venezuela putin maduro trump

AMERICA LATINA FATTA A MAGLIE - MADURO? QUESTIONE DI GIORNI, SI DICE A WASHINGTON. È ARRIVATO IN COLOMBIA ELLIOTT ABRAMS, E QUANDO ARRIVA LUI, DI SOLITO ARRIVA L'INTERVENTO MILITARE - NEGLI USA I DEMOCRATICI ALLA SANDERS PAIONO I 5 STELLE: È IL SOLITO COLPO DI STATO DEI GRINGOS. MA È IL GRUPPO DI LIMA A CHIEDERE L'INTERVENTO DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA, CON 3 MILIONI DI RIFUGIATI

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

nicolas maduro

Questione di giorni, si dice a Washington. È arrivato infatti in Colombia Elliott Abrams, l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Venezuela, nominato dal segretario di stato Mike Pompeo il 25 gennaio. Quando arriva lui, di solito poi arriva l'intervento militare, e il comportamento di Maduro nelle ultime settimane, da quando la crisi venezuelana è diventata un problema internazionale, dimostra che con le buone non se ne andrà, che le sanzioni e le nuove strette economiche tanto le fa pagare al popolo in fame e repressione.

 

Ma negli Stati Uniti non tutti sono d'accordo. Sembrano i 5 stelle. Quello americano, dicono, e’il solito colpo di stato dei gringos contro le nazioni dell'America latina, niente di nuovo sotto il sole. Ad ascoltare i deputati, a dire il vero solo tre per il momento, del gruppo democratico liberal socialista, che accusano gli Stati Uniti di colpo di stato in Venezuela, ma anche a sentire le rimostranze del ricandidato del 2020, Bernie Sanders, anziano ma in grande spolvero, è proprio così, e Maduro e’ un fiorellino.

 

JORGE ARREAZA jpeg

Dovrebbe essere Trump quello alleato o almeno costretto alla complicità con la Russia, sponsor di Maduro, invece sono quelli che lo accusano, come Ro Khanna, Ilhan Omar e Tulsi Gabbard. E Sanders rincara la dose, pur tra le critiche di molti dei suoi sostenitori, e chiede di imparare la lezione del passato e non occuparsi dei regimi politici di altri Paesi.

 

È un po' la linea del ministro degli Esteri venezuelano, rigorosamente ripresa da Sputnik news in Italia, Jorge Arreaza, che ha notato che la pressione contro il Venezuela proviene dall'estero durante un'intervista:

 

"Nel mio Paese ora è tutto tranquillo, tutti vanno al lavoro, alle università, alle scuole. La settimana prossima ci sarà il carnevale. Tutte le pressioni provengono dall'estero", ha aggiunto il ministro degli Esteri venezuelano, invitando sarcasticamente è un incontro tra Trump e Maduro, visto che il presidente americano sarebbe il vero capo dell'opposizione venezuelana.

 

MADURO

Ci vuole una grande faccia tosta a sostenere simili fandonie quando lo stato di povertà del Popolo venezuelano, la gente che fruga nei cassonetti dell'immondizia per cercare qualcosa da mangiare, è stato documentato? Non gli manca evidentemente, anche per questo bisognerebbe far presto.

 

Donald Trump sta ad Hanoi e incontra Kim jong-un per la seconda volta. Gli avversari politici democratici sostengono che questo viaggio in Corea del Nord sia stato studiato per distrarre l'attenzione dallo scandalo Russia Gate e dalla testimonianza dell'ex avvocato del presidente, Michael Cohen, che per salvarsi il posteriore accusa il suo ex cliente e amico praticamente di qualsiasi nefandezza possibile e immaginabile, salvo concludere che non ha prove di collusione con la Russia. E allora? Solite storie di puttane?

 

Ma a Trump la vocazione di diplomatico in capo non gliela toglie nessuno, dalla Corea del Nord alla Cina, alla gestione del Venezuela dove si aspetta da un momento all'altro una svolta.

 

Sì, ma quale, e come, vista l'ostinazione del dittatore Maduro?

BERNIE SANDERS

il quale forse ha segnato definitivamente il suo destino immediato e la sua parte infame nella storia dando ordine nello scorso fine settimana di bloccare gli aiuti umanitari che vengono quasi tutti da USAID (l’agenzia governativa statunitense per lo sviluppo internazionale) e che arrivavano dal confine con Colombia e Brasile.

 

I camion carichi di beni di prima necessità, fondamentali per un popolo alla fame, sono stati fermati al confine e fatti tornare indietro, utilizzando gas e sparando, molti camion sono stati bruciati dai miliziani pro regime.

 

Alla fine degli scontri tra i sostenitori di Maduro e quelli di Guaidó, con le forze di sicurezza regolari dalla parte dei primi, ci sono stati quattro morti e centinaia di feriti.

 

elliott abrams

Juan Guaidó, il Presidente del Parlamento che si è temporaneamente autoproclamato a capo del Paese in attesa di elezioni, e che gode dell'appoggio di buona parte del mondo, ha detto che la sua battaglia contro Maduro continuerà e che “dobbiamo tenere aperte tutte le opzioni per la liberazione della nostra patria".

 

 Il deputato dell’opposizione Freddy Superlano, deputato ed esponente dell'opposizione, e il suo assistente Carlos José Salinas sono morti avvelenati dopo un cena in un ristorante della città di Cúcuta in Colombia. Erano andati lì proprio per cercare di fare arrivare nel Paese i camion con gli aiuti.

 

Molte cose si svolgono in Colombia, dove il presidente conservatore Iván Duque Márquez ha ufficialmente riconosciuto il nuovo presidente venezuelano e proprio a Bogotà, lunedì, Juan Guaidó ha incontrato sia i rappresentanti del “gruppo di Lima” che il vicepresidente Usa Mike Pence, inviato plenipotenziario di Trump per il Venezuela. E Pence è un vero duro.

elliott abrams mike pompeo

 

 Il “gruppo di Lima” e’ formato da Paesi dell’America del Nord e del Sud, con in testa il Brasile di Bolosonaro e il Canada, ed e’ stato incaricato di elaborare strategie diplomatiche se possibile per risolvere la situazione del Venezuela.

 

Siccome sono riusciti a fare ben poco, anzi hanno trovato un muro , alla fine hanno deciso di chiedere alla Corte penale internazionale e al Consiglio dei diritti umani dell’Onu di intervenire con urgenza, contro la “violenza criminale del regime di Nicolas Maduro contro la popolazione civile” che ha “negato accesso all’assistenza internazionale, il che costituisce un crimine contro l’umanità”.

 

bolsonaro trump

 Il vicepresidente Usa Mike Pence, a colloquio con Guaidó, ha confermato il sostegno degli Stati Uniti ai suoi sforzi per dare al Venezuela un futuro migliore. Washington ha anche annunciato, oltre ad altre sanzioni economiche per Maduro, alcune misure urgenti di sostegno dei Paesi vicini al Venezuela che stanno affrontando la crisi migratoria causata dalle politiche del regime.

 

Quanta gente è arrivata negli ultimi mesi? Si parla di 3 milioni di rifugiati, tutti quelli che riescono a passare. Compresi anche centinaia di militari, che raccontano di essere costretti a sparare contro la popolazione, di essere ricattati e minacciati che si farà del male alle loro famiglie, di mangiare al di sotto della sopravvivenza, un pugno di riso.

TRUMP E PENCE l'insediamento di jair bolsonaro 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…