tsipras

1. ALEXIS IL ROSSO O UNO CHE FA IL RIVOLUZIONARIO DI PROFESSIONE CON I SOLDI DI PAPÀ? 2. A GUARDARLO PARE UN RADICAL CHIC, MA CON IL SORRISO DEL BRAVO RAGAZZO STAMPATO IN VISO. CREDIBILE E CONFORTANTE. UN PO’ DI GOMMINA SUI CAPELLI, GOLF E GIUBBOTTI BURBERRY. LA CRAVATTA MAI

Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

TSIPRAS TSIPRAS

I politici, direbbe Forrest Gump, sono come i cioccolatini: puoi vedere la carta che li avvolge, ma non sai mai quello che troverai dentro. 
La carta che sta attorno allo spauracchio d’Europa, Alexis Tsipras, il trionfatore del voto greco, lascia pochi dubbi: è da bandiera rossa trionferà. Invece dei crocefissi e delle icone ortodosse, negli uffici del partito sono appesi i ritratti di Rosa Luxemburg e Karl Marx. C’è la faccia di Che Guevara sulle magliette, sugli striscioni, sui manifesti.

 

tsiprastsipras

C’è l’arcobaleno dei movimenti no global, ecologisti, libertari e pacifisti cresciuti negli anni 90 orfani del comunismo reale. Dal packaging manca completamente la falce e martello, ma solo perché è rimasta in dote al Kke, il Partito comunista greco convinto che sotto l’involucro di Syriza sia nascosto un Tsipras appena appena socialdemocratico oppure, come l’hanno attaccato nei comizi, «uno venduto alla finanza internazionale». 
 

Tsipras è dal 2008 presidente di una coalizione di estrema sinistra (Syriza) che prima della sua leadership viaggiava attorno al 2% e che poi, con il giovanotto alla testa, è cresciuta di voto in voto. L’anno dopo era già al 5%, nel 2012 al 16%, nel 2014 al 26%, oggi appena sotto al 40%.

 

tsipras peristeratsipras peristera

L’armamentario del partito è rimasto identico, ma il nuovo presidente era evidentemente qualcosa di meglio. Nel modo di parlare, di vestire, di stare in tv, di affrontare uno alla volta gli obbiettivi politici e convincere tutti i compagni a perseguirli. Oppure ad andarsene. Tsipras ha cacciato dal partito tanti concorrenti, fondatori, ex mentori, mantenendo sempre la leadership a forza di carisma e vittorie. 
 

tsipras peristera 3tsipras peristera 3

A guardarlo non pare un rivoluzionario, semmai un radical chic. Un po’ di gommina sui capelli, golf e giubbotti Burberry. La cravatta mai, come un feticcio al contrario. L’ha anche promesso: «Ne metterò una solo alla cerimonia per la cancellazione del debito pubblico». Una cravatta per 320 miliardi sarebbe un affare, certo più conveniente del suo unico vizio conosciuto, il parrucchiere in piazza Kolonaki, la più chic di Atene, dove taglio e shampoo costano 60 euro. 
 

tsipras merkeltsipras merkel

Chi c’è sotto la carta? Probabilmente il primo esemplare di una nuova specie politica, quella dei Robin Hood della nuova Europa impoverita e cinesizzata. E’ un figlio borghese che non riesce ad accettare che democrazia non faccia più rima con benessere. Che Europa non significhi più diritti umani e accoglienza per gli immigrati. Che qualcuno stia male e non ci sia un ospedale per curarlo. Magari ha ragione lui, magari no. Ma ci sta provando. E i greci con lui. Restare nell’euro, per Tsipras, vuol dire restare in una cornice di valori che comprende la democrazia, la sanità pubblica, l’educazione e anche le pari opportunità. Non può solo voler dire 2,5 di avanzo primario e spread sostenibile. 
 

tsipras peristera 2tsipras peristera 2

Ha 40 anni, è ingegnere civile con master in urbanistica. Scuole pubbliche, laiche e solo greche. Inglese imparato da adulto, non ancora fluido, nonostante i corsi intensivi dell’ultimo anno. Anche il padre era ingegnere, imprenditore edile. C’è qualche chiacchiera su di lui perché riusciva a lavorare anche con il regime dei colonnelli. Si è parlato di una zia di Alexis sposata al numero due della dittatura. «Famiglia progressista — taglia corto Alexis — certamente non comunista». Uno che non ha mai lavorato in vita sua, che fa il rivoluzionario con i soldi di papà, lo accusano gli avversari. 
 

alexis tsipras saluta curzio maltesealexis tsipras saluta curzio maltese

Dora Antoniu, giornalista di Kathimerini , sostiene che Alexis sia una sorta di replicante. «Gesticola e si muove come il vecchio Papandreu (l’ex onnipotente leader dei socialisti greci degli anni 70, ndr ). Pian piano ha imparato persino ad usare il suo tono di voce». Per tanti elettori centristi umiliati dalla Crisi essere un «nuovo Papandreu» non è un insulto, ma un complimento. Al contrario, per l’anima di sinistra-sinistra di Syriza suona terribile. 
 

tsipras e la compagnatsipras e la compagna

Fino a ieri è stato questo il suo merito principale: dire cose che non aveva mai detto nessuno — tipo non pagare i debiti — e allo stesso tempo restare nell’euro, con il sorriso del bravo ragazzo stampato in viso. Credibile e confortante. Come quando prendeva il traghetto per Bari, per andare alle manifestazioni no global in Italia. Giovane, spavaldo, con la sicurezza che anche facendo qualche mattana non gli sarebbe successo nulla di grave. Infatti fu espulso e rimesso sul traghetto. 
 

autografo di tsiprasautografo di tsipras

È nato nel ’74, quando in Grecia è tornata la democrazia. Il suo è il mondo delle garanzie, delle sicurezze. Gli studenti fanno gli studenti: protestano, occupano, gridano. I poliziotti fanno i poliziotti: sgomberano, caricano, ma in fondo di Genova ce n’è stata solo una. Di solito non muore nessuno e dopo la manifestazione si va tutti assieme a guardare la partita.

 

loredana de petris alexis tsiprasloredana de petris alexis tsipras

Perché Tsipras dovrebbe pensare che a Bruxelles o a Francoforte il mondo dovrebbe essere diverso? I greci hanno fame. Non è giusto, non è «democratico», quindi qualcuno li ascolterà. Basterà protestare, farsi sentire, come ai tempi delle occupazioni studentesche. 
 

«La speranza sta arrivando» è stato lo slogan della sua campagna elettorale. La Grecia ne aveva bisogno, come aveva bisogno di qualcuno che unisse rivoluzione e stabilità. «In Grecia e in Europa con la fine dell’austerità tornerà la democrazia». E’ un riflesso condizionato, un contorcimento semantico. Democrazia significa benessere. Europa significa giustizia. Per vincere le elezioni ha funzionato. 

tsipras ddd8fba1 kcgf u10401629528273jzh 455x256@lastampa.it home pagetsipras ddd8fba1 kcgf u10401629528273jzh 455x256@lastampa.it home page

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…