umberto bossi marco giusti

ARCHEO! “BOSSI È ARRIVATO AL PUNTO GIUSTO PER COPRIRE LA VORAGINE LASCIATA APERTA DAI POLITICI A GO-GO IN VOGA NEI TERRIBILI ANNI 80” – L’ARTICOLO DI MARCO GIUSTI, SCRITTO NEL 1993 PER “L’UNITÀ”, SUL SENATUR, SCOMPARSO IERI A 84 ANNI: “DURO, DURISSIMO, ARMATO DI KALASHNIKOV O DI ‘MANICO’, BOSSI SI È PLATEALMENTE ADATTATO A TUTTI I MODELLI, NON SOLO POLITICI, CHE LO HANNO PRECEDUTO" - “QUANDO PARLA, SE RIESCE A SUPERARE LO SCOGLIO DELLA GRAMMATICA, PASSA DALLO SLANG LOMBARDO AGLI SLOGAN RIVOLUZIONARI DA LEADERINO DEL '68 PRECIPITATO DAL PIANETA DUPLEX DEI VECCHI ALBI DI NEMBO KID. AL PUNTO CHE…”

Marco Giusti per “L’Unità” – 25 ottobre 1993

 

UMBERTO BOSSI

Bossi è l'uomo che ha salvato lo show business in Italia. Non ci fossero stati lui e il suo compare Miglio, di chi o di che cosa avremmo parlato oggi, di Mario Segni? Di Azeglio Ciampi? No. Bossi è arrivato al punto giusto per coprire il buco, la voragine orribile lasciata aperta dai politici a go-go così in voga nei terribili anni Ottanta e dai loro sosia di Saluti e baci. Anzi.

 

Bossi si è appropriato dei loro corpi, ha inglobato le loro voci, finendo naturalmente per pretendere poi lo stesso spazio su giornali e tv. E la cosa si è puntualmente verificata nella medesima formula di informazione e spettacolo. Duro, durissimo, armato di kalashnikov o di «manico», Bossi si è platealmente adattato a tutti i modelli, non solo politici, che lo hanno preceduto.

 

Rivoluzionario, bottegaio, militante, mastrolindo, bravuomo, piccoloborghese, statalista, stalinista, sportivo, malintenzionato, pacifista, canzonettista, poeta. Fisicamente sembra ridisegnare frullati quasi impossibili di Don Backy, Celentano, Feltri, Sgarbi, Baudo. Ma è pronto a qualsiasi variazione.

 

dito medio umberto bossi

Quando scrive, ammesso che sia lui a scrivere e non quattro o cinque Bossi o semi-bossi diversi, rispunta l'italietta anticomunista degli anni Cinquanta, le spiritosaggini da travaso e la militanza dei volantini sempre pronti a citare Mao, Lenin, Hegel, Freud, Marx e Mar-cuse. Quando parla, se riesce a superare lo scoglio della grammatica, passa dallo slang lombardo agli slogan rivoluzionari da leaderino del '68 precipitato dal pianeta Duplex dei vecchi albi di Nembo Kid.

 

Ma ci ricorda anche tutti i tromboni da piazza che lo hanno preceduto. E come se dall'esplosione dei politici di tutti i partiti fosse nata questa tartaruga ninja che li ha fagocitati e mal digeriti. Più un groviglio da sciogliere con l'Alka Seltzer che un personaggio postmoderno. Naturalmente tanti giornalisti, vedovi dell'esplosione della vecchia classe dirigente, si sono allegramente adattati alle e al linguaggio bossiani, come un panino al suo prosciutto.

 

Umberto Bossi al cortile d’onore della Camera

Al punto che non si riesce a capire con certezza non solo quando è veramente Bossi che parla e quando è solo una qualche traduzione giornalistica in italiano, ma neanche quando gli stessi giornalisti non parlino con un linguaggio alla Bossi o non ne facciano nel bene e nel male un ducetto illustrato. Tentare una piccola enciclopedia di frasi celebri legate a Bossi, alla Lega, alle sue teste fini, alle sue muse, diventa quindi un'impresa più complessa del previsto.

 

Possibile, per altri, sciogliere dubbi e raffinatezze linguistiche della prosa e della poesia bossiane. Per me è già tanto raccogliere i proiettili in una tazza, senza capirne, spesso, direzione e provenienza. Che cosa sia Bossi, poi, è difficile capirlo da quello che scrive e da come si comporta. Dopo averlo seguito per tutti questi mesi, non sono riuscito assolutamente a farmene un'idea. Intanto, è difficile convivere, anche metaforicamente, con uno che sostiene di avercelo sempre duro.

 

La tentazione maggiore, proprio per la continua dichiarazione di bisogni primari, per la mancanza di una logica che non sia la logica del possesso e del celodurismo, è quella di collegarlo a certi personaggi mitici come il Briccone Divino, sempre pronto a risolvere le situazioni col suo pene lungo chilometri. Ma è uno sbaglio, perché di chilometrico Bossi ha soprattutto certi discorsi di una noia infinita che passano dal parafilosofico al paranormale.

 

umberto bossi fotografato da ferdinando scianna

Non che i politici che lo hanno preceduto fossero molto meglio, comunque. L'altra tentazione è quella di farne una supervolpe della politica, pronto a spostarsi continuamente, come indirizzato da un fiuto mistico. Sinceramente il Bossi che preferisco, e che vedo più vicino alla realtà, è quello disegnato da Altan, col parruccone e due tre idee nella zucca. Una specie di cagnone da cartone animato che quando gli scoperchiamo visivamente il cervello spuntano sempre un osso e una bistecca.

marco giusti - bossoli il blob della lega

umberto bossi 2umberto b. il documentario di nove su bossi 1matteo salvini umberto bossiumberto bossi 8fan con una maglietta di bossiumberto bossi 7luca zaia umberto bossi UMBERTO BOSSI silvio berlusconi e umberto bossiumberto bossi 2umberto bossi 3umberto bossi marco formentini 4marco formentini umberto bossi UMBERTO BOSSIumberto bossi 9umberto bossi 7IL PATTO DELLA PAJATA A ROMA TRA BOSSI E ALEMANNO 3IL PATTO DELLA PAJATA A ROMA TRA BOSSI E ALEMANNO 1UMBERTO BOSSI umberto bossiumberto bossi comitato del nord 5bossi tremontiroberto maroni umberto bossi 2roberto maroni umberto bossi il francobollo della royal mail con umberto bossibossi morattiUMBERTO BOSSI DA GIOVANE CON LA CHITARRAluca zaia umberto bossi

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