giorgia meloni comizio si

“SE VINCE IL ‘NO’, SPACCIATORI E IMMIGRATI SARANNO RIMESSI IN LIBERTÀ” – NEL FINALE DEL SUO COMIZIO AL TEATRO PARENTI DI MILANO, GIORGIA MELONI SI SCALDA E DIPINGE UN PAESE CHE SEMBRA IL FAR WEST, SENZA LEGGE E PER COLPA DELLE TOGHE (DIMENTICANDO CHE IL SUO GOVERNO È AL POTERE DA QUASI QUATTRO ANNI) – PER 35 MINUTI, LA PREMIER HA SPIEGATO LA RIFORMA NEL MERITO, POI HA CHIUSO CON DUE FRASETTE INCENDIARIE, MA SENZA ARDERE: L’OBIETTIVO È CONVINCERE GLI INDECISI AD ANDARE A VOTARE. L’INCUBO DI PALAZZO CHIGI SI CHIAMA ASTENSIONE E MELONI CERCA DI INGAGGIARE I DISILLUSI E I DISTRATTI, CHE PENSANO PIÙ ALLA GUERRA E ALLA BENZINA ALLE STELLE CHE ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE – LA SFILATA DI VITTIME DELLA MALA GIUSTIZIA, LA CITAZIONE DELLA FAMIGLIA DEL BOSCO E LA FRECCIATA A GIUSI BARTOLOZZI: “QUI NESSUNO HA IN MENTE DI LIBERARCI DELLA MAGISTRATURA…”

 

Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano foto lapresse 4

Alla faccia degli inviti a stare sul merito della riforma, a non politicizzare, Giorgia Meloni offre un comizio di fuochi d’artificio contro la magistratura.

 

Un attacco che dipinge l’Italia, quella governata da quattro anni dalla destra, come una sorta di territorio senza legge e tutto per colpa delle toghe.

 

Se vincesse il No, urla dal palco del teatro Parenti di fronte a una platea gremita di Fratelli d’Italia, «ci ritroveremo correnti ancora più potenti, magistrati ancora più negligenti che fanno carriera, decisioni ancora più surreali sulla pelle dei cittadini. Immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà che mettono a repentaglio la vostra sicurezza».

 

GIORGIA MELONI SELFIE AL TEATRO PARENTI - COMIZIO PER IL SI AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Non basta, potevano forse mancare gli «antagonisti che devastano le vostre stazioni senza alcuna conseguenza giudiziaria», i «milioni di euro risarciti per ingiusta detenzione o spesi per processi mediatici e inutili che vengono pagati con i proventi delle tasse».

 

E poi il grande classico delle trasmissioni Rai e Mediaset, che martellano da giorni contro i magistrati che si occupano dei neorurali: «Figli che vengono strappati alle madri perché i giudici non condividono il loro stile di vita se vivono in un bosco, quando nessuno dice o fa nulla di fronte alla realtà di bambini mandati a rubare o a fare accattonaggio...».

 

giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano 6

Ecco la premier double-face. Per trentacinque minuti spiega la riforma Nordio e sembra quasi Sabino Cassese (che effettivamente interviene da remoto), poi nei cinque minuti finali ritorna a Colle Oppio e non si tiene più.

 

Ma si capisce che l’importante è proprio la chiusura incendiaria, che verrà rilanciata nei video social, perché l’allarme che sta impensierendo tutto il centrodestra è quello di un’astensione più grande del previsto.

 

Il referendum […] è finito in fondo alle priorità degli elettori, specie di quelli della maggioranza, e la necessità di Meloni è quella di ingaggiare i tiepidi, i disillusi, l’elettorato distratto, con toni apocalittici da dopo di me il diluvio.

 

ignazio la russa al teatro parenti per il comizio er il si alla riforma della giustizia foto lapresse

Nicolò Zanon, l’ex giudice costituzionale che è stato scelto come presidente del comitato per il Sì, lo ammette preoccupato: «L’elettorato moderato ha bisogno di essere un po’ sollecitato per andare a votare, in questi ultimi giorni dobbiamo mandare messaggi semplici e diretti».

 

Eccone uno, semplicissimo, by Zanon: «Votiamo sì contro la vera casta degli impunibili e degli ingiudicabili. Votiamo sì per poter finalmente giudicare questa casta che non paga mai per i propri errori». È il refrain di tutta la manifestazione, visto che il sorteggio, il doppio Csm e la separazione delle carriere sono tecnicalità che non scaldano il pubblico.

 

carlo nordio con andrea delmastro al teatro parenti di milano per il comizio sul referendum giustizia foto lapresse

L’unica è costruire consenso sugli errori giudiziari. Sotto dunque con la malagiustizia, con la conduzione di Alessandro Sallusti: salgono sul palco una serie di persone a rappresentare casi macroscopici, dal padre che ha visto l’assassino della figlia scarcerato dopo appena un anno perché non ancora maggiorenne, al figlio il cui padre è stato ucciso da un killer camorrista in permesso premio.

 

In platea, insieme ai fratelli d’Italia, a battere le mani anche la compagna di Enzo Tortora, Francesca Scopelliti e alcune presenze inaspettate, come Luigi Marattin o l’ex senatore dem Stefano Esposito. Superstar è Antonio Di Pietro, collegato in video, perché serve a dimostrare che la riforma non è un regalo alla politica contro i pm.

 

giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano foto lapresse 1

Parlano in tanti, con interventi di quattro minuti, scanditi dal ritornello di Sal da Vinci “sarà per sempre sì”. Meloni insiste nel dire che il referendum è un’occasione da non perdere, perché tutti i tentativi precedenti sono «naufragati» a causa «dell’interdizione esercitata dall’Anm o da gruppi di magistrati che avevano grande notorietà mediatica».

 

Una stoccata finale la riserva, pur senza nominarla, anche a Giusi Bartolozzi, la capo di gabinetto di Nordio che ha avuto il torto di svelare le vere mire della riforma. «Qui nessuno ha in mente di liberarci della magistratura», promette Meloni.

giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano foto lapresse 2

giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano 1

giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano 2giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano 4giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano foto lapresse 5giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano foto lapresse 3giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano 3giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano foto lapresse 6giorgia meloni al comizio per il si al referendum sulla giustizia teatro parenti di milano 1

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