1- LA PERNACCHIA DI FERRARA AL “BULLO SARKOZY” DAVANTI ALL’AMBASCIATA DI FRANCIA 2- UNA PLATEA DI APPENA DUECENTO “INDIGNADOS” INTORNO A UN VECCHIO CAMION CON L’ELEFANTINO CHE SI TRASFORMA IN TRIBUNO E CHANSONNIER, AGITATORE E COMICO BACCHETTANDO “IL GALLO CUPO E IPERCINETICO: «CON QUEL DEFICIT, COSA AVRÀ DA RIDERE?. E TERMINA IMPROVVISANDO UNA DANZA CON DANIELA SANTADECHÉ 3- “SE IN FRANCIA AVESSERO UNA MADAME BOCCASSINI, SARKOZY SAPREBBE DOVE METTERLA” 4- IN QUATTRO ANNI DI ELISEO, IL PORTAPANNOLINI DI CARLÀ NON SI È FATTO MANCARE NIENTE. LE RACCOMANDAZIONI AL FIGLIO JEAN, L’INTERA FAMIGLIA (SUOCERA COMPRESA) PORTATA IN AEREO IN VISITA DI STATO, LA CONFERENZA STAMPA DOPO AVER ALZATO UN PO’ IL GOMITO, GLI INSULTI A FOTOGRAFI E GIORNALISTI LICENZIATI PER “LESA MAESTÀ” E LA RIUNIONE DI CONDOMINIO PER DIFENDERE GLI AFFARI DELLA SOLITA SUOCERA

Dal "Corriere della Sera"
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo

La colonna sonora è Charles Trenet e risate registrate, i partner cartonati sono Louis de Funès e Nicolas Sarkozy, la location piazza Farnese. Protagonista dell'iniziativa è Giuliano Ferrara, che lancia la sua risata liberatoria contro «quel bullo» del presidente francese e arringa un drappello di duecento «indignados» «foglianti». Il direttore del Foglio sale su un vecchio camion, si fa tribuno e chansonnier, agitatore e comico.

Esordisce oscillando come uomo-sandwich, indossando un cartellone con il volto di Sarkozy, e termina improvvisando una danza con Daniela Santanché, sulle note della canzone «Que reste-t-il de nos amours». Il «laugh-in» fogliesco vuole essere un modo per dire a Silvio Berlusconi di «tenere duro, anzi durissimo» e nel contempo per bacchettare «il gallo cupo e ipercinetico»: «Con quel deficit, cosa avrà da ridere?». In un'oretta di comizio solitario, Ferrara ne ha davvero per tutti.

Per «la condiscendenza e il sussiego» di Sarkozy; per i francesi, «che hanno buttato nel cesso la Costituzione europea e fanno i bulli sul podio di Bruxelles»; per l'opposizione nostrana, che «ride di Silvio Berlusconi, lo spia, gli lancia uova e sassi». E parlando di pm, Ferrara spiega: «Se in Francia avessero una madame Boccassini, Sarkozy saprebbe dove metterla». Ma si dichiara indignato anche l'ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, Leonardo Tricarico, che per protesta restituisce una delle più prestigiose onorificenze francesi, la «legione d'onore».

2- VIDEO: SARKOZY SEMBRA ALTICCIO AL G8 IN GERMANIA (2007)
http://www.youtube.com/watch?v=rWjSVpIPowg&feature=player_embedded


3- DIECI MOTIVI PER RIDERE DEL BURLONE SARKÃ’
Tommaso Montesano per "Libero"

All'estero ride degli altri. Ma in Francia è lui a far ridere. Per le innumerevoli gaffe da quando, nel 2007, occupa l'Eliseo. In quattro anni e mezzo di presidenza, Nicolas Sarkozy non si è fatto mancare niente. Le raccomandazioni al figlio Jean, l'intera famiglia (suocera compresa) portata in aereo in visita di Stato, la conferenza stampa presenziata dopo aver alzato un po' il gomito, gli insulti a fotografi e giornalisti e la riunione di condominio frequentata per difendere gli affari della solita suocera.

Un campionario di errori e figuracce che giorno dopo giorno sta annullando le chance di Sarkozy di restare all'Eliseo. Mentre il presidente ride di Silvio Berlusconi e dell'Italia, i sondaggi per lui sono impietosi: votassero per le Presidenziali oggi, i francesi sceglierebbero con il 62% lo sfidante socialista, François Hollande, lasciando il presidente uscente al 38%. Ecco i dieci motivi per ridere di Sarkò.

