IL PARLAMENTO NON È UN PIANO BAR: BASTA KARAOKE A MONTECITORIO – LO STORICO GIANNI OLIVA: “QUANDO L'OPPOSIZIONE CANTA ‘BELLA CIAO’ MI SEMBRA SI COMPORTI IN MODO IRRITUALE. ALLO STESSO MODO MI DANNO FASTIDIO I POLITICI CHE SI ESIBISCONO ALLA RADIO CANTANDO O IMPROVVISANDO POESIE IMPROBABILI. I PARLAMENTARI SONO ELETTI PER DISCUTERE E APPROVARE LEGGI: IL LORO MANDATO È FAR POLITICA, NON DI ESIBIRSI IN CANTI CORALI” – “POSSIAMO TRASMETTERE L'IMMAGINE DELLE AULE PARLAMENTARI COME LUOGHI DOVE SI LAVORA? DEI DEPUTATI E DEI SENATORI COME ELETTI CHE LEGGONO DOCUMENTI, SI CONFRONTANO, VOTANO?”

 

 

VIETIAMO IL KARAOKE A MONTECITORIO

Estratto dell’articolo di Gianni Oliva per “La Stampa”

 

Gianni Oliva

Probabilmente sono fuori moda: ma l'aula di Montecitorio trasformata in arena da karaoke mi dà fastidio.

 

Quando l'opposizione canta "Bella Ciao" perché la maggioranza ha approvato una legge sgradita mi sembra si comporti in modo irrituale: "quella" maggioranza, piaccia o no, è stata eletta in base a regole democratiche introdotte proprio dalla lotta antifascista che ha ispirato "Bella Ciao".

 

E quando la maggioranza replica cantando l'"Inno di Mameli" con tanto di mano al petto, si appropria in modo indebito dell'inno nazionale: "Fratelli d'Italia" rappresenta la nazione tutta, non una parte politica.

 

 

l'opposizione canta bella ciao alla camera 2

Allo stesso modo mi danno fastidio i politici che si esibiscono alla radio ad "Un giorno da pecora" cantando (spesso stonando) o improvvisando poesie improbabili. I parlamentari sono eletti per discutere e approvare leggi: possono usare toni sarcastici o eloquio seducente, citare norme o richiamare autori illustri, polemizzare con forza o argomentare con enfasi, ma il loro mandato è far politica, non di esibirsi in canti corali.

 

Sappiamo bene che il prestigio della classe dirigente è profondamente decaduto. [...]

 

Sappiamo anche le cause di tanta decadenza: corruzione, arresti, smobilitazione dei partiti, improvvisazione delle candidature. Possiamo almeno fermarci qui e non andare oltre?

 

 

Il leghista Luca Leoni Orsenigo con il cappio in parlamento nel 1993

Possiamo trasmettere l'immagine delle aule parlamentari come luoghi dove si lavora? Dei deputati e dei senatori come eletti che leggono documenti, si confrontano, votano?

 

Dai cappi esibiti da leghisti della prima ora, al parlamentare di destra che portò la mortadella in aula per festeggiare la caduta di Prodi, alle risse periodiche sedate dagli uscieri, ai cartelli ostentati a turno dagli uni e dagli altri, sino ai canti diventati di moda negli ultimi tempi….mi sembra che tutto sia essenzialmente un'esibizione di incapacità: non si sa progettare il futuro, non si sa leggere il presente, non si conosce davvero la materia che si tratta, e allora si delega l'identità politica all'improvvisazione scenica.

 

Una ostentazione di muscoli, qualche spintone, un coro: con buona pace di quanti, per creare un Parlamento libero, hanno combattuto ottant'anni fa; e di quanti, molti decenni prima, hanno combattuto per creare una Nazione unita.

l'opposizione canta bella ciao alla camera 2l'opposizione canta bella ciao alla camera 1DL SICUREZZA ALLA CAMERA - BANCHI DEL GOVERNO OCCUPATI DALLE OPPOSIZIONI

carlo calenda a un giorno da pecora. arianna meloni canta con dejan cetnikovic di radio rock 5il generale roberto vannacci canta la locomotiva di guccini radio rock 3Gianni Oliva

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