ARBASINO, MEMORIE DELLA GUERRA FREDDA – ‘’AH, LA “RIVISTA BELLISSIMA E CONTROCORRENTE” DEL COMPAGNO NICOLA CHIROMONTE SOVVENZIONATA DALLA CIA – AH, QUELL'ESPRESSIONISMO ASTRATTO, ARTE UFFICIALE DEGLI STATI UNITI NEL MONDO (E QUINDI “AVANGUARDIE DELLA CIA”) SPESSO DI ARTISTI EBREI, E DUNQUE IN REGOLA CON LA NEGAZIONE RELIGIOSA DELLA FIGURA UMANA, MENTRE IL REALISMO SOCIALISTA ESALTAVA GLI ATLETI E I MILITARI. DUNQUE, EROI POSITIVI ATTRAENTI COME I MIGLIORI PROTAGONISTI NEI MANIFESTI DI HOLLYWOOD’’…

Alberto Arbasino per il "Corriere della Sera"

Troppi ricordi, adesso? A «Tempo presente», la «rivista bellissima e controcorrente» rievocata da Pierluigi Battista su «la Lettura», ho collaborato moltissimo. E volentieri. Ero naturalmente amico del suo condirettore Nicola Chiaromonte, eccellente critico e saggista teatrale al «Mondo», ove ci si incontrava quando settimanalmente e puntualmente passava a consegnare il «pezzo» e a far conversazione. Ma soprattutto alle «prime» teatrali ci si vedeva sovente, e poi si pranzava, con Patti e De Feo e altri amici, e quindi si andava in via Veneto: spesso in polemica, giacché a lui interessavano soprattutto i testi, e molto meno la regia e lo spettacolo.

Ma i critici amici poi si divertivano se in certe recensioni scapestrate si riusavano alcune loro zaffate, non scritte né citabili però disponibili. E analogamente per gli amici critici musicali, beati per ogni mancanza di seriosità.

Fatale fu evidentemente la rivelazione che la Cia sovvenzionasse il «Congresso per la libertà della cultura», sponsor di «Tempo presente» ed «Encounter» e «Preuves», ove operavano diversi amici di onestà intellettuale davvero cristallina. Ricordo bene una colazione a New York, perché era domenica, avevo tranquillamente invitato Camilla Pecci Blunt e Stephen Spender, e certamente non si immaginava che il «New York Times» proprio quella mattina avrebbe rivelato i traffici della Cia con le nostre care riviste. Camilla fu perentoria: «Non potevate non sapere!». E Spender un po' turbato replicava che altri si erano occupati di quelle faccende. Lui certamente no. Ma la ricaduta fu grave, da noi. C'era la guerra fredda.

Va però considerato, poi, che quell'espressionismo astratto tanto reclamizzato quale arte ufficiale degli Stati Uniti nel mondo (e quindi «Avanguardie della Cia») si doveva spesso ad artisti ebrei, e dunque in regola con la negazione religiosa della figura umana, mentre il realismo socialista e staliniano esaltava gli atleti e i militari quali alfieri rappresentativi dell'Unione Sovietica. Dunque, eroi positivi attraenti come i migliori protagonisti nei manifesti di Hollywood.

***

Chiaromonte viene spesso citato nei carteggi fra Mary McCarthy e Hannah Arendt, dove si osserva che lui e Moravia, familiari nei paraggi della «Partisan Review», a Roma si aggrappano al telefono (allora fisso, in anticamera) non appena entrano in un appartamento. Ma appare menzionato anche nel Lessico famigliare di Natalia Ginzburg, perché la sua mamma l'aveva conosciuto «grosso, tarchiato, con i riccioli neri» a casa della sorella Paola, consorte di Adriano Olivetti, a Forte dei Marmi.

«Chiaromonte aveva una moglie molto malata, ed era molto povero; tuttavia aiutava Cafi, quando poteva». «Cafi! Cafi! Cafi! - diceva la Paola disgustata». «Nuovo astro che sorge!», commentava il papà. E si trattava di Andrea Caffi, poi talvolta pubblicato su «Tempo presente».

A Forte dei Marmi, Longhi e Carrà, evocati da A. C. Quintavalle, fanno rammentare naturalmente il Quarto Platano del Caffè Roma, dove ci si vedeva ai bei tempi di «Paragone». Lì avevo pubblicato il mio primo racconto, poi pubblicato da Calvino (Einaudi, '57). E lì ritrovavo Lunghi e Anna Santi, che qualche volta andai a trovare nella loro casetta, verso il Cinquale, fra i campi.

E lì passavano l'estate alcuni parmigiani influenti, Pietrino e Carla Bianchi, Attilio e Ninetta Bertolucci, con Carrà ed Enrico Pea (ambedue con baschetti caratteristici), con altri meno stanziali e il Professore: Giuseppe de Robertis.

