giorgia meloni giustizia referendum magistrati

A PALAZZO CHIGI SI PREPARANO AL PEGGIO – LA FIAMMA MAGICA SI LAVORA AL PIANO “D’EMERGENZA” IN CASO DI SCONFITTA AL REFERENDUM. LE STRADE SONO DUE: O SI VA A ELEZIONI ANTICIPATE, O SI STRINGE UN PATTO DI FINE LEGISLATURA CON CIÒ CHE RESTERÀ DI LEGA E FORZA ITALIA – SUL PIATTO LE SOLITE PROMESSE TRITE E TRADITE SU FISCO, SICUREZZA E IMMIGRAZIONE. MA LA VERA PARTITA È SULLA LEGGE ELETTORALE. IL DILEMMA DEGLI SHERPA DELLA SORA GIORGIA: ACCELERARE DOPO UN’EVENTUALE SCONFITTA AL REFERENDUM SAREBBE UN SEGNALE DI DISPERAZIONE. VICEVERSA, MUOVERSI PRIMA DAREBBE ALTRO SLANCIO ALL’OPPOSIZIONE, GIÀ RINGALLUZZITA DALL’ALTA TENSIONE SUL REFERENDUM...

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

Un po' di ossigeno l'ha regalato ieri mattina l'ultimo sondaggio a uso interno commissionato da Forza Italia. Attribuisce al sì il 53,5%, ma con una stima dell'affluenza al 42%: ipotesi tutta da verificare. La realtà è che in queste ore la destra di governo spera nel meglio, ma si prepara al peggio.

 

Per questo, a palazzo Chigi si lavora da giorni a un piano d'emergenza, da utilizzare in caso di sconfitta referendaria. Consiste in un nuovo patto di programma, due o tre misure forti da approvare nell'ultimo anno di legislatura. Prendere o lasciare. L'unica strada per tentare di evitare dodici mesi di logoramento e un pericoloso stallo dell'esecutivo.

 

A un mese dall'apertura delle urne, c'è un dato considerato ormai scontato dalle parti di palazzo Chigi: con l'eventuale vittoria del no, la maggioranza finirebbe preda di un pericoloso disequilibrio. L'instabilità promette di insinuarsi in Forza Italia e nella Lega.

 

supermedia youtrend referendum giustizia 20 febbraio 2026.

Ecco perché Meloni sarà chiamata a decidere tra due opzioni, entrambe rischiose: il voto anticipato, che proverà fino all'ultimo a evitare, o appunto un rilancio programmatico che eviti un anno di dolorosa paralisi.

 

Da quest'ultimo scenario dunque si parte. L'idea è che in caso di bocciatura della riforma serva una forzatura [...].

 

Innanzitutto, per preservare l'obiettivo del record di durata di un governo alla guida del Paese (ovviamente non vale la lunga dittatura del ventennio) e non rinunciare nella campagna delle politiche a uno slogan che la premier considera vincente: siamo l'esecutivo più longevo della storia d'Italia, votate per la stabilità e per altri cinque anni di governo.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

Il problema non sarebbe ovviamente la tenuta di Fratelli d'Italia: la leader è salda, nessuno tra i suoi la insidia. [...] Una sconfitta al referendum avrebbe effetti pesanti su Forza Italia, dove la famiglia Berlusconi potrebbe reclamare un ricambio al vertice — già vagheggiato nei mesi scorsi — prendendo a pretesto l'eventuale tonfo nella battaglia fondativa sulla giustizia.

 

Ma il vero anello debole ha la residenza in via Bellerio: Matteo Salvini resiste alla guida del Carroccio grazie a un patto di non belligeranza con i suoi governatori, ma è evidente che i nemici interni potrebbero approfittare di una crisi per ribaltarne la leadership. Anche perché il partito di Roberto Vannacci continua a ricevere soddisfazioni nei sondaggi, alimentando una pericolosa concorrenza a destra.

il codice nordio - poster by macondo

 

E dunque, che fare? Come gestire l'eventuale caos? L'idea a cui lavora lo staff meloniano di palazzo Chigi parte da una sorta di patto di fine legislatura, un mini programma per l'ultimo anno alla guida del Paese.

 

Prevede innanzitutto un intervento sul fisco, un segnale a sostegno del ceto medio e del Nord (sul Sud la partita delle politiche è giudicata difficilmente recuperabile). Ma anche nuove misure sulla sicurezza e l'immigrazione. E ovviamente, [...] una nuova legge elettorale.

 

giorgia meloni e sergio mattarella - consiglio supremo della difesa

Anche su questo punto, in realtà, la trattativa è complicata da un fattore: il premio nazionale oltre il 40%, senza paletti, è a rischio costituzionalità (e, ancora prima, esposto al vaglio del Colle). Gli sherpa di maggioranza lavorano dunque a correzioni, appesantiti però da un dilemma: è meglio presentare la riforma prima o dopo il voto del 22-23 marzo?

 

[...] Presentare una nuova legge dopo un'eventuale sconfitta referendaria, infatti, potrebbe apparire come una disperata forzatura per invertire un trend negativo nel consenso. Ma ufficializzarla prima potrebbe fornire argomenti alle opposizioni, che già si oppongono alla riforma della giustizia bollandola come un primo tassello di un piano per ottenere "pieni poteri" [...].

 

E d'altra parte, a palazzo Chigi davvero non è ancora chiaro neanche quanto sia utile esporre la leader nell'ultimo mese di campagna.

il post di fratelli d italia per il si al referendum dopo la sentenza sulla sea watch

 

Ieri è stato ufficializzato per il 12 marzo un evento di FdI per il sì al teatro Franco Parenti di Milano, anche se non è ancora confermata la partecipazione di Meloni. E sempre ieri, gli emissari del centrodestra hanno ragionato di un evento nazionale il 18 marzo a Roma, ma senza i leader. L'obiettivo è evitare la fotografia della premier e dei suoi vice, che potrebbe mobilitare il fronte antigovernativo del no.

 

Sono tutti segnali di un'insicurezza che rischia di cronicizzarsi in caso di sconfitta del sì. Per arginarla, si prepara come detto il piano B. Ma nessuno, ormai, può escludere che alla fine non diventi più conveniente tentare l'azzardo elettorale, evitando un anno di instabilità.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...