biden draghi afghanistan

AFGHANISTAN, L’AFFARE SI INGROSSA! BIDEN SPIEGA CHE LA DATA FISSATA PER IL RITIRO, IL 31 AGOSTO, NON VERRÀ SPOSTATA E DEFINISCE «ALTISSIMO» IL RISCHIO DI UN ATTACCO TERRORISTICO. I TALEBANI HANNO ANNUNCIATO DI AVER BLOCCATO L’ARRIVO DEGLI AFGHANI ALL’AEROPORTO: CI «SERVONO QUI», DICONO (UNA VOLTA CHE GLI AMERICANI SE NE SARANNO ANDATI VIA A PROCESSI E ESECUZIONI SOMMARIE) – COME DAGO-RIVELATO, CHI RISCHIA DI PRENDERLO IN QUEL POSTO È L’EUROPA. LE ROGNE SUL G-20: BIDEN PRETENDE DA DRAGHI DI... - VIDEO

 

https://m.dagospia.com/biden-pretende-da-draghi-di-sapere-in-anticipo-quale-sara-la-posizione-di-russia-e-cina-280643

 

Da corriere.it

 

mario draghi e joe biden 4

Si è fatto aspettare cinque ore. E anche se la conferenza stampa era stata convocata per aggiornare il Paese sulle evacuazioni da Kabul e sui risultati del G7, Joe Biden ha cominciato parlando di politica interna, celebrando l’accordo tra i democratici per il passaggio del budget da 3,5 miliardi di dollari. Sa cosa interessa agli elettori, e sa anche che prima si smette di parlare della crisi afghana meglio è per lui. Infatti è intervenuto per pochi minuti, e non ha preso domande dai giornalisti.

 

Il presidente americano ha spiegato che la data fissata per il ritiro, il 31 agosto, non verrà spostata. Sette giorni dunque per fare uscire dall’Afghanistan tutti gli americani che sono ancora lì e gli afghani in possesso di un visto o che hanno cominciato la domanda. Una impresa probabilmente impossibile.

 

mario draghi e joe biden 1

Biden aveva annunciato la sua decisione intervenendo per primo al summit virtuale del G7 nel pomeriggio di martedì, durato meno di un’ora. Il premier britannico Boris Johnson, che l’aveva convocato nella speranza di far cambiare idea all’alleato americano, ha dovuto ammettere la sconfitta: «Andremo avanti fino all’ultimo momento, ma avete sentito quello che ha detto il presidente Usa, avete sentito quello che hanno detto i talebani». Biden ha parlato del pericolo crescente di restare e definito «altissimo» il rischio di un attacco terroristico. «Ce la faremo per il 31 agosto - ha detto dal podio della Casa Bianca — ogni giorno in più aumenta il rischio di attacchi da parte di Isis-k». I talebani, dopo aver avvertito che non avrebbero accettato un prolungamento della presenza americana, hanno annunciato di aver bloccato l’arrivo degli afghani all’aeroporto: ci «servono qui», dicono.

 

 

mario draghi joe biden al g7 6

Ma la partita non sarà chiusa fino alle ultime ore, anche perché la pressione per allungare di alcuni giorni la permanenza Usa è forte anche da parte del Congresso: ieri c’è stato un incontro a porte chiuse tra rappresentati democratici e repubblicani, il segretario alla Difesa, il segretario di Stato e il capo di Stato maggiore. E lo stesso Biden ha detto in serata che il rispetto della scadenza «dipende dalla cooperazione dei talebani». Il presidente ha quindi chiesto a Pentagono e dipartimento di Stato di studiare un «piano di emergenza» nel caso in cui ci si renda conto di dover far slittare anche se di poco la chiusura della missione, che terminerà, ha detto agli alleati, in base al «raggiungimento degli obiettivi americani».