Stavo a Fiumetto, e andavo in lambretta. Passando magari prima, a prendere un'amica figlia di un influente direttore, che andava riportata entro le nove, assolutamente senza passare dalla Capannina, che era lì davanti alla Villa Malaparte, e dove prima della guerra avevano danzato Chiaromonte e «la Paola», mamma di: Roberto Olivetti che in seguito fu un carissimo amico attraverso due o tre mogli, a Palazzo Orsini.

***

Oh, Giosetta. «Apprendista stregona» (o streghina beneducata, o streghetta ottantenne), dopo essere passata intatta dalle Orsoline alle Zoccolette, quali vie di abitazioni successive. E vittoriosa superstite della trionfale e poi drammatica Scuola di Piazza del Popolo, ai magnifici tempi della «Tartaruga», leggendaria galleria di Plinio de Martiis. O quasi mezzo secolo fa, ai tempi della nostra mitica Carmen a Bologna, ove per venire incontro agli «svecchiamenti» chiesti dal neosovrintendente Badini, Giosetta non soltanto cosparse di pois e demi-pois le gonne delle sigaraie-lucciole, ma posò le solite parrucche da armigeri medioevali sul capo delle comparse. E allora si levò il grido di «fuori i capelloni!», giacché si era alla vigilia del fatale Sessantotto.

Le foto «travestite» di Giosetta Fioroni sono impressionanti, al Museo Macro romano, perché vi si scorge un noir spesso dissimulato. Qui debitamente imparruccato. E si profila o faufila attraverso anche i disegni, e le trame, con Goffredo Parise che mi regalava tagli per camicie d'anteguerra, e consigliava rari vini in un caveau bancario milanese divenuto ristorante effimero chic. Sarà poi stato un Walter Benjamin o un John Betjeman, quel raccapricciante pupazzo appeso dietro una loro porta, alla Camilluccia; quando Goffredo incontrava Gadda che si recava (vecchio gentiluomo) dal barbiere mattutino, mentre lui andava alla posta con inquietanti involucri cilindrici destinati a certe madame letterarie, con sensibili apprensioni dell'Ingegnere...

***

Le nostre fisarmoniche venivano generalmente da Stradella, come le migliori valigie. Ma si ascoltavano anche in certe scene d'osteria, per esempio nel Wozzeck. Ora si incontrano nei concerti di tipo forse russo, dette «bayàn». Però tornano in mente certe rozze conghe di tanti anni fa, che finivano con «el bayòn».

 

ALBERTO ARBASINOAlberto Arbasino cia central intelligence agencyjackson pollockPASOLINI E MORAVIA sanlo51 giosetta fioroniParise e Giosetta Fioroni in una foto di Mario Schifano Dal PIacere alla Dolce Vita Mondadori

Ultimi Dagoreport

meloni salvini giorgetti orcel giuseppe castagna hugues brasseur bpm

DAGOREPORT - COME SI DICE BANCO BPM IN FRANCESE? - SIETE PRONTI AL LANCIO DI RISO E CONFETTI? IL COLOSSO CRÉDIT AGRICOLE SI PREPARA A CONVOLARE A NOZZE CON LA BANCA CARA ALLA LEGA – IN BARBA AL SOVRANISMO SBANDIERATO DA SALVINI & GIORGETTI (L’OPS DI UNICREDIT FU LIQUIDATA A COLPI DI GOLDEN POWER PERCHÉ… “BANCA STRANIERA”), PER PORTARSI A CASA IL TERZO GRUPPO BANCARIO ITALIANO, I FRANCESI NON HANNO NEMMENO BISOGNO DI APRIRE IL PORTAFOGLI E IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA: CON UN PROGETTO DI “FUSIONE AMICHEVOLE” TRA BPM E CREDIT AGRICOLE ITALIA, LA BANCA GUIDATA (SI FA PER DIRE) DA GIUSEPPE CASTAGNA SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI: BASTA FA CREDERE CHE SIA BANCO BPM AD ACQUISIRE LA CONTROLLATA FRANCESE IN ITALIA ...

salvini ferrovie inchingolo strisciuglio trifone altieri

DAGOREPORT – ALBERTO DA GIUSSANO ALLE CIME DI RAPA: LA LEGA HA SBIANCHETTATO IL “SALVINI PREMIER” DAL SIMBOLO, MA IL CARROCCIO È RIMASTO ORIENTATO AL SUD! A CONFERMA DELL'ALTA ATTENZIONE DEL SEGRETARIO PER IL MEZZOGIORNO, BASTA DARE UN’OCCHIATA ALLE NOMINE – A FARLA DA PADRONE NELLA SPARTIZIONE DEGLI INCARICHI È LA COMPONENTE PUGLIESE: DA TRIFONE ALTIERI A STRISCIUGLIO - E AL NORD MUGUGNANO: SE CONTINUA COSÌ, SALVINI DOVRA' SPOSTARE LA SEDE DELLA LEGA DA VIA BELLERIO ALLA TRAFFICATA VIA SPARANO DI BARI… - VIDEO

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...