quagliariello

RIMPASTO AL POMODORO - IL 21 LUGLIO QUAGLIARIELLO GIURERÀ COME NUOVO MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI - PER QUEL GIORNO PREVISTA ANCHE LA NOMINA DI DUE NUOVI VICEMINISTRI PER ACCONTENTARE LA CORRENTINA DEL MINISTRO MARTINA

Gaetano Quagliariello Gaetano Quagliariello

Francesco Bei per “la Repubblica”

 

La data c’è, il 21 luglio. Matteo Renzi salirà al Quirinale insieme a Gaetano Quagliariello per farlo giurare come nuovo ministro per gli Affari regionali. Ma quello stesso giorno arriverà anche un’altra infornata di nomine, per rimettere a punto a la squadra di governo e dare il via all’annunciato “ribaltone” di alcune strategiche presidenze di commissione. Due viceministri infatti mancano da mesi e quel martedì di luglio arriveranno i sostituti.

maurizio martinamaurizio martina

 

Scelti per premiare quella componente del Pd - Sinistra è cambiamento, guidata dal ministro Martina - che si è staccata dal resto dei bersaniani e ormai di fatto è integrata nella maggioranza renziana. Dunque al posto di Lapo Pistelli come viceministro degli Esteri sarà nominato Enzo Amendola, attuale responsabile esteri del Pd. Mentre a sostituire Claudio De Vincenti come numero due del ministero dello Sviluppo sarà chiamato Cesare Damiano, altro fondatore della neonata corrente di sinistra dialogante. Vacante da tempo, la poltrona di Antonio Gentile, sottosegretario Ncd alle Infrastrutture, verrà affidata a un membro di Scelta Civica, che con l’adesione della Giannini al Pd ha perso un posto al governo.

 

ENZO AMENDOLA ENZO AMENDOLA

Ma quella della squadra di governo è solo una delle leve a disposizione del premier per rilanciarsi. L’altra sono le presidenze delle commissioni parlamentari, che vengono normalmente rimesse in gioco a metà legislatura. Come normalmente è tradizione riconfermare gli uscenti. Solo che molta acqua è passata sotto i ponti dal 2013 e Forza Italia, prima in maggioranza con Enrico Letta, è ora all’opposizione. E senza un nuovo Nazareno in vista - un’eventualità che il premier continua in privato ad escludere - saranno i quattro presidenti forzisti della Camera e i due del Senato (questi ultimi però solo a settembre) a doversi fare da parte.

lapo pistelli  john r  phillips  linda douglasslapo pistelli john r phillips linda douglass

 

Il toto-presidenti impazza, con un bilancino che terrà conto della necessità di premiare la sinistra che ha accettato di collaborare con il segretario, senza però scontentare i renziani di vecchia data. Nella Affari costituzionali di Montecitorio Francesco Paolo Sisto andrebbe sostituito con Emanuele Fiano, anche se in ballottaggio c’è Matteo Richetti. Entrambi renziani. Alla Difesa al posto di Elio Vito, si parla del renziano Gian Piero Scanu (non troppo ben visto tuttavia dalla ministra Pinotti) o del giovane turco Daniele Marantelli.

claudio de vincenti con la moglie paolaclaudio de vincenti con la moglie paola

 

Alla Finanze si scalda Marco Causi, uno degli animatori della corrente di Martina, ma potrebbe anche lasciare il posto al veltronian-renziano Andrea Martella (in arrivo da un’altra commissione). Per sostituire Giancarlo Galan alla commissione Cultura la prima scelta è la renziana Flavia Piccoli Nardelli, in panchina pronto Roberto Rampi (martiniano). Il risiko delle commissioni è complicato dal fatto che, oltre alle correnti del Pd, Renzi si dovrà di fronte alle richieste di Scelta Civica, Ncd e Popolari per l’Italia - junior partner della coalizione - che hanno chiesto una presidenza a testa.

 

CESARE DAMIANO CESARE DAMIANO

Un capitolo a parte meritano le presidenze della commissio- ne Bilancio di Camera e Senato. A palazzo Madama il compito è relativamente più semplice visto che Antonio Azzollini si è dimesso travolto dall’inchiesta di Trani. Il Pd vorrebbe metterci il renziano Giorgio Santini, ma anche Linda Lanzillotta ha i suoi supporter. Il caso più delicato è invece quello di Montecitorio, dove la presidenza è di Francesco Boccia, un democratico non allineato.

 

In passato è stato molto critico con Renzi, anche se il suo tasso di antagonismo è scemato. Il premier però, in vista della legge di Stabilità, pretende che le due commissioni Bilancio siano affidate a personalità di provata fede. E sembra che Boccia non sia considerato tale, soprattutto dal potente sottosegretario Luca Lotti.

SCHIFANI E AZZOLLINI SCHIFANI E AZZOLLINI

 

A palazzo Madama ci sono poi da scegliere i sostituti dei forzisti Nitto Palma e Altero Matteoli (Giustizia e Lavori Pubblici). Ma la commissione giustizia della Camera è già appannaggio del Pd, così si sta pensando di consegnarla a un alfaniano. In cambio Ncd dovrebbe convincere Roberto Formigoni - sotto processo a Milano - a sloggiare dalla presidenza della commissione Agricoltura prima che arrivi la sentenza.

 

L’altra partita che Renzi si sta giocando è quella sulle riforme. Un sasso nello stagno l’ha lanciato, su l’Unità, il vicepresidente del Pd Matteo Ricci, sindaco renziano di Pesaro. Ha proposto di tornare all’idea iniziale di Renzi, quella di un Senato composto dai sindaci delle città capoluogo e dai venti presidenti delle Regioni. Andando così incontro alle richieste di un Senato composto da senatori eletti e non nominati, come chiede la minoranza: «Se il punto è compattare il Pd, l’unità si può ritrovare intorno a quell’idea, costruita su un sistema chiaro e semplice per i cittadini». Una palla buttata in avanti, ma con l’incoraggiamento del segretario.

 

FASSINAFASSINA

Rispondendo nella sua rubrica ai lettori de l’Unità Renzi è invece sembrato non curarsi molto dei fuoriusciti: «Fassina - ha scritto ieri - non può pretendere di riscrivere la storia. Il Pd invece può scrivere una pagina si storia. Lo faremo, anche senza di lui».

Ultimi Dagoreport

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…