 

mario draghi joe biden al g7 1

Nella sua visita lampo a Kabul il capo della Cia, uno dei migliori diplomatici americani, William Burns, ha con ogni probabilità testato se ci sono possibilità di far uscire ancora qualcuno dal Paese anche dopo la partenza degli ultimi militari Usa (sono circa 6 mila adesso). I talebani potrebbero far passare gli americani rimasti indietro (sinora ne sarebbero usciti circa 4600, ne mancherebbero quasi il doppio), ma cosa ne sarà delle decine di migliaia di afghani che avrebbero diritto a essere accolti negli Stati Uniti?

mario draghi e joe biden 3

 

 

 

Johnson ha parlato di una «road map» per un possibile dialogo con i talebani con «la condizione numero uno che essi garantiscano un corridoio sicuro» a tutti coloro che vogliono lasciare il Paese anche dopo il 31 agosto. Ma non ha precisato come potrebbero essere gestite queste partenze dopo l’addio a Kabul di Usa e Nato. Solo il Canada di Justin Trudeau si è detto per ora disponibile a lasciare le truppe oltre la fine del mese.

 

 

mario draghi al g7

Il ritmo delle evacuazioni intanto è frenetico, ieri il Pentagono riferiva che parte un volo — americano o degli alleati — ogni 45 minuti. Circa 21.600 persone sono state trasportate solo tra martedì e ieri mattina, superando il record del giorno precedente. Biden ha fatto i conti: oltre 70mila persone sono uscite dal Paese dal 14 agosto. Il presidente ha ringraziato gli alleati per uno «sforzo globale senza precedenti». E ha parlato di un «obbligo collettivo di aiutare i rifugiati». «Noi saremo leader in questo», ha detto, ma ha sottolineato il bisogno di collaborazione da parte di tutti perché portino a casa gli afghani che hanno lavorato per loro. Il presidente ha poi spiegato di essersi accordato con gli alleati per provare a ricostruire un sistema per i rifugiati che «è stato deliberatamente distrutto dal mio predecessore».

 

joe biden

Nel frattempo arrivano dettagli drammatici della situazione nella base di transito di Doha, dove sono fermi migliaia di evacuati afghani. Feci, urine e vomito sul pavimento, le stanze infestate dai ratti: uno scenario da «inferno» secondo un funzionario dell’Us Central Command che ha scritto ai colleghi di dipartimento di Stato e Pentagono.

 

Il clima alla riunione virtuale del G7 era molto diverso da quello cordiale e quasi festoso dell’incontro in Cornovaglia, quando si «celebrava» il ritorno dell’alleato americano dopo i difficili anni di Trump. Gli europei non hanno avuto voce in capitolo nelle ultime decisioni di Washington, ma va anche detto che l’Afghanistan era ormai fuori dai radar di tutti: nel comunicato finale del summit di giugno il dossier era al numero 57 di 70 punti. Ieri i 7 si sono impegnati ad assistere l’Onu nel coordinare l’aiuto umanitario nella regione. Quanto alla possibilità di riconoscere un governo talebano, dipende, si legge nel comunicato finale «dal rispetto degli obblighi internazionali e dall’impegno per assicurare un Afghanistan stabile», che non ridiventi un paradiso per terroristi e rispetti i diritti umani, soprattutto quelli delle donne. «Nessuno li giudicherà dalle parole, ma solo dalle azioni»: questo, ha detto Biden, è l’accordo tra gli alleati.

Talebani

 

 

 

 

 

Draghi al G7: canale con Kabul anche dopo il 31 agosto

mario draghi joe biden al g7 5

Gli Stati Uniti confermano al G7 il loro ritiro dall’Afghanistan entro il 31 agosto. L’Italia chiede di «mantenere un canale di contatto» con Kabul anche dopo la scadenza del 31 agosto. Deve restare - dice al G7 il premier italiano Mario Draghi - «la possibilità di transitare in modo sicuro dall’Afghanistan e dobbiamo assicurare, sin da subito, che le organizzazione internazionali abbiano accesso all’Afghanistan anche dopo la scadenza» di fine mese.

 

mario draghi joe biden al g7 4talebani botte alle donneafghanistan talebani mario draghi joe biden al g7 2

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…