donald trump joe biden

ALLE ELEZIONI DI MIDTERM IL PARTITO REPUBBLICANO CONQUISTA LA CAMERA. MA NON C’È STATA LA DISFATTA DEI DEMOCRATICI - L’AMERICA È PIÙ POLARIZZATA CHE MAI. BIDEN SARÀ UN’ANATRA ZOPPA, MA LA VALANGA REPUBBLICANA AUSPICATA DA TRUMP NON SI E' VISTA – AL SENATO È TESTA A TESTA - LA MAZZATA PER TRUMP È ARRIVATA DALLA PENNSYLVANIA: IL DEMOCRATICO JOHN FETTERMAN HA SCONFITTO IL CHIRURGO TRUMPIANO MEHMET OZ. DI FRONTE AD ALCUNI PROBLEMI AI SEGGI, "THE DONALD" PARLA DI BROGLI. E PORTA AL CONGRESSO UN GRUPPO DI “NEGAZIONISTI” CHE PUÒ METTERE A RISCHIO LE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEL 2024 - VIDEO

1 – MIDTERM USA, I REPUBBLICANI VERSO LA CONQUISTA DELLA CAMERA, SENATO IN BILICO

 

Da www.ansa.it

donald trump elezioni midterm

 A poche ore dalla chiusura dei seggi per le elezioni di Midterm, i repubblicani avanzano lentamente verso la conquista della Camera mentre il Senato resta in bilico, appeso a sfide ancora testa a testa come quelle in Pennsylvania tra il vice governatore dem John Fetterman e il chirurgo Mehmet Oz e in Georgia tra il reverendo dem Rafael Warnock e l'ex campione di football Herschel Walker.

 

Per ora però non si è materializzata quell'ondata rossa in cui sperava il Grand Old Party e i democratici sembrano aver evitato almeno la catastrofe. Secondo gli ultimi dati aggiornali, il partito dell'Elefante ha strappato sei seggi alla Camera (solo 1 i dem), mentre nella Camera alta è parità (46 a 46 con 8 Stati ancora da assegnare). Si teme che occorreranno forse giorni per avere i risultati finali, mentre incombe il rischio di un nuovo caos e di nuove cause, come quelle che hanno minacciato i repubblicani.

 

elezioni midterm 5

A sollevare i primi sospetti è stato Donald Trump  dopo una serie di problemi tecnici verificatisi in due stati in bilico, Arizona e  Michigan. "Sta accadendo la stessa cosa che successe nel 2020 con i brogli elettorali?",  ha chiesto sul suo social Truth, puntando il dito contro le disfunzioni a Detroit e nella contea di Maricopa (che comprende Phoenix), dove e' stato respinto un ricorso del Grand Old Party per posticipare la chiusura dei seggi.

 

Il tycoon attende comunque di misurare la sua presa sul  partito con le vittorie dei suoi candidati. E se gli è andata bene in alcuni duelli, come con il finanziere-scrittore JD

Vance, salito alle cronache per il suo libro divenuto poi un film su Netflix 'Hillbilly Elegy', in Pennsylvanya ha preso un sonoro ceffone con la  sconfitta del suo alleato (negazionista) Doug Mastriano, battuto dall'attorney general dem Josh Shapiro nella corsa a governatore.

 

elezioni midterm 5

Il partito dell'Asinello vince la gara per il governatore anche nei feudi della California con Gavin Newsom (come previsto) e di New York con Kathy Hochul (tra qualche difficoltà), ma la perde in Georgia con Stacey Abrams, sconfitta per la seconda volta da Brian Kemp (un repubblicano ostile a Trump). Un flop in serie che si aggiunge a quello di Beto O'Rourke nella corsa in Texas per il Senato, terza debable consecutiva in 4 anni.

 

Tanti i primati di questa tornata elettorale: tra gli altri la dem Maura Healey, prima donna e  prima candidata apertamente gay ad essere eletta governatrice del Massachusetts, il dem Wes Moore primo governatore afroamericano del Maryland, il 25enne Maxwell Alejandro Frost primo membro della generazione Z ad ottenere un posto al Congresso, tutti del partito democratico.

 

 

2 – TRUMP PARLA DI BROGLI

Massimo Gaggi per www.corriere.it

 

donald trump elezioni midterm 2

«La Francia ha avuto i risultati delle elezioni in 8 ore. Se in America non li avremo in 8 ore, cominciate a interrogarvi sul perché. Io lo farò». Rudy Giuliani, che due anni fa fece di tutto per far passare, in vari Stati, la tesi di una vittoria fraudolenta di Biden, venendo smentito ovunque dagli addetti alla certificazione del voto e dai giudici (in gran parte conservatori), lancia un’altra offensiva per togliere credibilità alle elezioni di midterm usando lo stesso registro di insinuazioni e accuse.

