden power.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”