1. IL FIGLIO RACCOMANDATO.
Nel 2009 Jean Sarkozy, avuto nel 1987 dalla prima moglie, ha ottenuto il diploma di "figlio di papà"dal comitato "Sauvons les riches", salviamo i ricchi. Nessuno è più figlio di papà di lui: dal 16 marzo 2008 per l'Ump - il partito del padre - è consigliere generale dell'Hauts-de- Seine per il cantone di Neuilly-sur-Seine- Sud. Dall'anno successivo è diventato consigliere d'amministrazione dell'Epad, l'en - te pubblico che gestisce il quartiere d'affari della Defense. Non contento, Sarkozy padre lo voleva alla presidenza del Cda. Solo la sollevazione popolare ha costretto il presidente a fare marcia indietro.

2. LA CORTE DEI BRUNI ALL'ELISEO.
Non c'è solo la moglie Carla a rappresentare la Francia. Come rivelato dal settimanale satirico Le Canard enchaîné, anche Marisa Borini in Bruni Tedeschi, suocera del presidente, è di casa all'Eliseo. Talmente di casa che Sarkozy, in una visita di Stato in Romania, se l'è portata appresso insieme a Maurizio Remmert, l'amore di gioventù di Marisa che ha dichiarato di essere il vero padre di Carlà. È stata la stessa suocera a confidare di ispirare il presidente: «Ho preso l'abitudine di mandargli un sms con il mio punto di vista politico in momenti di particolare rilevanza».

3. L'ASSEMBLEA DI CONDOMINIO.
Nicolas ci tiene tanto, alla suocera. Al punto che, quando si è trattato di difendere la costruzione di una fogna voluta da lei per la villa di famiglia di Cap Negrè, in costa Azzurra, il presidente si è precipitato alla riunione di condominio. Secondo i media francesi, per amore dei Bruni Tedeschi Sarkò si è anche improvvisato mediatore immobiliare: è stato lui, infatti, a mettere in contatto la famiglia della moglie con un emiro arabo per la vendita di una villa in Piemonte.

4. QUELLA CONFERENZA IMBARAZZANTE.
Anno 2007. In Germania c'è il G8. Sarkozy è atteso in conferenza stampa, ma è in ritardo. E quando si presenta, lascia di sasso i giornalisti: è sudato, ha il respiro affannoso e la voce gli trema. In più, trattiene il riso a stento. «A quanto dice, non aveva bevuto che acqua», commenta in studio il giornalista che lancia il servizio. Non ci crede nessuno.

5. LA PEDANA SOTTO I PIEDI.
La moglie Carla è stata costretta a indossare le ballerine invece dei tacchi a spillo. Il presidente non ne vuole sapere di apparire basso. Così ai vertici internazionali Sarkozy esige una pedana da mettere sotto i piedi. È andata così perfino in Normandia, alle celebrazioni per lo sbarco alleato insieme al collega Barack Obama, e all'assemblea generale dell'Onu.

6. LE GAFFE CON ANGELA MERKEL.
Oggi mostra di andare d'amore e d'accordo con la cancelliera tedesca. Ma lei pare che non lo stimi granché. Colpa, anche, di un paio di gaffe. La prima nel 2008, quando Sarkò intasca la penna stilografica del premier romeno. In conferenza stampa, Merkel gliene porge un'altra: «Lei le colleziona, vero?». Lo stesso anno, Sarkozy si rivolge al marito della cancelliera chiamandolo «monsieur Merkel». Peccato che lui si chiami Sauer e lei glielo faccia notare accusandolo di dichiarazioni «mancanti di precisione».

7. L'ACCUSA AI GIORNALISTI.
Due anni fa, al vertice Nato di Lisbona, Sarkozy è furioso per le insinuazioni di un giornalista su un presunto traffico militare con il Pakistan. «Oh basta! Siamo in un mondo di pazzi! E voi allora? Non ho niente contro di voi, ma mi sembra che siate un pedofilo. Chi me l'ha detto? Le fonti, i servizi, e poi ne sono convinto. Amici pedofili, a domani».

8. LA RISSA CON I FOTOGRAFI.
Sarkozy è in barca sul lago Winnipesauke, nel New Hampshire. Due fotografi americani dall'Associated press si avvicinano troppo. Quando sono di fianco al natante presidenziale, Sarkò, in costume da bagno, va all'ar - rembaggio: salta a bordo dell'imbarcazione e, urlando, sommerge i due di rimostranze.

9. QUEL GESTACCIO IN BRETAGNA.
In visita nella regione del nord-ovest mentre infuria la protesta dei portuali, Sarkò è fatto oggetto di contestazioni. Così mentre cammina si ferma e alza gli occhi verso chi lo attacca. «Che hai detto? Sei tu che hai detto questo? Scendi un po' a dirmelo in faccia, scendi!».

10. L'AUT AUT ALL'EDITORE.
A marzo il Journal du Dimanche pubblica la notizia del presunto tradimento reciproco di Nicolas e Carla. Il presidente non ci sta e telefona ad Arnaud Lagardère, editore nonché industriale dipendente dalle commesse pubbliche, per esigere una punizione esemplare. E così é: due giornalisti finiscono licenziati.

 

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