big appendino no tav

APPENDI (I) NO TAV E LASCIALI ASCIUGARE - CHIARA APPENDINO DI LOTTA E DI GOVERNO. MANDA UN AVVISO DI SFRATTO AI VERTICI DELLA COMPAGNIA DI SAN PAOLO (PROFUMO E PEVERARO) MA GELA I NO TAV: “PORTERÒ NELLE ISTITUZIONI LE LORO RAGIONI. PERÒ IL SINDACO NON HA POTERI IN QUESTO CAMPO”

Stefano Zurlo per “il Giornale

 

raggi appendinoraggi appendino

Le bandiere No Tav e lo spoil system. Chiara Appendino di lotta e di governo. La guerra all' alta velocità, palestra dei Cinque stelle piemontesi, e le mani sul nocciolo del potere, su quel sistema fassiniano saltato nelle urne come un tappo di champagne.

 

Nella notte, dopo il trionfo e l' umiliazione del sindaco uscente, Piazza Castello, il cuore della città, è un tripudio di bandiere No Tav e a Palazzo Civico risuonano gli slogan di sempre: «Giù le mani dalla Valsusa».

 

Al mattino la vincitrice torna in municipio e davanti ai giornalisti comincia a graffiare ma, quando serve, frena, sfuma, vira. Sciabola e fioretto da subito, tenuti insieme da un sorriso d' ordinanza e dal piglio manageriale. Grillo sembra lontano anni luce e, a dirla tutta, non paiono suoi compagni di viaggio nemmeno quei ragazzi col look da centro sociale e con orecchino d' ordinanza annesso, che hanno riempito il centro, a piedi o in bicicletta, dopo la notizia del ko fassiniano.

 

Lei va dritta per la sua strada: «Porterò nelle istituzioni le ragioni dei No Tav. Però - aggiunge subito - il sindaco non ha poteri in questo campo e io voglio dialogare con tutti e voglio riunire le due città oggi divise». Nuovo sorriso. Avvolgente. Ecumenismo in salsa sabauda. Toni rassicuranti e concilianti. Garbo e stile. Per essere all' esordio, Appendino ha un controllo di sé strepitoso: la ragione domina sui sentimenti.

FASSINO E APPENDINOFASSINO E APPENDINO

 

E con una certa freddezza fa partire la prima stoccata: le chiedono se Francesco Profumo e Paolo Peveraro debbano dimettersi dai vertici della Compagnia di San Paolo, primo azionista del gruppo Intesa e di Iren, la multiutility che offre servizi alla città. «Io credo - è la replica asciutta - che quelli che fra l' altro si sono alzati lo stipendio debbano fare un passo indietro».

 

Il riferimento obbligato è a Profumo, l' ex ministro del governo Monti che alla vigilia dei ballottaggi, in un clima tesissimo, ha avuto la sciagurata idea di innaffiare con 400mila euro il budget che copre rimborsi spese, gettoni e quant' altro.

APPENDINOAPPENDINO

 

Una mossa che molti hanno letto come un atto di arroganza e che segue a un altro gesto sciagurato dell' ultimo Fassino: le nomine di Profumo e Peveraro, ex vicepresidente della Regione ai tempi della piddina Mercedes Bresso, e l' occupazione manu militari di due caselle pesanti a maggio, ormai in vista delle elezioni. Appendino e i Cinque stelle, felicissimi per quel clamoroso infortunio.

 

Avevano sfruttato l' assist gridando allo scandalo. Ora lei ha gioco facile: «Introdurremo il semestre bianco. Negli ultimi 180 giorni del suo mandato Appendino non potrà nominare nessuno. In ogni caso sceglieremo applicando i criteri della trasparenza e della meritocrazia». Intanto, i due target possono serenamente preparare le valigie.

FRANCESCO PROFUMO jpegFRANCESCO PROFUMO jpeg

 

La Fondazione, che ha in pancia il 9 per cento di Intesa, eroga ogni anno qualcosa come 50 milioni, destinati all' arte, alla cultura, allo sport. È insomma, specie di questi tempi, uno strumento di consenso straordinario. E Iren che prima, in un sistema di porte girevoli, era guidata proprio da Profumo, è un colosso che spazia da Reggio Emilia a Genova e Torino e ha fornito alla città la nuova illuminazione a led e il teleriscaldamento.

PAOLO PEVERAROPAOLO PEVERARO

 

Un pizzico di sogno, una spruzzata di demagogia e molto pragmatismo. Appendino omaggia il popolo sovrano e i sacri dogmi del Movimento: «Una volta al mese faremo la giunta su Facebook e un giorno alla settimana riceverò i cittadini». «Dobbiamo ripartire dalle periferie - annuncia quindi il neo sindaco - e dobbiamo occuparci degli esclusi».

 

CORTEO NO TAV CORTEO NO TAV

Ma quando le piove addosso la domanda sul reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia grillino, lei la schiva così: «Non riguarda il Comune, ma certo con Virginia Raggi farò pressioni sul capo del governo perché intervenga e lo stesso farò con il presidente della Regione Sergio Chiamparino che ha allo studio alcune misure». Per oggi può bastare. Il futuro però è un tantino più complicato.

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?