ALÈ, RENZI SI È PRESO PURE CL - IL RUOLO DI SIMONCINI, COSTITUZIONALISTA FIORENTINO MOLTO VICINO AL GIGLIO MAGICO E NUMERO TRE DI COMUNIONE E FATTURAZIONE CHE HA MESSO AI MARGINI I VECCHI LEADER LOMBARDI (VEDI CESANA) TROPPO COMPROMESSI CON LA STAGIONE BERLUSCONIANA

Paolo Bracalini per Il Giornale

 

RENZI CARRAIRENZI CARRAI

Da che parte sta Cl? Sotto il manto della neutralità, per cui «il voto è un fatto personale e di coscienza e Cl non si identifica in nessun schieramento» come ripete Giorgio Vittadini, guida politica del movimento, e come insegna don Juliàn Carròn, presidente di Cl e grande fautore del «disimpegno politico» ciellino dopo anni di eccessiva compromissione coi partiti («Non esistono politici di Comunione e liberazione, questa cosa prima si chiarisce meglio è» spiegò il teologo spagnolo a Repubblica), la metamorfosi ciellina dall'orbita del centrodestra a quella del Pd è ormai cosa fatta.

 

Vittadini chiuse la scorsa edizione del Meeting annunciando che «Cl non è più un movimento di centrodestra, il Pd da tempo non è più un partito non votabile», ora le parole si sono fatte più felpate ma la linea resta quella.

 

 

Sul referendum non ci si sbilancia, «non ci schieriamo» assicura Emilia Guarnieri presidente del Meeting di Rimini, ma non è un mistero che i vertici propendano per il Sì: la riforma «semplifica le decisioni pubbliche» dice Vittadini, mentre Bernhard Scholz capo della Compagnia delle opere, ha già elogiato il governo Renzi perché «sta facendo finalmente le riforme».

 

luciano violanteluciano violante

La Boschi sarà ospite settimana prossima, insieme ad un costituzionalista scettico (Casavola) e ad uno simpatizzante come Cassese, coordinati dal professor Andrea Simoncini, docente di diritto costituzionale a Firenze, considerato molto vicino al Giglio magico. Non proprio un ring che possa mettere in difficoltà la titolare delle Riforme, che vedrà altri colleghi di governo ospiti della kermesse ciellina: Alfano, Gentiloni, Lorenzin, il sottosegretario Toccafondi.

 

francesca scarpato con renzifrancesca scarpato con renzi

I costituzionalisti di Cl, dallo stesso Simoncini a Lorenza Violini fino a Marta Cartabia vicepresidente della Consulta molto amica di Carròn, sono accreditati come sostenitori del Sì. Non sarà poi un caso se il Meeting ha chiesto di curare la mostra sui 70 anni della Repubblica italiana a Luciano Violante, fervente sponsor della riforma costituzionale. L'ex presidente della Camera, ieri in prima fila da Mattarella, è diventato uno stimato consigliere dei vertici di Cl. L'establishment piddino a cui guardano i dirigenti ciellini in cerca di nuovi riferimenti politici, che riporta più ancora che a Renzi a Giorgio Napolitano, l'ex capo dello Stato ospite a Rimini nel 2011 e poi ancora nel 2013 (con un messaggio).

 

 

Fu proprio Napolitano, dopo averla conosciuta al Meeting, a scegliere la Cartabia come nuovo giudice della Corte costituzionale. Mentre negli incontri per presentare il nuovo libro di Carròn in giro per l'Italia, si trovano molti nomi di quella stessa galassia di sinistra: da Tiziano Treu, al vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, al manager Pietro Modiano (marito della piddina Barbara Pollastrini), al sindaco Pd di Siena Bruno Valentini, persino l'ex comunista Fausto Bertinotti.

 

Messo da parte Giancarlo Cesana, ex braccio destro di don Giussani, considerato troppo legato alla stagione della Cl filo-centrodestra (peggio, filo-berlusconiana) che va invece archiviata, tra le figure emergenti della nuova Cl «progressista» c'è proprio Simoncini, membro del consiglio di presidenza di Cl, di fatto il numero tre. Il costituzionalista ciellino ha ottimi rapporti col potere fiorentino, divenuto potere nazionale.

LUIGI AMICONE jpegLUIGI AMICONE jpeg

 

È stato nel consiglio del Maggio musicale, ha una poltrona in Ente Cassa Risparmio di Firenze, la fondazione bancaria partecipata dal Comune guidato dal renziano Dario Nardella, a cui Simocini è da tempo legato (si parlò anche di un assessorato per lui nella nuova giunta), e dove siede anche Marco Carrai, lo storico braccio destro finanziario di Matteo Renzi, ospite del Meeting l'anno scorso (insieme al premier) invitato proprio dall'amico Simoncini.

 

napolitanonapolitano

Ma se i vertici cl si sono riposizionati, non è scontato che la base ciellina segua la stessa torsione. La fugace scommessa su Ncd, dove erano confluiti gli storici esponenti del movimento da Lupi a Vignali a Formigoni (che, si sussurra, non è stato neppure invitato), non ha portato grandi frutti. Ma una parte del movimento, quella più legata alle battaglie storiche come la famiglia, l'aborto, le unioni gay, la fecondazione artificiale (su cui il Pd è agli antipodi) continua a guardare verso destra. Al progetto di Parisi, per esempio, nelle cui liste è stato eletto a Milano Luigi Amicone, ciellino doc, direttore del settimanale Tempi, voce dell'anima dissidente (anche per il No al referendum) rispetto al «cerchio magico» ciellino dialogante col Pd. Dissidente, ma forse non così minoritaria nella base Cl

 

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…