trump mueller

AMERICA FATTA A MAGLIE - TRUMP CONSEGNA RISPOSTE SCRITTE AL PROCURATORE SPECIALE MUELLER, SPERANDO DI CHIUDERE IL CASO RUSSIAGATE. CI RIUSCIRÀ? IL COSTITUZIONALISTA DERSHOWITZ: ''NON C'È OSTRUZIONE ALLA GIUSTIZIA, SE LICENZIA IL CAPO DELL'FBI È NEI SUOI POTERI. LO SCANDALO È CHE QUALCUNO NEL SUO STAFF ABBIA INCONTRATO UN AVVOCATO RUSSO DURANTE LA CAMPAGNA? FATELA FINITA, BASTA USARE LA MINACCIA DELLA GIUSTIZIA PER RISOLVERE QUESTIONI POLITICHE''

proteste anti trump pro mueller

 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

“Sono stati molto brillanti nel decidere di rispondere per iscritto alle domande del procuratore speciale. Rudy Giuliani e’ uno dei migliori avvocati in circolazione dagli anni 70. Ho un rispetto enorme per lui. Ha consigliato al presidente la cosa giusta. Ma sia chiaro che non c'è ostruzione alla giustizia perché i poteri che la Costituzione assegna al presidente sono tali che ostruzione non ne può fare, e se licenzia il capo dell'FBI esercita i suoi poteri, niente di più. E perché anche la collusione, che oltretutto non è un crimine, non è una cosa che si possa provare”.

 

mueller trump

“Cosa volete rimproverare a Trump se non si ricorda che, in piena campagna elettorale, con tutto il gigantesco lavorio di una campagna, qualcuno del suo staff ha incontrato un avvocato russo! È ora di farla finita di usare la minaccia della giustizia per risolvere questioni politiche. Che riguardi una parte o che riguardi l'altro, che sia per Trump, che sia per Hillary Clinton, basta con questa guerra, basta con il tentativo di “weaponize” (far diventare armi) tutti gli argomenti “. Ehi, sembra l'Italia!

 

DONALD TRUMP RUDOLPH GIULIANI

Alan Dershowitz, guru degli avvocati costituzionalisti americani, un ebreo liberal che ha votato per Hillary Clinton ed è stato un fedele Democratico tutta la vita, ma che ora a Martha's Vineyard non ci può mettere più piede perché viene considerato un traditore, soprattutto dopo aver scritto un libro che si chiama “Le ragioni contro l'impeachment di Donald Trump”, negli studi di Fox News non ha il minimo dubbio ancora una volta. L'inchiesta di Robert Mueller è al capolinea perché le accuse sulle quali si basa l'intera indagine del cosiddetto Russia Gate non sono fondate.

 

L'appello di Dershowitz cadrà nel vuoto perché il clima politico americano è avvelenato, e non solo per colpa di Donald Trump, e si scrivono fiumi di articoli sui cappottini che Melania Trump da Dior può certamente comprarsi senza bisogno di rubare i soldi dello Stato; o si finge impunemente che l'errore grave commesso da Ivanka Trump nei primi mesi da consigliere del padre nell’utilizzare la sua mail privata sia paragonabile al pasticcio combinato da Hillary Clinton quando era segretario di Stato, che prima utilizzò per mail destinate al server riservato del Dipartimento di Stato un suo indirizzo, poi fece sparire il tutto cercando di occultare e in parte riuscendo ad occultare alcune lettere evidentemente scottanti su alcune verità ancora più scottanti, come la strage di Bengasi.

 

rudy giuliani in drag seduce trump

Nel rispetto del clima generale di scontro al calor bianco, Donald Trump twitta:” Ho risposto personalmente facilmente a domande a cui non avrei dovuto rispondere e vediamo se è finita questa caccia alle streghe”.

 

È finita, o sta per finire, se risponde al vero che nessuna prova in questa lunghissimo anno e mezzo è stata trovata a sostenere una proposta di impeachment per il presidente?

 

Sentiamo che dice Rudy Giuliani, avvocato di Trump con lo stesso stile con cui ha fatto tutto nella vita, dal Procuratore di Manhattan al sindaco, da duro e da combattente, attirando su di sé grande ammirazione e terribile odio.

 

ALAN DERSHOWITZ

“ E’ stata la nostra posizione fin dall'inizio quella di credere che molte delle cose che sono state chieste sollevano seri problemi costituzionali e sono oltre i limiti di un'inchiesta legittima. Questa posizione rimane immutata. Ciononostante il presidente ha fornito una cooperazione senza precedenti. Al procuratore speciale sono stati garantiti più di 30 testimoni, 1milione 400mila pagine di materiale, ed ora anche le risposte scritte del presidente alle domande. È arrivato il momento di portare questa indagine a conclusione”.

 

 Che domande erano? Ufficialmente segrete, in realtà essendo l'ufficio del procuratore speciale un vero colabrodo, già all'inizio del 2018 alcune domande erano uscite sui giornali, sollevando le proteste indignate e ripetute nei giorni scorsi dello stesso Trump, interrogazioni al Congresso e proteste dei repubblicani con Mueller.

 

Una riguarda Paul Manafort e i suoi rapporti con Mosca. Manafort è stato responsabile della campagna per tre mesi in tutto nel 2016 e nel frattempo è stato condannato per frode di evasione fiscale, accuse che non c'entrano niente con Trump e il suo lavoro per Trump.

FLYNN

 

Un'altra domanda riguarda naturalmente le ragioni del licenziamento dell'ex direttore dell'Fbi, James Comey, avvenuto un anno fa, e una terza la reazione del presidente alla decisione di Jeff Sessions, da poco nominato Attorney General, di ricusare se stesso da quell’inchiesta; infine il capitolo che riguarda Michael Flynn, l'ex generale nominato consigliere per la sicurezza nazionale all'inizio della presidenza, subito allontanato per aver mentito su un incontro con l'allora ambasciatore russo a Washington, di recente praticamente scagionato dalle accuse. Di fatto, si è comportato solo da fesso e l'ha pagata carissima.

 

Inutile si è rivelato protestare per i continui leaks, le fughe di notizie, che provengono dallo staff del procuratore speciale, e sembrano una vera e propria tattica. Si è saputo dai giornali di Manafort, e di Flynn. Filo diretto con il New York Times.

Paul Manafort

 

Altre domande a Trump dal Procuratore riguardavano eventuali discussioni del presidente su incontri con Putin e sui tentativi del genero Jared Kushner di creare un canale parallelo privilegiato con Mosca nel periodo di transizione tra l'elezione e l'effettivo arrivo a Washington.

 

È finita con la risposta di Trump al procuratore speciale? Il presidente lascia intendere tanto nell’ intervista a Fox News Sunday che nei mitici Tweet che questa è stata l'ultima dichiarazione di disponibilità.

 

 Il che suggerisce l'ipotesi estrema, che Alan Dershowitz sconsiglia caldamente a Trump ma che da costituzionalista e professore di Harvard spiega fino a restare senza fiato che il presidente degli Stati Uniti ha il potere e la facoltà di decidere: licenziare Robert Mueller, il procuratore speciale, e chiudere d'imperio l’inchiesta del Russia Gate.

 

Vedremo, intanto tregua del Thanksgiving, per qualche ora la vittima predestinata è il tacchino.

ivanka trump

 

Ultimi Dagoreport

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?