IL DECLINO DELL’IMPERO AMERICANO - A FINE 2013 IL PRODOTTO INTERNO LORDO CINESE (16.400 MLD $) POTREBBE SORPASSARE QUELLO USA (16.200 MLD $)

Danilo Taino per "Il Corriere della Sera"

La Cina è già la maggiore economia del mondo, o lo sta per diventare, in termini di parità di potere d'acquisto. È un secolo e mezzo di dominio americano che arriva alla fine. Non significa che gli Stati Uniti siano in un declino strutturale: il dinamismo e la capacità d'innovazione della loro economia rimangono incomparabili.

Piuttosto vuole dire che gli equilibri nel mondo cambiano più velocemente di quello che si pensasse. Secondo calcoli condotti sulla base di una nuova elaborazione statistica effettuata da un organismo che lavora sotto l'egida della Banca mondiale, alla fine del 2013 il Prodotto interno lordo (Pil) cinese dovrebbe essere attorno ai 16.400 miliardi di dollari: quello degli Stati Uniti a poco meno di 16.200.

L'organismo in questione - l'International Comparison Program (Ipc) - è una partnership statistica internazionale che periodicamente effettua uno studio ponderoso sulle parità di potere d'acquisto: in sostanza conteggia beni e servizi prodotti in ogni Paese usando lo stesso prezzo, immaginando che un telefono cellulare o una manicure abbiano lo stesso valore in Cina, in Italia, in Brasile. Usare questo metodo «invece dei tassi di cambio di mercato - spiega l'Ipc - rende possibile paragonare la produzione delle economie e il welfare dei loro abitanti in termini reali (cioè controllando le differenze nei livelli di prezzo)».

Il problema è che a livello internazionale c'è una certa insoddisfazione per lo studio Ipc realizzato nel 2005, sul quale si basano le principali classifiche dei Pil: parecchi esperti sostengono che ha sopravvalutato il livello dei prezzi in Cina, con ciò abbassando il Pil del Paese di circa il 20% (nel caso di altre economie emergenti come India e Bangladesh anche del 40%). Ora, l'Ipc sta conducendo un nuovo studio che tiene conto di quelle critiche.

I risultati saranno presentati in dicembre. Branko Milanovic, un lead economist della Banca mondiale, sostiene che, sulla base dei risultati preliminari, «si ritiene che il nuovo round dell'Ipc rovescerà in una certa misura, per quel che riguarda la Cina, i risultati del 2005. Questo implica che il Pil della Cina può all'improvviso fare un balzo di qualcosa come il 20%».

Significa che, con i nuovi numeri, il Pil cinese in termini di parità di potere d'acquisto del 2012 (dato Fondo monetario internazionale, Fmi) passerebbe dagli attuali 12.471 miliardi di dollari a 14.965. Che si confronta con quello americano di 15.685 miliardi di dollari. Se si suppone che quest'anno l'economia cinese cresca, sempre a parità di potere d'acquisto, del dieci per cento e quella americana del tre, risulta che Pechino potrà segnare sulla lavagna circa 16.460 miliardi di dollari di Pil, Washington qualcosa tra i 16.150 e i 16.200.

Le statistiche sul valore comparato dei Prodotti lordi internazionali variano parecchio proprio perché trovare dati paragonabili in tutti i Paesi è complicato. Classifiche usando il Pil di ogni Paese in valuta locale non si possono fare, essendo le unità di misura diverse. Quando invece i Pil vengono espressi in una sola valuta - di solito il dollaro - tutto viene distorto dai tassi di cambio, che possono anche avere variazioni consistenti di anno in anno. In più, non si tiene mai conto che un taglio di capelli o il famoso Big Mac hanno valori diversi in ciascun Paese.

Con questo metodo, il Pil americano del 2012, per dire, sarebbe stato quasi doppio rispetto a quello cinese: 16.244 miliardi contro 8.221 (ancora dati Fmi). Confrontare i Pil sulla base della parità di potere d'acquisto sembra dunque più corretto, se si vuole avere un raffronto realistico della dimensione delle economie: in questo modo, le differenze sono differenze di volumi di beni e servizi.

Anche se la revisione che sta conducendo l'Ipc non avvenisse, il sorpasso della Cina all'America non sarebbe comunque lontano. Se ci si basa sulle tabelle dell'Fmi e sui ritmi di crescita previsti dal Fondo stesso, avverrebbe nel giro di un paio d'anni anche considerando i valori delle parità di potere d'acquisto calcolati nel 2005. Sulla base dei dati Penn World Tables della Pennsylvania University, invece, Milanovic ha calcolato che il sorpasso avverrebbe tra circa un anno. Secondo il Maddison Project, che cerca di ricostruire a ritroso i Pil mondiali (e non usa i valori Ipc del 2005) sarebbe addirittura già avvenuto nel 2009.

Messi in politica, i dati pongono una sfida non da poco a Washington. E una forse più grande, in termini di responsabilità globale, ai leader comunisti riuniti a discutere di economia nello smog da crescita di Pechino.

 

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