 

«Sta accadendo la stessa cosa che successe nel 2020 con i brogli elettorali?», ha scritto in serata Donald Trump sul suo social Truth, dopo che durante la giornata si sono verificati problemi ai seggi nella contea di Maricopa, la maggiore contea dell’Arizona, e a Detroit.

 

elezioni midterm 3

«Non avremo i risultati finali nella notte delle elezioni. In alcuni Stati in bilico ci vorranno giorni. Solo chi non sa come funziona il nostro sistema, non conosce le regole e come i voti vengono contati può pensare che se non si risolve tutto in poche ore la cosa sia sospetta». Ad accusare Giuliani (che ben conosce norme e sistema elettorale) di essere in malafede è un altro repubblicano: il capo dei supervisori della contea di Maricopa, Bill Gates (omonimo del fondatore di Microsoft).

 

elezioni midterm 2

Jim Marchant corre per la carica di Segretario di Stato del Nevada per i repubblicani

Esasperato da accuse e sospetti diffusi ad arte per anni nonostante la loro palese infondatezza, davanti alla riproposizione, rafforzata, della stessa strategia del discredito (100 denunce già presentate nei tribunali rispetto alle 70 della vigilia del voto 2020, miliziani armati intorno a molti seggi e ai luoghi di raccolta dei voti postali) Gates ha tenuto una conferenza per esprimere la frustrazione di chi, facendo il suo dovere di scrutatore, si vede piovere addosso sospetti, calunnie e minacce: ci sono, ad esempio, Stati come la Pennsylvania nei quali è vietato aprire buste dei voti postali (un milione) fino al voto nei seggi.

 

elezioni midterm 1

Per scrutinarli ci vorranno giorni visto che per ogni voto andranno verificate le date e le firme. Due anni fa in Pennsylvania ci vollero addirittura 20 giorni per contare tutti i voti, in Arizona 10, mentre anche in Michigan, Georgia e Wisconsin, i risultati arrivarono in forte ritardo: «Quando una sfida è sul filo di lana serve tempo. E questo non giustifica i sospetti alimentati dalle reti sociali» si sfoga Gates.

 

È significativo che un simile allarme venga da lui e da altri funzionari repubblicani come Brad Raffensperger in Georgia perché a minare la credibilità di un sistema elettorale comunque inefficiente e frammentato (regole diverse per ogni Stato e, a volte, per ogni contea) non sono generici malumori popolari, ma una campagna ben organizzata dall’area politica di Trump con tre obiettivi: 1) Screditare il sistema elettorale anche se dalle urne usciranno vincitori i repubblicani. 2) Portare in Congresso molti parlamentari «negazionisti» pronti a lanciare inchieste a raffica per mettere alle corde Biden – per loro un usurpatore – in vista delle presidenziali 2024, con tanti saluti alla governabilità (per questo è ridicola la tesi di Elon Musk per il quale un Congresso a guida repubblicana sarebbe una medicina contro gli estremismi tanto di destra quanto di sinistra).

 

UN FAN DI DONALD TRUMP CON UNA MASCHERA DEL PRESIDENTE DURANTE UN COMIZIO A FORT WAYNE, INDIANA

3) Prepararsi a manipolare il risultato delle presidenziali 2024 qualora l’esito delle urne fosse infausto. Due anni fa governatori e segretari di Stato anche repubblicani rifiutarono di alterare l’esito delle urne (gli 11.780 voti che Trump cercava in Georgia per togliere la vittoria a Biden). Non deve più succedere: oggi 15 candidati governatori e 11 aspiranti segretari di Stato repubblicani sono stati reclutati tra i «negazionisti» della legittimità dell’elezione di Biden.

 

Una trama per nulla nascosta: avendo ormai convinto la maggioranza dei conservatori che «Dio è con noi e ci ha dato una missione» e che i democratici sono il male assoluto, non c’è più bisogno di andare troppo per il sottile: Jim Marchant, che oggi potrebbe diventare segretario di Stato del Nevada (cioè il funzionario che certificherà il voto del 2024) dice che «quando la nostra coalizione di segretari verrà eletta nei vari Stati, aggiusteremo l’America e Trump tornerà presidente».

 

midterm

Mentre personaggi come il senatore del Wisconsin Ron Johnson o l’aspirante governatrice dell’Arizona Kari Lake non si limitano a dire che non riconosceranno l’esito del voto se sconfitti: per la Lake non è nemmeno concepibile che l’Arizona possa votare «per quella codarda di Katie Hobbs».

 

 

midterm 4midterm 1midterm 2midterm 3

 

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